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Roberto Vittori

Il primo cosmonauta italiano

Roberto Vittori ha viaggiato a bordo della navicella russa Soyuz due volte, nel 2002 e nel 2005. La prima missione, chiamata Marco Polo, si svolse dal 25 aprile al 1 maggio 2002, ed era un cosiddetto "taxi flight" destinato a portare una nuova Soyuz alla Stazione Spaziale Internazionale.  Ogni sei mesi, infatti, la navicella che funge da scialuppa di salvataggio deve essere avvicendata. Ma gli scopi del volo erano anche scientifici. A  Roberto erano affidati quattro esperimenti, tutti basati sulla microgravità: il test BMI, che permette di studiare la pressione sanguigna e fornisce informazioni vitali sull’impatto dell’ambiente spaziale sull’organismo. CHIRO, che misura la forza di presa esercitata dalle mani e dalle dita nell’afferrare gli oggetti in assenza di gravità. ALTEINO si occupa delle particelle cosmiche che attraversano la Stazione ed i corpi degli stessi astronauti. Infine VEST, con campioni di abiti speciali da indossare e provare.


Roberto Vittori  è tornato nello spazio con la missione Eneide nell’ aprile 2005. Ancora una volta, per l’italiano, dieci giorni fitti di impegni scientifici, che in orbita conduce un programma di 22 esperimenti nei settori della biologia, della fisiologia umana, della dimostrazione tecnologica e della didattica.


Il 16 maggio 2011 Vittori è partito per una nuova missione, la STS-134, che lo ha visto in orbita per la terza volta in veste di specialista di missione. Si è trattato di un volo storico: è stato l’ultimo in programma per la navetta Endeavour e il penultimo in assoluto della flotta Shuttle. E con Vittori è arrivato sulla Stazione Spaziale AMS-2 (Alpha Magnetic Spectrmeter), il più grande esperimento mai installato sulla ISS e realizzato con importante contributo italiano, che ha avuto il compito di cercare tracce di antimateria e studiare l’origine della materia oscura. Durante la missione, che che ha avuto una durata di 16 giorni (rientro: 1° giugno 2011), Roberto ha lavorato a 12 diversi esperimenti scientifici, definiti congiuntamente dall’ASI e Aeronautica Militare.

 

Biografia

Nato il 15 ottobre 1964 a Viterbo, Roberto Vittori è sposato con Valeria Nardi, originaria di Città di Castello. Hanno tre bambini. Roberto ama il calcio, la corsa, il nuoto e le buone letture.
 

Studi
Nel 1989 si laurea presso l'Accademia Aeronautica di Pozzuoli con una tesi in Scienze Politiche. L'anno successivo, completa l'addestramento di base presso la base militare statunitense Air Force di Reese, in Texas, conseguendo il brevetto di pilota militare. Nel 1995 ottiene il brevetto di Pilota Collaudatore Sperimentatore presso la U.S. Navy Test Pilot School di Patuxent River, in Maryland. Tra il 1996 e il 1997 frequenta e completa il corso di Prevenzione Incidenti presso l'Istituto per la Sicurezza del Volo dello Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana, a Guidonia, e il corso Accident Investigation Course presso la U.S. Air Force Safety School di Kirtland, nel New Mexico. Nel 2006, al termine del 108 Senior Course, consegue il diploma presso il NATO Defense College.
 

Riconoscimenti

Premio speciale di fine corso (academic award) della Undergraduate Pilot Training, presso la base dell'Air Force di Reese, in Texas.

Studente di merito (honour degree) presso la Test Pilot School di Patuxent River, in Maryland.

Studente di merito (honour degree) presso la United States Flight Safety School, Kirtland Air Force Base, New Mexico.

Nel 1997 viene insignito della Medaglia di lungo servizio dell'Aeronautica Militare Italiana.

Nel 2002 riceve la Medaglia d' oro al Valore Aeronautico dal Presidente della Repubblica Italiana.

Nel 2005 viene insignito dello speciale riconoscimento di 'Commendatore della Repubblica' dal Presidente della Repubblica Italiana.
 

Esperienza di servizio

Dopo aver conseguito il brevetto di pilota militare, dal 1991 al 1994, Roberto Vittori vola come pilota di Tornado GR1 del 50esimo Stormo del 155esimo Gruppo, nella base operativa di Piacenza, ottenendo la qualifica di Combat Ready. In questo periodo ottiene l'abilitazione di Comandante di Squadriglia e per il rifornimento in volo diurno e notturno.

