Linea Tematica Formazione, differenziazione ed evoluzione dei Pianeti interni
Responsabilità Missione ESA
Data Lancio 9 novembre 2005
Fine Missione  16 dicembre 2014

Descrizione
La missione Venus Express è stata selezionata da ESA tra diverse proposte di riutilizzo di bus e strumentazione già realizzati per le missioni Mars Express e Rosetta. Dopo un viaggio di circa 150 giorni, ha raggiunto Venere l’11 aprile 2006, e dopo una serie di manovre (guidate dal centro di controllo ESA di Darmstadt in Germania) per ridurre la velocità, è entrata nella sua orbita definitiva il 7 maggio.

L’altezza dell’orbita oscillava tra i 66.000 e i 250 km dalla superficie del pianeta e la sonda impiegava 24 ore per completare un’orbita. Visti gli ottimi risultati ottenuti e le potenzialità e la perfetta funzionalità dello spacecraft, il 23 febbraio 2007 l’SPC ha approvato all’unanimità l’estensione della missione fino a maggio 2009, ulteriormente prorogata fino alla fine del 2016. Il 16 dicembre 2014 è stata invece dichiarata ufficialmente chiusa.

Obiettivi Scientifici
Il tema scientifico da cui è nata la missione Venus Express è cercare una risposta al perché Venere, pur avendo dimensioni, composizione, e distanza dal Sole comparabili con la Terra ha avuto un’evoluzione completamente diversa che lo ha portato ad avere atmosfera e condizioni al suolo totalmente differenti, dominate da un forte effetto serra tale da far raggiungere temperature di 750° K. Pertanto l’esplorazione di Venere può dare importanti informazioni sui processi evolutivi del Sistema Solare in generale e quindi anche della Terra.

La missione Venus Express ha investigato in dettaglio e globalmente l’atmosfera di Venere dal punto di vista della sua composizione, della sua struttura e della meteorologia in generale (studio delle nubi, venti, temperature ecc…) e delle variazioni dovute all’interazione con la superficie, tutto per poter capire l’origine dell’effetto serra. In particolare si è cercato di comprendere meglio il ruolo dell’anidride carbonica e dell’acqua nell’evoluzione planetaria in generale e nell’effetto serra in particolare. Inoltre la scoperta di finestre atmosferiche nel vicino infrarosso, intorno al micron, hanno permesso di andare a studiare l’atmosfera a diverse altitudini fino ad arrivare al suolo, cosa impossibile per camere nel visibile, visto l’enorme spessore e densità dei gas atmosferici (per la maggior parte anidride carbonica) che al suolo raggiungono pressioni dell’ordine di 200 atm.

Contributo Italiano
L’Italia ha contribuito alla missione con la PI-ship di due strumenti: VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer, PI Giuseppe Piccioni ASF-INAF di Roma,) uno spettrometro ad immagine nello spettro visibile/vicino infrarosso, gemello di quello in volo sulla missione Rosetta, che fornisce dati relativi all’atmosfera, alla superficie e alle loro interazioni; PFS (Planetary Fourier Spectrometer, Vittorio Formisano IFSI-INAF di Roma) per effettuare scansioni verticali dell’atmosfera, gemello dello strumento in volo su MarsExpress. Inoltre c’è stata una significativa partecipazione nella realizzazione dello strumento ASPERA-4 (Analyzer of Space Plasmas and Energetic Atoms) per lo studio delle interazioni tra vento solare e atmosfera venusiana, gemello di quello in volo su MarsExpress.

 

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