ExoMars

Un rover europeo sul Pianeta Rosso

Linea Tematica Esplorazione Marte
Responsabilità Missione ESA/ROSCOSMOS
Data Lancio Marzo 14 Marzo 2016- Maggio 2020

Fase in corso B2-Advanced C/D
Sito Web Robotic Exploration of Mars

 

 

 

1. Descrizione

 

La missione è suddivisa in due fasi. Nella prima, lanciata  il 14 marzo 2016, la sonda (TGO) ha raggiunto l’orbita di Marte dopo quasi sette mesi di viaggio, per iniziare una lunga fase di indagini sulla presenza di metano e altri gas presenti nell’atmosfera, ma anche per cercare indizi di una presenza di vita attiva. Questa fase prevedeva anche l’atterraggio sul pianeta rosso – nel punto denominato Meridiani Planum - di un modulo di discesa (EDM), denominato Schiaparelli in onore dell’astronomo italiano Giovanni V. Schiaparelli che per primo ne disegnò una accurata mappa. EDM si è effettivamente staccato dalla sonda il 16 ottobre 2016 compiendo in modo nominale tutte le operazioni previste fino all’ultima fase della discesa – il 19 ottobre – quando a causa di un’anomalia in uno dei sistemi di controllo il modulo è precipitato su Marte.

 

La seconda parte della missione, che prenderà invece il via nel maggio 2020, consiste nel portare sul Pianeta Rosso un innovativo rover capace di muoversi e, soprattutto, di penetrarne il suolo per analizzarlo. Il 21 ottobre 2015 l'ESA ha annunciato la scelta del sito primo candidato per il landing del 2020, selezionato per le sue caratteristiche particolari all’interno di una rosa ristretta di 4 candidati: Oxia Planum.

 

2. Obiettivi Scientifici

 

ExoMars è stato concepito e realizzato con l’obiettivo principale di acquisire e dimostrare la capacità autonoma europea di eseguire un atterraggio controllato sulla superficie di Marte, operare sul suolo del pianeta spostandosi con un rover attrezzato e, inoltre, accedere al sottosuolo per prelevare campioni da analizzare in situ. Nello specifico, la missione ha il compito di indagare le tracce di vita passata e presente su Marte e la caratterizzazione geochimica del pianeta. In modo da migliorare la conoscenza dell’ambiente marziano e dei suoi aspetti geofisici per consentire di identificare i possibili rischi di future missioni umane.

 

3. Contributo Italiano

 

L’ESA ha assegnato all’industria italiana la leadership principale di entrambe le fasi della missione. Oltre alla responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi, fanno capo all’Italia: lo sviluppo del modulo di discesa EDM (2016), del drill (trapano) che perforerà il suolo marziano per il prelievo di campioni e del centro di controllo da cui il Rover verrà operato (2020). La camera, chiamata CaSSIS (Colour and Stereo Scientific Imaging System), è disegnata e realizzata all’Università di Berna con il contributo dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova e dell’Agenzia Spaziale Italiana. CaSSIS fornirà coppie stereo ad alta risoluzione e a colori di regioni accuratamente selezionate. Inoltre supporterà gli altri strumenti a bordo di TGO nella ricerca di gas, che possono essere importanti da un punto di vista biologico, come il metano.

 

Più nello specifico, inoltre, gli strumenti con P.I. Italiano selezionati da ESA sono quattro.

 

  • DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface): suite di sensori per la misura dei parametri meteorologici (pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare) e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte. (PI Francesca Esposito INAF/Osservatorio Astronomico di Napoli)
  • AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis):  modellistica dell’atmosfera marziana impiegando i dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander Schiaparelli sulla superficie marziana (PI Francesca Ferri CISAS- Università di Padova)
  • MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies): spettrometro per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano, inserito all’interno del drill, che consentirà di analizzare la conformazione della superficie interna della perforazione effettuata (PI Maria Cristina De Sanctis (INAF/IAPS, Roma, Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica).
  • INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations):  microriflettore laser dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN),  realizzato con la supervisione scientifica di Simone Dell’Agnello, fisico dei Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) dell’INFN.

 

 

4. Accordi Internazionali

 

Instrument Multilateral Agreement Among The European Space Agency, Agenzia Spaziale Italiana, The Centre National D’Etudes Spatiales, The National Space Institute of the Technical University of Denmark, The Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt E.V., The Ministerio de Educacion y Ciencia, and The Science and Technology Facilities Council for the ExoMars Mission (firmato dall’ASI in data 05/05/08); Instrument Agreement between the Agenzia Spaziale Italiana and the European Space Agency concerning the 2016 ExoMars mission (firmato in data 09/09/2013).