Completato l'addestramento di Pilota Collaudatore Sperimentatore presso la U.S. Navy Test Pilot School, Vittori presta servizio per il Reparto Sperimentale di Volo come pilota per lo sviluppo del nuovo aereo europeo EuroFighter EF2000 fino al 1998. Dal 1996 al 1998 rappresenta l'Italia nel programma di ricerca e sviluppo BVRAAM (Missile aria-aria con raggio d'azione oltre la visuale, Beyond Visual Range Air-to-Air Missile).

Dopo aver frequentato la Air Force Flight Safety School, dal 1997 al 1998 è ufficiale addetto alla sicurezza del volo presso il Reparto Sperimentale di Volo e insegna aerodinamica all'Accident Investigation Course dello Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana.

Roberto Vittori è tenente colonnello dell'Aeronautica Militare Italiana. Ha volato per circa 2000 ore su 40 tipi diversi di aeroplani, inclusi lo F-104, il Tornado GR1, lo F-18, lo AMX, lo M-2000, il G-222 e il P-180.

Nel luglio 1998 viene selezionato come astronauta dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in cooperazione con l'ESA. Un mese dopo si unisce al Corpo Astronautico Europeo con sede a Colonia, in Germania, presso il Centro Astronautico Europeo dell'ESA.

Nell'agosto 1998 Vittori viene trasferito al Johnson Space Center della NASA, a Houston, in Texas, e segue il programma di formazione che abilita gli astronauti alle missioni a bordo dello Space Shuttle e della Stazione Spaziale Internazionale. Completata la preparazione come Specialista di Missione, Vittori porta a termine alcuni incarichi tecnici presso lo Space Shuttle Operations Systems Branch.

Nell'agosto 2001 inizia l'addestramento di ingegnere di bordo allo Yuri Gagarin Cosmonaut Training Centre (GCTC), presso Star City, vicino Mosca, in previsione del suo primo volo spaziale, nella primavera del 2002.

Nell'agosto 2002, Vittori rientra al Johnson Space Center della NASA, a Houston, dove lavora a supporto della sezione per lo sviluppo dei veicoli spaziali di nuova generazione.

Dopo il tragico incidente dello Space Shuttle Columbia, Vittori lavora nel gruppo investigativo ''Tiger Teams'' al Johnson Space Center.

Nell' Ottobre 2004 segue un nuovo addestramento a Star City per prepararsi alla sua seconda missione sulla Stazione Spaziale Internazionale.
 

Esperienza di volo spaziale

Dal 25 aprile al 5 maggio 2002 Roberto Vittori partecipa alla missione taxi-flight "Marco Polo" diventando il primo astronauta italiano a partire dalla base di lancio di Baikonur alla volta della Stazione Spaziale Internazionale, grazie a un accordo tra ESA, ASI e Rosaviakosmos, l'Agenzia Spaziale Russa.

Durante la missione viene portato a termine con successo uno dei principali obiettivi: la consegna della nuova Soyuz TM-34, la 'scialuppa di salvataggio' per gli astronauti dell' equipaggio permanente della Stazione in casi di emergenza.

Dal 15 al 25 Aprile 2005 si svolge la missione''Eneide'', la seconda di Vittori sulla Stazione Spaziale Internazionale. In qualità di ingegnere di volo sia per l'andata che per il rientro a terra, Vittori occupa un ruolo attivo nella guida e nelle fasi di attracco della navicella Soyuz. A bordo della ISS, porta a termine anche un intenso programma di esperimenti.

Il 16 maggio 2011 Roberto Vittori decollava da Cape Canaveral con l’ultimo volo della navetta Endeavour prendendo parte, in qualità di Mission Specialist, alla STS-134, missione particolarmente “carica” di italianità. Con la STS-134 sono approdati infatti sulla ISS una serie di strumenti ed esperimenti estremamente importanti, in cui l’Italia ha giocato un ruolo di primissimo piano. A cominciare da AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) il potente "cacciatore" di antimateria, un rilevatore di particelle di nuova concezione, progettato per operare come modulo esterno sulla ISS, dove sfrutta le condizioni uniche dello spazio per scandagliare l’universo e le sue origini, cercando antimateria e materia oscura attraverso misure di precisione della composizione e del flusso dei raggi cosmici.

Il col. Vittori ha portato a bordo del laboratorio orbitante anche i sei payload italiani di DAMA (DArk MAtter), parte del programma congiunto ASI/Aeronautica Militare avviato nell’ambito dell’accordo di cooperazione nel settore del volo umano spaziale. Selezionati a valle di un bando emesso dall'Agenzia Spaziale Italiana a giugno 2009, da una commissione congiunta ASI-AM, i sei payload porteranno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale 12 apparati sperimentali sviluppati da altrettanti team scientifici e industriali nazionali.

Attualmente, Roberto Vittori ricopre il ruolo di Space Attaché presso l'Ambasciata italiana negli Stati Uniti ed è inoltre il Responsabile dell'ASI Office a Washington.