AGILE

Una piccola missione tutta italiana

La mappa completa del cielo osservato nella radiazione gamma, la radiazione-spia dei fenomeni più violenti che hanno luogo nell’Universo. Nuove scoperte sul centro della nostra galassia. E poi ancora buchi neri, stelle di neutroni, lampi di raggi gamma. Vede e studia tutto questo, e molto altro ancora, il satellite interamente italiano AGILE (Astrorivelatore Gamma ad Immagini ultra Leggero), in orbita dal 23 aprile 2007. Lanciato dalla base indiana di Sriharikota e con una vita operativa minima di due anni, AGILE può essere considerato il successore della fortunata missione BeppoSAX. L’ASI ha deciso di fare il bis con una nuova missione nazionale per lo studio dell’Universo nelle alte energie e AGILE non ha deluso le aspettative.

 

In cinque anni di attività, ha al suo attivo già diversi primati. Ha ottenuto la prima mappa completa dell’emissione gamma celeste. Ha registrato per la prima volta l’emissione in contemporanea di raggi X e raggi gamma provenienti da un gamma-ray burst (GRB) o lampo di raggi gamma. Ha scoperto, il 23 settembre 2010, una nuova brillante pulsar gamma che ruota molto rapidamente, intorno al proprio asse al centro della Nebulosa del Granchio, una delle sorgenti più brillanti del cielo nello spettro X e gamma. La Nebulosa del Granchio (Crab) ha, infatti, al centro una stella di neutroni che trasferisce energia al gas della parte interna attraverso un forte vento fatto di onde elettromagnetiche e particelle.
E ancora, AGILE ha scandagliato un potente nucleo galattico (3C 454.3) che risplende in una regione di cielo altrimenti tranquilla.

 

Gli ottimi risultati finora ottenuti sono valsi al satellite l’assegnazione del Premio Bruno Rossi 2012, il più prestigioso e ambito riconoscimento internazionale nel campo dell'astrofisica delle alte energie.

 

Lo strumento scientifico che permette ad AGILE di inviarci immagini spettacolari del cosmo profondo è un “cubetto” di 60 cm di lato con un peso di circa 85 Kg. Un sistema composto da due rivelatori capaci di produrre "immagini" con l'uso della tecnologia dei rivelatori al silicio. Il primo registra i raggi gamma (di energia compresa tra i 30 MeV e i 30 GeV),  il secondo, "Super AGILE", i raggi X-duri (15-45 keV). I dati del satellite vengono trasferiti alla base ASI di Malindi, in Kenia, la stazione di terra della missione, e poi trasmessi velocemente prima al centro di controllo al Fucino, quindi al centro dati dell'ASI a Frascati (ASDC) che è responsabile dell'archiviazione, processamento, analisi e distribuzione di tutti i dati scientifici.

 

AGILE è l’ultimo nato nella famiglia delle missioni italiane sulle alte energie. La comunità scientifica italiana nel campo dell'astronomia gamma ha infatti maturato una lunga esperienza negli ultimi trent'anni, a partire dalla realizzazione di satelliti come il COS-B (lanciato nel 1975) e dalle numerose partecipazioni a progetti nazionali e internazionali. I risultati finora ottenuti sono di grande rilevanza, perché permettono di localizzare sorgenti gamma con risoluzione eccellente e di analizzare i dati in modo rapido e fornire velocemente i risultati alla comunità scientifica.

 

Tuttavia, esistono ancora molte questioni aperte nell’astronomia gamma. Per esempio, non conosciamo l'origine dei lampi gamma cosmici, le sorgenti sul disco galattico non identificate, i nuclei galattici attivi. AGILE aiuterà a fornire queste risposte, insieme ad altre importanti collaborazioni dell’ASI: come la partecipazione al progetto Swift, il satellite americano dedicato ai gamma-ray burst che è stato lanciato a fine 2004, e alla missione Fermi-Glast della NASA partita nel giugno 2008, dalla quale ci si aspetta il passo decisivo per l’astronomia gamma dalla fase esplorativa verso la piena maturità.