Il nanosatellite sarà tra i protagonisti della missione DART della NASA

10 Agosto 2021

LICIACube, il nanosatellite realizzato negli stabilimenti di Argotec a Torino per conto di e in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è stato consegnato presso i laboratori del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (USA), in attesa di essere integrato a fine agosto nella sua collocazione finale in preparazione del lancio, previsto a fine anno, della prima missione di Difesa Planetaria da futuri potenziali minacce da asteroidi.

Il microsatellite italiano sarà infatti coprotagonista della missione DART della NASA, che ha l’obiettivo di verificare la possibilità di modificare l’orbita del più piccolo asteroide del sistema doppio Didymos attraverso l’impatto sull’asteroide della sonda americana stessa, alla velocità di circa 21.000 km/h e a circa 11 milioni di chilometri dalla Terra.

LICIACube, dopo un viaggio di quasi 11 mesi a bordo di DART, si separerà dalla sonda NASA qualche giorno prima dell’impatto per acquisire immagini ad alta risoluzione del cratere e dei detriti generati dalla collisione, per consentire una valutazione completa degli effetti dell’impatto. Tutti i dati prodotti in questa fase della missione saranno fondamentali per verificare l’efficacia della capacità di variazione dell’orbita degli asteroidi tramite questa tecnica. Inoltre, i team scientifici italiani e americani utilizzeranno i dati acquisiti da DART e LICIACube per investigazioni sulla natura e composizione dell’asteroide.

La piccola piattaforma satellitare italiana di soli 30x20x10cm, utilizzando un’ottica potente e un software basato sull’intelligenza artificiale, sarà in grado di effettuare il riconoscimento degli oggetti celesti nel campo di vista delle camere di bordo a bordo LEIA (Liciacube Explorer Imaging for Asteroid) e LUKE (Liciacube Unit Key Explorer), di attuare in modo autonomo manovre orbitali e di catturare immagini e dati scientifici che saranno indispensabili nella validazione di questa tecnica per la difesa della Terra da potenziali future minacce esterne come gli asteroidi.

La missione LICIACube di ASI sarà tra le più impegnative mai effettuate da un microsatellite nelle difficili condizioni dello spazio profondo, a causa anche della velocità elevata con cui il satellite sorvolerà la scena dell’impatto di DART con l’asteroide.

Questo progetto delinea un riferimento tecnologico per il futuro delle missioni con piccoli satelliti a supporto dell’esplorazione spaziale, in cui anche L’Italia con LICIACube gioca un ruolo significativo e rilevante

Inoltre, LICIACube sarà la prima missione in spazio profondo sviluppata e gestita autonomamente da un team italiano e, oltre a testimoniare in-situ l'impatto di DART, realizzerà scienza autonoma durante il suo fly-by con Dimorphos. Il team scientifico di LICIACube, tutto italiano, comprende ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell'IFAC-CNR di Firenze, ed è coordinato da Elisabetta Dotto (INAF). Nei mesi scorsi INAF ha coordinato con il Telescopio Nazionale Galileo (TNG) una campagna di osservazioni spettroscopiche dell’asteroide Dydimos che copre tutta la rotazione dell'oggetto.

Il nanosatellite LICIACube arrivato nei laboratori del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (USA)

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