I risultati presentati in un nuovo studio a guida ASI

07 Maggio 2024

Grazie al successo della missione LICIACube e delle sue osservazioni al sistema binario di asteroidi Didymos-Dimorphos, a più di un anno e mezzo dallo storico impatto della sonda DART della NASA contro Dimorphos si continuano ad analizzare i dati ottenuti, con numerose pubblicazioni sui risultati raggiunti.

L’ultimo articolo pubblicato è quello che vede come primo autore Angelo Zinzi, Project Scientist ASI di LICIACube, supportato dall’intero team scientifico, nel quale si dimostra il raggiungimento di uno degli obiettivi della missione LICIACube, ovvero ricostruire attraverso le immagini il lato di Dimorphos che non è stato osservato dalla camera a bordo di DART che aveva un unico angolo di vista di Dimorphos, ovvero quello dell’impatto.

Il lavoro, pubblicato il 25 aprile scorso sulla focus issue di The Planetary Science Journal dedicata proprio ai risultati scientifici successivi all’impatto di DART contro Dimorphos, utilizza un algoritmo semiautomatico di Computer Vision, sviluppato appositamente dal team, che ha permesso di ottenere  la forma dell’asteroide ad una risoluzione permessa esclusivamente alle immagini di LICIACube, che, avendo effettuato un flyby di Dimorphos, aveva un punto di visione inedito del sistema binario.

Tramite questo algoritmo è stato possibile identificare in maniera accurata la forma dell’emisfero non illuminato di Dimorphos in quattro diverse immagini acquisite dalla camera RGB LUKE. Unendo le informazioni ottenute con considerazioni di natura geometrica, è stato possibile ottenere una stima della forma tridimensionale dell’oggetto, che è stata confrontata con quanto ottenuto dalle sole osservazioni della camera a bordo di DART.

Sebbene i risultati ottenuti siano in linea con quanto già analizzato e pubblicato in precedenza, ciò che emerge da questo lavoro, da essere ritenuto di grande interesse, è la possibilità di non poter scartare a priori una forma di Dimorphos più simile a quanto originariamente previsto dai modelli e dal confronto con le osservazioni di altri asteroidi binari, a differenza di quanto elaborato con le sole immagini della sonda DART.

"Ciò che risulta rilevante è che oltre al fatto che LICIACube ha raggiunto un altro tra gli obiettivi più importanti della missione, missione fondante per la difesa planetaria, questo lavoro ha permesso di accrescere la conoscenza su questo tipo di asteroidi - ha commentato Angelo Zinzi, di ASI-SSDC, primo autore dello studio - Inoltre, il lavoro pubblicato ha anche reso possibile l’uso di nuove tecniche di analisi di immagini, basate su intelligenza artificiale e Computer Vision, che potranno essere applicate nel  futuro in altri contesti di analisi immagini".

L'articolo è disponibile a questo link.

In basso: le quattro immagini di LUKE utilizzate nell’articolo, con evidenziato l’emisfero notturno di Dimorphos, e le ellissi calcolate (Crediti: ASI/NASA) 

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Avanzano le attività del Task 1100.2, dedicate all’avanzamento del Technology Readiness Level dei “core payload” ‣

ASI - Agenzia Spaziale Italiana

Il WP-1100 di EMM è dedicato al management scientifico del progetto. Nell’ambito del Task 1100.2, di propria competenza, ASI ha predisposto e avviato attività finalizzate all’innalzamento del Technology Readiness Level (TRL) dei “core payload” (P/Ls) dell’infrastruttura lunare LAORIE, sviluppata nel WP-1330 di EMM.

Il 16 marzo si è conclusa con successo la prima review del contratto “Innalzamento del Livello Tecnologico degli Strumenti Scientifici del progetto Earth-Moon-Mars (EMM) – Lotto 3: Payload LETO” (CUP C53C22000870006; CIG A020D9BF1B), stipulato tra ASI e Thales Alenia Space Italia S.p.a. Il contratto riguarda la progettazione e realizzazione di dimostratori relativi ad alcune delle principali tecnologie critiche dello strumento Lunar Earth Temperature Observatory (LETO). LETO, ideato da CNR-INO — che ne ha realizzato un modello di banco ottico nell’ambito del WP-1420 — è uno spettro-radiometro infrarosso destinato al monitoraggio continuo della temperatura terrestre osservata dalla Luna. La conclusione positiva della prima review segna il completamento della fase progettuale finanziata con fondi PNRR di EMM, dedicata allo sviluppo dei dimostratori. Il contratto proseguirà ora con una seconda fase, finalizzata alla loro realizzazione, finanziata da ASI mediante una diversa fonte, garantendo così la continuità e la sostenibilità dell’investimento avviato con EMM.

Parallelamente, il 13 marzo è stato sottoscritto il contratto tra ASI e il RTI composto da Thales Alenia Space Italia S.p.a., Microchannel Devices S.r.l. e Kirana S.r.l. per l’attività “Innalzamento del livello tecnologico degli strumenti scientifici del progetto Earth-Moon-Mars (EMM): Payload Lunar Electromagnetic Monitor in X-rays (LEM-X)” (CUP C53C22000870006; CIG B7BC56C4CC). L’attività, avviata anticipatamente il 19 dicembre u.s. ai sensi dell’art. 17, commi 8 e 9 del d.lgs. n. 36/2023, è finalizzata alla progettazione e realizzazione di dimostratori per LEM-X. LEM-X è un all-sky monitor modulare per raggi X, basato sulla tecnica della maschera codificata, ideato da INAF-IAPS, che ne ha sviluppato il detector nell’ambito del WP-1410 di EMM. Le attività contrattuali sono concentrate sull’ottimizzazione dei processi di realizzazione della maschera codificata in tungsteno e sulla progettazione e sviluppo di modelli ingegneristici della maschera stessa, della struttura meccanica dello strumento, dello schermo protettivo contro i micrometeoriti e dell’elettronica di back-end. Anche questo contratto è articolato in due fasi: una prima fase, finanziata con fondi PNRR di EMM, con conclusione prevista entro aprile 2025; una seconda fase, che si estenderà fino ad agosto 2027, finanziata tramite ulteriori risorse messe a disposizione da ASI.

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