Le immagini dettagliate di entrambi gli asteroidi saranno svelate il 25 novembre
05 Novembre 2026
La sonda Hera dell'ESA ha acquisito la sua prima immagine ravvicinata del sistema binario di asteroidi Didymos. Il 26 settembre 2022 la sonda DART della NASA aveva colpito il più piccolo dei due, Dimorphos. L'impatto è stato osservato da LiciaCubeIl il microsatellite, coordinato e gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana progettato, costruito e operato dalla società Argotec e con un team scientifico guidato da Inaf. L'immagine odierna offre invece una visione inedita dell'asteroide principale del sistema.
Nell'immagine, acquisita dall'Asteroid Framing Camera a 60 chilometri di distanza, Dimorphos, con i suoi 151 metri di diametro, resta in gran parte nascosto nell'ombra. Si vede invece chiaramente Didymos, l'asteroide di 780 metri attorno al quale orbita il piccolo corpo celeste.
Pur essendo quasi invisibile in questa immagine, Dimorphos è il primo oggetto del Sistema Solare la cui orbita sia stata modificata in modo misurabile dall'azione umana. Dopo l'impatto con DART, che viaggiava a circa 6,1 chilometri al secondo, il suo periodo orbitale attorno a Didymos si è ridotto di 33 minuti, con un margine di un minuto in più o in meno: una variazione molto superiore alle previsioni.
Dopo due anni di viaggio, Hera ha raggiunto la coppia di asteroidi, che oggi si trova a 196,8 milioni di chilometri dalla Terra e si prepara a condurre da vicino una vera e propria "indagine sulla scena dell'impatto". I dati raccolti dalla missione permetteranno di trasformare l’impatto cinetico da esperimento a metodo affidabile per deviare gli asteroidi, nel caso in cui uno di essi dovesse avvicinarsi alla Terra. Le immagini dettagliate di entrambi gli asteroidi saranno svelate il 25 novembre.
A bordo di Hera c'è molta scienza e tecnologia italiana, grazie ai contributi gestiti dall'ASI. Il CubeSat Milani, realizzato a Torino da Tyvak International con il sostegno dell'Agenzia Spaziale Italiana, studierà la composizione della superficie di Dimorphos e le polveri che lo circondano. A bordo di Milani c'è VISTA, lo strumento dell'Istituto Nazionale di Astrofisica che analizzerà le polveri del sistema. L’INAF collabora inoltre allo spettrometro ASPECT e alla termocamera a infrarossi TIRI.
Thales Alenia Space Italia ha realizzato negli stabilimenti di Roma e L'Aquila il transponder per lo spazio profondo che garantirà le comunicazioni con la Terra. Leonardo ha fornito i pannelli fotovoltaici: sono composti da due ali con tre pannelli ciascuna per un totale di circa 14 metri quadrati e oltre 1.600 celle. OHB Italia ha contribuito ai sistemi di bordo, tra cui il sistema di potenza elettrica, mentre Avio ha realizzato la propulsione. TSD Space, infine, ha realizzato la Spacecraft Monitoring Camera della sonda.
Crediti immagine: ESA




