Quale materiale utilizzeremo per costruire le future colonie lunari? Secondo la Nasa, il cemento: semplice da assemblare e resistente alla microgravità, come dimostra un esperimento condotto sulla Iss

Le future missioni umane sul nostro satellite avranno tra gli obiettivi la costruzione di basi lunari. Ma perché questo sia possibile, servono strutture sicure dove gli astronauti possano vivere e lavorare. La soluzione, dice la Nasa, potrebbe arrivare dal materiale da costruzione più diffuso sul nostro pianeta: il cemento, un misto di sabbia, ghiaia e rocce tenuto insieme da un impasto fatto da acqua e polvere. Si tratta di ingredienti piuttosto semplici, ma i processi chimici coinvolti nel loro assemblaggio potrebbero essere influenzati dal cambio di gravità nello spazio.

Per questo un recente esperimento ha analizzato la solidificazione del cemento a bordo della Iss. Gli astronauti hanno mischiato in microgravità acqua e C3S, la più diffusa polvere di cemento commerciale disponibile. L’esperimento è stato anche ripetuto in una speciale centrifuga a bordo della casa spaziale, in grado di simulare la gravità di altri corpi celesti.

I primi risultati sembrano incoraggianti: il cemento spaziale, analizzato da un team di ricerca dell’Università della Pennsylvania, ha caratteristiche simili a quello terrestre in termini di capacità di assemblaggio del materiale. La principale differenza sta invece nella porosità, che sembra aumentare in assenza di gravità: un dato importante di cui tenere conto nella costruzione di eventuali futuri edifici lunari. Resta comunque da valutare l’impatto ambientale di questo processo, che nelle intenzioni della Nasa potrebbe avvantaggiarsi anche di materiali già presenti sulla Luna, come la polvere e la regolite lunare.

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