Il ruolo di ASI comprende anche la gestione e disseminazione dei dati, tramite  lo Scientific Operations Center  effettuata grazie alla grande esperienza dello Space Science Data Center

01 Giugno 2022

La missione ASI LICIACube, basata su un cubesat progettato e realizzato dall’azienda torinese Argotec e che, sotto la guida scientifica dell’INAF, vede coinvolti una serie di altri centri di ricerca (Università di Bologna, Politecnico di Milano, CNR-IFAC e Università Parthenope), è in viaggio per testimoniare da vicino il primo impatto volontario contro un asteroide, utilizzato per testare la tecnica di deflessione per difesa planetaria denominata “kinetic impactor”.

In questo caso il ruolo di ASI, oltre al coordinamento finanziamento e guida nella realizzazione della missione, comprende anche la gestione e disseminazione dei dati, tramite la gestione dello Scientific Operations Center (SOC) effettuata grazie alla grande esperienza dello Space Science Data Center (SSDC) proprio in questo tipo di attività.

E proprio delle attività che porteranno alla corretta gestione dei dati sul SOC tratta l’articolo del team LICIACube, a primo nome di Angelo Zinzi, pubblicato di recente sulla rivista “Planetary Science Journal” nella focus issue interamente dedicata alla missione DART/LICIACube.

“Pianificare fin dall’inizio la metodologia di archiviazione e gestione dei dati di una missione interplanetaria è fondamentale – spiega lo stesso Zinzi – Le missioni di questo tipo sono pensate per raccogliere dati che non saranno mai più disponibili e quindi poterli rianalizzare anche in futuro, magari con nuove tecniche e una diversa potenza di calcolo, può portare a vantaggi enormi.

L’esperienza di SSDC in questo campo, tramite l’utilizzo di protocolli e standard internazionali, è riconosciuta ormai da decenni e negli ultimi si sta espandendo sempre di più anche al campo delle missioni di esplorazione del sistema solare, oltre a quelle di studio delle sorgenti astrofisiche ad alte energie.”

Nell’articolo appena pubblicato si descrivono le tecniche di archiviazione, tali da rendere i dati compatibili con i requisiti del Planetary Data System (formato PDS4), come anche i processi necessari alla calibrazione dei dati.

I dati così archiviati saranno quindi messi a disposizione del team non appena inviati a terra dalla sonda. Inoltre, la presenza dei dati di LICIACube presso SSDC aprirà anche la possibilità ad un loro rapido utilizzo in MATISSE , il tool web di SSDC per la ricerca e l’analisi dei dati delle missioni di esplorazione interplanetaria che, grazie alle sue potenzialità anche di visualizzazione tridimensionale, potrà permettere una rapida ed accurata analisi delle immagini, così come successo per i dati VIRTIS-Rosetta relativi alla cometa 67P.

Le immagini di LiciaCube archiviate in SSDC per facilitare la scienza

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