Uno tra i più grandi successi della recente storia scientifica italiana, BeppoSAX (Satellite per Astronomia X, "Beppo" come il soprannome dell'astronomo italiano Giuseppe Occhialini, tra i pionieri dello studio dei raggi cosmici) è nato da una collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'agenzia olandese per i programmi aerospaziali (NIVR).

Lanciato il 30 aprile del 1996, BeppoSAX ha impresso una svolta scientifica eccezionale nello studio delle alte energie. Già nel 2002, quando la missione volgeva al termine, erano oltre 1500 le pubblicazioni scientifiche basate su dati forniti da BeppoSAX.

Lo scopo fondamentale della missione era studiare le emissioni cosmiche di raggi X, impossibili da studiare da Terra a causa della schermatura dell'atmosfera. In particolare, voleva contribuire allo studio di quei fenomeni cosmici che emettono contemporaneamente radiazioni su un'ampia gamma di livelli energetici, per tentare di comprendere i relativi meccanismi astrofisici.

L'asso nella manica di BeppoSAX era proprio la copertura spettrale (la gamma dei livelli di energia delle emissioni osservabili) particolarmente ampia, che andava da 0,1 a oltre 200 KeV. Si trattava della prima missione capace di studiare sorgenti di raggi X su un intervallo energetico così ampio. In questo modo SAX ha potuto contribuire allo studio di una grande varietà di fenomeni cosmici come sorgenti galattiche compatte, nuclei galattici attivi, ammassi di galassie, resti di supernovae, galassie normali, stelle, gamma ray burst.

I maggiori successi sono venuti proprio dall'osservazione dei Gamma Ray Burst (GRB), 'lampi' di raggi Gamma ad altissima energia provenienti dall'Universo che, prima di questa missione, avevano sempre costituito un enigma sulla loro origine per gli astrofisici. Rivelando l'emissione di raggi X che accompagna quella in banda gamma, BeppoSAX ha permesso di ricostruire alcuni tasselli fondamentali del puzzle. Nel corso della sua vita, il satellite ha osservato più di trenta gamma ray burst, e alla loro comparsa ha potuto lanciare immediatamente segnali di allerta ad altri strumenti spaziali o terrestri. Guidati dalle osservazioni di BeppoSAX, gli astronomi di tutto il mondo hanno scoperto che questi misteriosi lampi gamma vengono da remotissime galassie, e hanno un'energia pari a quella che si otterrebbe annichilendo in luce tutta la massa del nostro Sole, in pochi istanti. Sono, in altre parole, l'esplosione più grande dell'Universo dopo il Big Bang.

La grande competenza dimostrata in questo campo dalla comunità scientifica e tecnologica italiana (proseguita con la messa in orbita del satellite per astronomia gamma AGILE) ha garantito all'Italia un ruolo di primo piano nelle missioni SWIFT e Fermi della Nasa, quest’ultima dedicato al grande fisico italiano proprio per il contributo scientifico dato dal nostro paese in questo settore.

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