ASI - Agenzia Spaziale Italiana - News ASI - Agenzia Spaziale Italiana - News
CON ASI E INFN

Al MAXXI va in scena Gravity

Inaugurata al MAXXI dalla Ministra Valeria Fedeli, la mostra Gravity Immaginare l'Universo dopo Einstein, frutto della collaborazione tra MIUR, MAXXI, ASI e INFN

Il linguaggio della scienza e il linguaggio dell'arte si mescolano, ispirandosi a vicenda, per creare suggestioni che rendono concetti scientifici complessi finalmente fruibili e comprensibili grazie all'immaginazione. È questa la scommessa di "Gravity - Immaginare l'Universo dopo Einstein", la mostra presentata oggi e che apre al pubblico il 2 dicembre, al MAXXI di Roma.

 

L'esposizione, che è stata inaugurata nel pomeriggio dal Ministro per Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, è frutto di una inedita collaborazione del museo con l'Agenzia Spaziale Italiana e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con il sostegno del Miur-Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca. Main partner è Enel, primo socio privato della Fondazione MAXXI, che ha scelto di sostenere la mostra per il suo alto valore culturale e di ricerca, offrendo l'ingresso gratuito a un ricco programma di incontri con scienziati, filosofi, artisti. Leonardo sostiene le attività educative legate all'esposizione.

 

"È stata una grandissima avventura mettere insieme scienza e arte che in Gravity non sono mondi separati", ha detto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI, aprendo la conferenza di presentazione. "I reperti storici dell'esplorazione, gli esperimenti simulati, le installazioni, i suoni dello spazio, i lavori di Tomàs Saraceno, Allora & Calzadilla, Peter Fischli e David Weiss, un'opera di Michel Duchamp coeva delle rivoluzionarie intuizioni di Einstein, tutto - ha aggiunto - ci immerge nella visione dell'Universo. Come lo studiano i fisici, i matematici, gli astronomi; come lo percepiscono, lo indagano, lo raccontano gli artisti".

 

"Una mostra pazzesca, bellissima che offre grandissime emozioni e in cui riconosco alcuni pezzi dell'attività spaziale italiana, della mia vita di scienziato con pezzi di opere di artisti ai massimi livelli", ha dichiarato il presidente dell'Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston. "Il linguaggio dell'arte e quello della scienza raccontano la stessa realtà, il nostro posto nel cosmo. Sono linguaggi complementari". Nella mostra "Gravity", ha osservato il presidente dell'Infn Fernando Ferroni, "la realtà supera in modo inaspettato la visione che potevamo avere quando ci è stata proposta l'idea. Il MAXXI è uno di quei luoghi dove si può narrare il presente per indicare il futuro".

 

La mostra - a cura di Luigia Lonardelli (MAXXI), Vincenzo Napolano (INFN) e Andrea Zanini (ASI) con la consulenza scientifica di Giovanni Amelino-Camelia - a poco più di un secolo dalla formulazione della teoria della relatività di Albert Einstein, che ha trasformato radicalmente la cosmologia, indaga le connessioni e le analogie tra arte e scienza, dimostrando la profonda influenza dello scienziato tedesco sul pensiero contemporaneo. Da allora, i concetti di spazio e tempo non sono più assoluti ma relativi e dipendenti da chi li osserva. Prende forma lo spaziotempo, dove l'universo non è costituito da tre, bensì da quattro dimensioni. Solo la velocità della luce è grandezza assoluta e limite insuperabile. In questo universo si propagano le onde gravitazionali, "vibrazioni" prodotte dalle masse in movimento che deformano lo spaziotempo, la cui scoperta - cento anni dopo - è stata premiata con il Nobel per la Fisica 2017.