Lo scorso 30 giugno si è concluso il progetto Earth Moon Mars (EMM), realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture e le competenze nazionali a supporto dell’esplorazione della Luna e dello spazio profondo.
Avviato nel 2023, il progetto ha perseguito una visione ampia, andando oltre il semplice sviluppo di singole tecnologie. L’obiettivo è stato quello di creare un sistema integrato di infrastrutture, strumenti scientifici e competenze capace di sostenere le future attività di ricerca e di esplorazione, valorizzando le eccellenze presenti nel Paese e favorendo una collaborazione stabile tra i principali enti pubblici del settore spaziale.
Il progetto ha riunito competenze scientifiche e tecnologiche distribuite sul territorio nazionale, concentrandole su alcuni dei temi oggi più rilevanti per l’esplorazione spaziale quali le comunicazioni nello spazio profondo e lo sviluppo di nuova strumentazione scientifica dedicata a future attività di ricerca che trarrebbero grandi vantaggi dall’essere effettuate dalla superficie lunare.
Nel corso delle attività sono state potenziate infrastrutture già operative e ne sono state sviluppate di nuove, mettendo a disposizione della comunità scientifica laboratori, strumenti e capacità di elaborazione avanzate. Il lavoro non si è limitato alla realizzazione di singoli apparati, ma ha interessato l’intera filiera della ricerca.
Le attività di ASI hanno riguardato tre differenti filoni: il potenziamento delle capacità nazionali per le comunicazioni nello spazio profondo attraverso l’upgrade del Sardinia Deep Space Antenna; lo sviluppo, in sinergia con INAF e CNR, di tecnologie e dimostratori destinati a future applicazioni scientifiche lunari; l’infrastruttura lunare dedicata a ospitare e operare gli strumenti scientifici.
Con la conclusione del progetto termina la fase sostenuta dai finanziamenti del PNRR. Rimangono però le infrastrutture realizzate, i prototipi sviluppati e, soprattutto, una rete di collaborazione tra enti di ricerca, università e imprese che potrà essere valorizzata nelle prossime iniziative italiane ed europee dedicate all’esplorazione della Luna, di Marte e dello spazio profondo.




