Arrivati in Cina gli strumenti HEPD-02 e EFD-02 realizzati in Italia

25 Gennaio 2024

Gli strumenti HEPD-02 (High Energy Particle Detector -02) e EFD-02 (Electric Field Detector -02) sono arrivati in Cina dopo una lunga campagna di test ambientali e una intensa attività di calibrazione che si sono concluse positivamente con la qualifica di entrambi gli strumenti a fine 2023.

Dall’inizio del mese di gennaio una parte del team della collaborazione Limadou è a Pechino per svolgere i primi test di funzionamento con gli strumenti HEPD-02 e EFD-02 integrati a bordo del satellite CSES-02. I risultati sono consistenti con quanto atteso dal team e rappresentano un primo importante traguardo verso l’obiettivo del lancio della missione previsto a fine 2024.

HEPD-02 è un innovativo rivelatore di particelle realizzato in Italia, il suo predecessore, HEPD-01, è stato lanciato nel febbraio del 2018 a bordo del satellite CSES-01, e permetterà di continuare ad eseguire misure di variazioni nel flusso delle particelle intrappolate nelle fasce di Van Allen che precipitano verso il basso in seguito a perturbazioni generate da fenomeni solari, sismici e antropici nel range 3-100 MeV per gli elettroni e in quello di 30-200 MeV per i protoni.

EFD-02 è un rivelatore di campo elettrico realizzato in Italia e composto dall’elettronica di controllo di quattro sonde poste all'estremità di bracci lunghi 4,5 m, realizzati in Cina. Lo strumento è progettato per restituire le tre componenti del campo elettrico locale attraverso misure nelle bande di frequenza DC/ULF, ELF, VLF e HF con una sensibilità dell'ordine del µV/m, che rappresenta lo stato dell’arte nella sensibilità delle misure ionosferiche.

Oltre agli strumenti italiani, il satellite CSES-02 ospita altri 9 strumenti state of the art che permetteranno il rilevamento simultaneo e continuo di importanti variabili utili per lo studio dell’accoppiamento magnetosfera-ionosfera-litosfera, della struttura e della dinamica della ionosfera, dei meccanismi di accoppiamento con gli strati inferiori e superiori di plasma e delle variazioni temporali del campo geomagnetico, ma anche per lo studio della modulazione solare dei raggi cosmici, delle  fasce di Van Allen e delle emissioni di particelle energetiche dal sole (space weather). Gli strati esterni del nostro pianeta possono essere considerati come un unico grande sensore di segnali astrofisici, come è accaduto nel caso del Gamma Ray Burst del 2022 (BOAT), osservato per la prima volta da CSES anche tramite la variazione del campo elettrico magnetosferico.

Le missioni CSES rientrano in un programma di collaborazione tra la China National Space Administration (CNSA) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). La collaborazione Limadou include l’INFN, principale partner dell’ASI, con le  Sezioni di Bologna, Napoli, Roma Tor Vergata e Torino ed  il Centro TIFPA (Trento Institute for Fundamental Physics and Applications) e i Laboratori Nazionali di Frascati, l’INAF-IAPS (Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale) e le Università di Bologna, Roma Tor Vergata, Torino, Trento, UniNettuno Roma, l’INGV (Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia) e il CNR-IFAC (Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”).

Nelle foto: EFD-02 (in alto) e HEPD-02 (in basso)

 

 

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