La nuova frontiera dell'economia oltre l'atmosfera terrestre

Lo spazio è ormai da tempo una super infrastruttura pervasiva e per definizione senza confini della quale ogni giorno cogliamo nuove e intrecciate potenzialità. È quindi necessario un approccio allo spazio come “sistema di sistemi”, basato sull’integrazione di diversi elementi, tecnologie e servizi, sia “terrestri” che propri dei programmi spaziali. È il Rinascimento che viene dallo spazio o la New Space Economy. Un fenomeno che promette di aumentare i 270 miliardi di fatturato a livello globale dell’economia dello spazio attraverso la transizione da una catena del valore manifatturiera a una legata ai servizi, che grazie a Internet possono essere moltiplicati a costi irrisori. Il servizio satellitare diventa quindi un’utilità a basso prezzo in grado di generare fatturato in modo indiretto per quelle aziende che sono in grado di anticipare i bisogni della nostra società. Le tecnologie spaziali influenzano sempre di più e positivamente la nostra vita.

Quattro le fondamentali finalità strategiche dell’Agenzia Spaziale Italiana: 1) promuovere lo sviluppo di servizi e applicazioni per la Space Economy; 2) promuovere lo sviluppo e l’utilizzo di infrastrutture per la Space Economy; 3) accelerare e sostenere il progresso scientifico e culturale in un contesto di collaborazioni internazionali (science diplomacy); 4) accrescere il prestigio internazionale del paese (space diplomacy).

La Space Economy è oggi riconosciuta dall’OECD come uno dei più efficaci motori di crescita economica, ben oltre il confine del comparto spaziale in senso stretto. Allo stesso tempo, lo Spazio è divenuto un vero e proprio strumento di politica estera e di ‘soft diplomacy’, dimostrando una grande flessibilità e capacità di penetrazione in ambiti culturali e sociali spesso strutturalmente diversi.

Le linee di intervento dell’ASI prevedono un’attività sistematica di sostegno al trasferimento tecnologico tramite: travaso di conoscenze tecnico-scientifiche verso le PMI, con rilievo crescente per iniziative di sostegno alle imprese start-up; promozione di investimenti aggiuntivi, pubblici e privati, che agiscano sulla leva di ricaduta delle politiche spaziali nazionali sul mercato privato; meccanismi di trasferimento e applicazione delle tecnologie spaziali negli altri settori produttivi e viceversa.

Con circa 7 miliardi di euro (2015) di spesa spaziale, l'Europa occupa il secondo posto al mondo per ampiezza del bilancio pubblico destinato allo spazio e, nel periodo 2014-2020, l’UE investirà oltre 12 miliardi di euro in attività spaziali (Copernicus, EGNOS, Galileo). Con 18 satelliti attualmente in orbita e oltre 30 programmati nei prossimi 10-15 anni, l'UE è il principale cliente istituzionale dei servizi di lancio in Europa. L’industria produttrice di satelliti europea detiene circa il 33% dei mercati mondiali aperti e con un settore dinamico di servizi a valle in cui operano numerose PMI. Il settore spaziale europeo, compreso quello della produzione e dei servizi, occupa oltre 230 000 professionisti e il suo valore è stato stimato tra 46 e 54 miliardi di euro nel 2014, circa il 21% del valore dell'intero settore spaziale mondiale. La CE (in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea), negli ultimi decenni ha puntato essenzialmente sulle costellazioni satellitari Copernicus e Galileo, già funzionanti ma ancora incomplete. La sfida è ora quella di creare servizi – siano essi rivolti verso istituzioni o verso i cittadini -, in grado di generare valore ed economia. Si tratta di temi da tempo sul tavolo dei leader europei e che sono al centro della Strategia Spaziale Europea della CE15 e della Ministeriale dell’ESA del dicembre 2016.

In questo contesto si inserisce l’Italia, sesta potenza spaziale del mondo, e in grado di garantire una lunga e completa filiera industriale, che va dal lanciatore VEGA, sviluppato per il 65% da AVIO insieme all’ASI, fino ai costruttori di satelliti, come Thales Alenia Space, Sitael, e aziende che si occupano del segmento di Terra, come Telespazio. Il Piano strategico nazionale sulla Space Economy è attualmente un punto di riferimento per la ricerca e l’industria spaziale.

In questo quadro nel 2015 l’ASI ha favorito la realizzazione di un Laboratorio per le Key Enabling Technologies (KET- lab) presso la propria sede, attraverso la sottoscrizione di un Accordo Quadro di collaborazione con il Consorzio Hypatia.

Il KET-lab evolverà nei prossimi anni in una Fondazione che raccoglierà le eccellenze nel settore delle tecnologie abilitanti a livello nazionale, collegandole a rete secondo un modello ispirato direttamente al Fraunhofer Institute Tedesco, con l’ambizione di diventare un riferimento nazionale nel settore del trasferimento tecnologico.

Il 28 marzo 2017, l’Agenzia Spaziale Italiana e il Consorzio di Ricerca Hypatia, hanno dato vita ad un progetto ambizioso che vuole proporre un nuovo modo di interpretare la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico, costituendo la Fondazione E. Amaldi. La Fondazione porta il nome di Edoardo Amaldi che, oltre ad essere un grande scienziato, è stato un uomo i cui valori etici e la cui lungimiranza sul ruolo anche “politico” della scienza hanno lasciato un forte segno nella storia. Dal suo decisivo contributo alla nascita del CERN e dell’INFN, a quella dell’European Space Agency (ESA), fino all’impegno nelle organizzazioni di scienziati per la pace e il disarmo, Amaldi ha sempre proposto la scienza e la conoscenza come strumenti di unione, di civiltà e di crescita per la società civile.

L’obiettivo primario della Fondazione E. Amaldi è quello di promuovere e sostenere la ricerca scientifica finalizzata al trasferimento tecnologico, partendo dal settore spaziale, come strumento fondamentale per lo sviluppo economico del Paese e come fonte di innovazione per il miglioramento della competitività, della produttività e dell’occupazione. Il modello di riferimento a cui ci si è ispirati è il Fraunhofer Institute tedesco, eccellenza assoluta nel trasferimento tecnologico e nella ricerca applicata, che in oltre sessanta anni ha dato un contributo decisivo alla crescita tecnologica ed allo sviluppo della Germania.

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