La missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), dedicata all'osservazione delle onde gravitazionali dallo spazio, compie un nuovo importante passo avanti. Il contributo italiano entra infatti nella fase di realizzazione dell'hardware con la consegna dei primi modelli del Gravitational Reference System (GRS) al prime contractor della missione e con la conclusione positiva della Preliminary Design Review (PDR) del sottosistema, uno dei componenti chiave per il successo scientifico della missione e del quale l'Italia è responsabile a livello internazionale.
Le attività italiane, sotto la responsabilità e la guida dell'Agenzia Spaziale Italiana, vedono il coinvolgimento di OHB Italia SpA, in qualità di Prime Industriale del GRS. La responsibilità scientifica del sistema GRS è del gruppo PI dell'Università di Trento, con il supporto dell'INFN (TIFPA Trento e Roma Tor Vergata) e di INRIM (Torino) e con contributi dai partner internazionale in Svizzera e negli Stati Uniti. Partecipanno al contributo scientfico di LISA con il supporto di ASI anche gruppi di INAF, Università di Milano Bicocca, Università di Urbino, Università di Pisa, SISSA di Trieste.
Il Gravitational Reference System (GRS) fornisce la costellazione di masse di prova in caduta libera che sono "l'antenna gravitazionale" al cuore della missione LISA. Con un totale di 6 unità -- 2 masse in caduta libera in ognuno delle 3 navicelle di LISA -- le masse di prova tracciano orbite puramente gravitazionali e consentono il controllo delle navicelle e il riferimento per la metrologia ottica. In combinazione con il sistema interferometrico laser della missione, il GRS consentirà di rilevare le infinitesime espansioni e contrazioni dello spazio fra le masse di prova di LISA distanti 2.5 millioni di km.
Il processo di revisione, avviato nel giugno 2025, ha coinvolto ESA, la comunità scientifica e industriale internazionale e tutti i partner del GRS. Al termine di un'intensa attività di verifica tecnica, che ha portato all'analisi di 189 osservazioni progettuali e alla definizione di oltre cento azioni di consolidamento, ESA ha formalmente dichiarato conclusa con successo la review, confermando il raggiungimento degli obiettivi previsti e l'assenza di criticità tali da impedire il proseguimento del programma.
«La chiusura della Preliminary Design Review è molto più di un semplice passaggio formale - ha dichiarato Fulvio De Persio, ricercatore dell'Agenzia Spaziale Italiana - significa aver dimostrato che il progetto ha raggiunto il livello di maturità richiesto da ESA per affrontare le successive fasi di sviluppo. È il risultato di un lungo lavoro di revisione tecnica, svolto insieme ai partner italiani e internazionali, che ha permesso di consolidare il progetto e affrontare con successo tutte le principali criticità emerse. Per il team italiano è una soddisfazione importante e, allo stesso tempo, un punto di partenza verso la realizzazione dell'hardware di volo che equipaggerà la missione LISA».
Parallelamente, il progetto ha raggiunto un ulteriore traguardo con la consegna a OHB System AG, prime contractor della missione LISA, dei primi due Gravitational Reference System Head Dummy Model (GRSH-DM). Si tratta di modelli rappresentativi del futuro hardware di volo sotto il profilo geometrico, meccanico e dinamico che, pur non essendo funzionali, riproducono fedelmente massa, interfacce e caratteristiche strutturali del Gravitational Reference System. I modelli saranno utilizzati nelle campagne di integrazione meccanica, verifica delle interfacce e test strutturali del satellite, contribuendo alla validazione del progetto prima della realizzazione dei modelli di qualifica e di volo. La loro consegna rappresenta il primo trasferimento di hardware italiano al costruttore del satellite e segna il passaggio concreto dalla progettazione alla realizzazione del sistema destinato alla missione.
Il progetto rappresenta la naturale evoluzione del percorso avviato con LISA Pathfinder, la missione che ha dimostrato in orbita le tecnologie fondamentali necessarie alla futura missione LISA. In questo contesto, OHB Italia, già protagonista dello sviluppo del GRS di LISA Pathfinder, continua a svolgere un ruolo centrale nella realizzazione del Gravitational Reference System di LISA, valorizzando il patrimonio di competenze sviluppato dall'industria e dalla comunità scientifica italiana nel campo delle tecnologie spaziali di altissima precisione.
Foto in apertura da sinistra a destra: Andrea Moroni,Ohb Italia, Fulvio De Persio, ASI, Matteo Grespi, OHB Italia, Enrico Chiappini, OHB Italia, Roberto Tiraboschi, OHB Italia, Riccardo Freddi, OHB Italia




