INTEGRAL (INTErnational Gamma-Ray Astrophysics Laboratory) è una missione europea in collaborazione con Russia e Stati Uniti per l'osservazione dallo spazio della radiazione tra le più energetiche dell'Universo. Nell'intervallo tra 15 keV e 10 MeV gli strumenti di INTEGRAL studiano resti di supernovae, stelle di neutroni, buchi neri, nuclei galattici attivi e gamma ray bursts. I quattro strumenti puntano contemporaneamente la stessa regione di cielo, permettendo così una chiara identificazione della sorgente.

Alcuni dei processi più energetici che avvengono nello spazio saranno finalmente dimostrati con studi quali ad esempio quelli su oggetti densi (stelle di neutroni e buchi neri), nucleosintesi nelle SuperNovae e i Gamma-ray bursts. La combinazione della risoluzione spaziale al sub-minuto d’arco dell’imager IBIS e la risoluzione spettrale al keV del rivelatore a germanio di SPI (SPectrometer on Integral), rendono INTEGRAL un mezzo diagnostico molto più potente rispetto a tutte le precedenti e anche recenti missioni (SIGMA e GRO).

Lo scopo principale di SPI è quello di guardare le linee Gamma, quali 26Al, 44Ti e 22Na, nella nostra Galassia che sono la traccia dei processi di nucleosintesi. Fare la mappa dell’alluminio renderà possibile tracciare la formazione stellare nel disco galattico mentre il Titanio e il Sodio, creati in processi esplosivi, dovrebbero dirci se ci sono resti di supernova recenti nel disco.

IBIS, caratterizzato da un largo campo di vista, ha portato alla rivelazione di molte nuove sorgenti gamma principalmente attraverso la mappa della regione del centro della nostra Galassia ed ha iniziato a dare risultati rilevanti nel campo della Astronomia extragalattica.

L’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica dell’INAF, sotto il coordinamento dell’ASI, è il PI dello strumento principale del satellite, il telescopio IBIS, che comprende anche un contributo francese per il piano di rivelazione X (ISGRI). Esso ha contribuito inoltre allo Integral Scientific Data Centre (ISDC).

L’Italia ha fornito anche un grosso contributo alla realizzazione dello spettrometro SPI a responsabilità francese. Tutti i gruppi di lavoro delle differenti sezioni (Roma, Palermo, Bologna e Milano) sono attualmente coinvolti nelle operazioni in volo relative alla ottimizzazione del funzionamento dei rivelatori di bordo e della fase di calibrazione prevista ogni 6 mesi. Partecipano inoltre alle attività di controllo della missione dal punto di vista scientifico presso il centro operativo ESOC/ESA e all’ISDC.

L’SSDC, inoltre, ha il compito di ospitare copia del software di riduzione dati degli strumenti scientifici, di ospitare l’archivio dei dati pubblici della missione, di garantirne la loro distribuzione e di supportare la comunità scientifica nell’analisi dei dati. L’SSDC lavora in contatto con l’ISDC, INTEGRAL Scientific Data Centre, preposto alla ricezione e riduzione dei dati a terra.

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