COSMO-SkyMed

Sistema duale di osservazione della Terra

Le sue immagini radar di alcune delle più gravi catastrofi naturali del 2008, come il ciclone Nargis in Birmania, il terremoto in Cina e gli uragani Hannah e Ike su Haiti, sono state utilizzate dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie impegnate negli aiuti alla popolazione. Ma questi sono solo alcuni esempi delle eccezionali capacità operative di Cosmo SkyMed, il più ambizioso programma di osservazione satellitare terrestre mai realizzato dall’Italia per la prevenzione dei disastri ambientali, per lo studio della superficie terrestre e per la sicurezza.
Cosmo SkyMed è il primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi quattro satelliti sono quattro "occhi" in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. Per aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall'alto le aree di crisi.

 

Sviluppato dall'Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa, COSMO SkyMed si basa su una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado quindi di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il sistema è in grado di effettuare fino a 450 riprese al giorno della superficie terrestre, pari a 1.800 immagini radar, ogni 24 ore.

 

Il vero punto di forza di COSMO-Skymed è la straordinaria flessibilità di utilizzo. L'occhio del radar può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un'area di pochi km quadrati, e osservandola con risoluzione fino al singolo metro), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato). Brevissimi sono anche i tempi di risposta, cioè il tempo necessario per configurare la costellazione in modo da ottenere immagini dell'area desiderata: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l'intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l'evoluzione della situazione in una particolare area. Attualmente, nessun sistema satellitare può vantare caratteristiche così avanzate.

 

La realizzazione di COSMO-SkyMed ha già consentito all'Italia importanti accordi internazionali nel campo dell'osservazione della Terra nell'ambito militare e civile, in particolare con la Francia e con l'Argentina. Con quest'ultimo paese l'Agenzia Spaziale Italiana ha in corso una collaborazione nel settore civile per la realizzazione del sistema SIASGE, Sistema Italo-Argentino di Satelliti per la Gestione delle Emergenze, nato nel 2005 da un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la sua omologa argentina (CONAE).

 

Il primo satellite della costellazione è stato lanciato il 7 giugno 2007 dalla base statunitense di Vandenberg, in California, da dove il 9 dicembre dello stesso anno è partito anche il secondo. Il terzo satellite è partito il 25 ottobre del 2008. Il sistema è stato completato il 5 novembre 2010 (il 6/11 in Italia) con il lancio del quarto ed ultimo satellite, sempre dalla base USA di Vanderberg, in California. E' attualmente in fase di sviluppo la seconda generazione di COSMO-SkyMed.

 

Comitato Consultivo di esperti esterni all'Agenzia

 

Con decreto firmato il 20 febbraio 2015, il presidente dell’ASI Roberto Battiston  ha nominato un Comitato Consultivo di esperti esterni all’Agenzia, per le missioni COSMO-SkyMed di prima e seconda generazione (CSK e CSG). Il provvedimento dà seguito alla delibera in proposito licenziata dal CdA ASI il 14 novembre 2014.


Il Comitato, che comprende rappresentanti della comunità scientifica, dell’utenza istituzionale e dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha il compito di fornire valutazioni tecnico-scientifiche e supporto strategico, affiancando l’ASI durante lo sviluppo, l’implementazione e l’operatività delle missioni, a garanzia che esse riflettano i requisiti degli utenti e le loro evoluzioni.


L'organismo è composto da sette membri: il professor Pierfrancesco Lombardo e (presidente); il professor Bernardo De Bernardinis; il dottor Riccardo Lanari; il dottor Nuno Miranda; l’ingegner Paola Pagliara; il professor Claudio Prati; il dottor Betlem Rosich.