Si apre oggi, giovedì 8 ottobre, e prosegue domani, venerdì 9, al Centro Spaziale ASI "Giuseppe Colombo" di Matera il Convegno Nazionale ACDC_Q 2026 "Magnetometri per lo Spazio e Applicazioni Emergenti". Due giornate di lavori riuniscono ricercatrici e ricercatori di università, enti di ricerca, infrastrutture e imprese di tutta Italia per fare il punto sulle tecnologie quantistiche applicate alla misura dei campi magnetici: dai sensori a centri NV in diamante ai SQUID, dai magnetometri a pompaggio ottico ai dispositivi spintronici e MEMS. Il confronto riguarda anche le applicazioni di queste tecnologie, dallo spazio alla biomedicina, dalla geofisica alla metrologia.
Il Convegno fa parte del progetto europeo ACDC_Q (Advanced Circuits for Detection and Control of Diamond Quantum Sensors), finanziato da Horizon Europe nell'ambito della call HORIZON-CL4-2024-DIGITAL-EMERGING-01 (Grant Agreement n. 101189875). Il progetto è iniziato il 1° gennaio 2025, dura quarantotto mesi e coinvolge otto partner di cinque Paesi (Belgio, Austria, Francia, Germania e Italia), con il coordinamento di IMEC e un contributo dell'Unione Europea di circa 5 milioni di euro. L'obiettivo è sviluppare circuiti e architetture avanzate per il controllo e la lettura di sensori quantistici a stato solido basati su centri NV in diamante, rendendoli più sensibili, compatti, robusti e integrabili. In pratica, si tratta di portare questi sensori dal banco ottico a dispositivi compatti, orientati alla commercializzazione. Il Convegno si colloca a circa metà del percorso, al ventiduesimo mese su quarantotto.
Il consorzio copre l'intera filiera: IMEC porta la microelettronica e la lettura elettrica dei centri NV, Infineon Technologies Austria i processi industriali a semiconduttore, l'Accademia austriaca delle scienze (OEAW) la fisica dei sensori a diamante e Kwan-Tek i magnetometri a diamante. Thales contribuisce con grandi sistemi e monitoraggio remoto, l'istituto metrologico tedesco PTB con la calibrazione delle prestazioni. L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) mette a disposizione i requisiti e gli scenari della magnetometria spaziale.
Il progetto guarda a tre scenari applicativi: la valutazione non distruttiva, il monitoraggio remoto e la magnetometria spaziale. In ambito spaziale, i sensori quantistici miniaturizzati, non criogenici e a basso consumo possono essere imbarcati su CubeSat, costellazioni, lander e rover. Servono a missioni planetarie, meteo spaziale, studio della magnetosfera e navigazione. Il contributo dell'ASI comprende la progettazione, la validazione sperimentale e la qualificazione dei dispositivi, con i requisiti di missione presenti nel design fin dall'inizio. L'agenzia ottimizza densità e difettività dei centri NV mediante irraggiamento con fasci elettronici pulsati, avvalendosi della rete ASIF (ASI Supported Irradiation Facilities), che fornisce impianti qualificati per test di radiazione e qualificazione spaziale. Le ricadute riguardano lo spazio e l'aerospazio, ma anche il monitoraggio avanzato in ambito energetico e nucleare.
I lavori sono aperti dalla Dr.ssa Monia Vadrucci (ASI), che sottolinea come la partecipazione sia «il segnale migliore della vitalità di una comunità scientifica che oggi è tra le protagoniste europee delle tecnologie quantistiche applicate alla misura dei campi magnetici».
Il programma prevede sedici interventi, raccolti in sei ambiti tematici, con quattordici enti rappresentati. Apre la prima giornata una visione d'insieme sulle tecnologie quantistiche, affidata a Saverio Pascazio (UNIBA). Seguono le piattaforme ibride e il quantum sensing, con Giuseppe Maruccio (UNISALENTO), Andrea Candini (CNR-ISOF) e Alberto Ghirri (CNR-NANO). Nel pomeriggio si passa al biomagnetismo e alla geofisica con Stefania Della Penna (UNICH), Luca Pellegrino (CNR-SPIN), Carmine Granata (ISASI-CNR) e Francesco Ferraiuolo (CODEVINTEC). La sessione conclusiva della giornata è dedicata ai sensori ibridi e agli atomi ultrafreddi, con Riccardo Bertacco (POLIMI), Alberto Riminucci (CNR-NANO) e Francesco Minardi (UNIBO). Venerdì si parla di calibrazione, magnetometri a pompaggio ottico e magnetocardiografia con Marco Coïsson (INRIM), Vito Giovanni Lucivero (UNIBA) e Riccardo Fenici (BACPIC). Chiudono Teresa Pellegrino (IIT), sulle nanoparticelle magnetiche, e Francesca Cosmi (UNITS), sul monitoraggio delle proprietà elastiche dell'osso. Le conclusioni, alle 12:00, sono affidate alla Dr.ssa Vadrucci.
Il filo conduttore dei lavori è che il campo magnetico, il messaggero più discreto dell'Universo, parla del cuore di un pianeta come di quello di un paziente, del cervello di un astronauta come di un minerale sul fondo del mare. Per ascoltarlo servono sensori sempre più fini, e integrati in un chip.





