Il 15 settembre SIMBIO-SYS, lo strumento per fotografare e studiare la superficie di Mercurio realizzato con un importante contributo italiano attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha completato con successo le prime acquisizioni nella sua configurazione finale

06 Ottobre 2026

Un nuovo importante traguardo per BepiColombo, la missione congiunta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) dedicata allo studio di Mercurio. Il 15 settembre SIMBIO-SYS (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory System) ha acceso per la prima volta i suoi tre canali ottici nella configurazione finale, dimostrando il corretto funzionamento dell’intero sistema e acquisendo la prima immagine. SIMBIO-SYS è uno degli strumenti scientifici di punta della missione e rappresenta un importante risultato della collaborazione internazionale che vede l’Italia protagonista, con il forte supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e il contributo dell’industria nazionale.

La prima luce è arrivata dopo otto anni di viaggio nello spazio e dopo la separazione, avvenuta il 3 settembre, del modulo che ha accompagnato BepiColombo durante la lunga traversata verso Mercurio. I test del 15 settembre si sono svolti con successo e i primi dati di telemetria confermano il corretto funzionamento dello strumento.

Nelle prossime settimane saranno inoltre messe a punto alcune condizioni operative per preparare SIMBIO-SYS alle osservazioni scientifiche della missione.

SIMBIO-SYS è stato progettato per osservare Mercurio da prospettive diverse e complementari. I suoi tre canali lavoreranno in sinergia per costruire un ritratto completo del pianeta, combinando immagini stereoscopiche e ad alta risoluzione con informazioni sulla composizione della superficie.

Il primo è lo Stereo Imaging Channel (STC), il canale dedicato all’imaging stereoscopico. Acquisirà immagini da due angolazioni diverse mentre la sonda orbiterà intorno a Mercurio. Sarà così possibile, per la prima volta, realizzare una mappa tridimensionale globale del pianeta. Le immagini avranno una risoluzione fino a circa 60 metri per pixel e permetteranno di riconoscere crateri, strutture tettoniche, morfologie vulcaniche e altre caratteristiche della superficie.

Il secondo è l’High Resolution Imaging Channel (HRIC), il canale dedicato all’imaging ad alta risoluzione, con una risoluzione di circa 6 metri per pixel, che permetterà di osservare dettagli della superficie molto più piccoli rispetto a quelli individuabili nelle immagini della mappatura globale. Sarà particolarmente utile per studiare crateri da impatto, strutture geologiche, caratteristiche vulcaniche e altri processi che hanno modellato la superficie del pianeta.

Il terzo è il Visible and Near-Infrared Hyperspectral Imager (VIHI), il canale dedicato all’analisi iperspettrale, che analizzerà la luce riflessa dalla superficie nel visibile e nel vicino infrarosso. Non si limiterà quindi a mostrare come appare il terreno, ma permetterà di capire di quali materiali e minerali è composto. Le informazioni sulla composizione potranno essere messe in relazione con la forma della superficie e con la sua storia geologica.

La combinazione dei tre canali rappresenta uno degli elementi più innovativi di SIMBIO-SYS: immagini, informazioni sulla topografia e dati sulla composizione saranno raccolti e interpretati insieme, offrendo una visione completa della superficie di Mercurio.

“La prima luce di SIMBIO-SYS è un momento particolarmente significativo per tutto il team dello strumento: dopo quasi otto anni di crociera interplanetaria, lo strumento ha acquisito le sue prime immagini”, afferma Raffaele Pepe, Responsabile ASI per le attività scientifiche e industriali dello strumento SIMBIO-SYS. “Queste immagini rappresentano innanzitutto una conferma dello stato di salute dello strumento e ci hanno permesso di verificare il corretto funzionamento dei sistemi di acquisizione, dopo un viaggio così lungo e complesso. Si tratta quindi di un passaggio fondamentale in vista delle prossime attività scientifiche della missione. Un risultato importante per la comunità scientifica e industriale italiana, che ha contribuito in modo significativo alla realizzazione di SIMBIO-SYS e alla sua preparazione per questa complessa missione verso Mercurio”.

“Sebbene questo sia il primo tentativo di osservare il cielo con SIMBIO-SYS, siamo stati in grado di catturare alcune stelle come puntini luminosi con STC” commenta Gabriele Cremonese, ricercatore INAF responsabile scientifico dello strumento SIMBIO-SYS. “Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato, poiché esso conferma il potenziale dello strumento per garantire prestazioni eccellenti una volta che inizieremo a osservare Mercurio. Siamo entusiasti che l'osservazione scientifica del pianeta possa iniziare con la missione nominale ad aprile del 2027. Questa prima luce conferma l’eccellenza della comunità scientifica e dell’industria italiana, insieme all’Agenzia Spaziale Italiana, nella realizzazione di strumenti spaziali”.

Dietro SIMBIO-SYS c’è una grande collaborazione internazionale, costruita nel corso di molti anni e che riunisce competenze scientifiche, tecnologiche e industriali. Il cuore del team è composto da 118 scienziati e ingegneri provenienti da dodici Paesi, affiancati da numerosi ricercatori e giovani scienziati coinvolti nella preparazione delle osservazioni, nella gestione dello strumento e nell’analisi dei dati.

L’Italia ha un ruolo di primo piano in questa squadra: l’ASI ha sostenuto lo sviluppo dello strumento con il supporto dell’Agenzia Spaziale Francese (CNES), mentre l’INAF ne guida la componente scientifica. A questo si aggiunge il contributo dell’industria nazionale, con Leonardo, partner industriale dell’esperimento integrato SIMBIO-SYS. È proprio questa collaborazione tra enti di ricerca, agenzie spaziali e industria che ha permesso di portare a bordo di BepiColombo uno strumento progettato per rispondere a domande fondamentali sulla storia di Mercurio.

Mercurio è il pianeta più piccolo del Sistema Solare tra quelli rocciosi e il più vicino al Sole. È anche, oltre alla Terra, l’unico pianeta a possedere un campo magnetico globale. Nonostante la sua vicinanza, rimane un mondo ancora in gran parte da comprendere. Le osservazioni di SIMBIO-SYS aiuteranno a ricostruire la storia del pianeta: dalla sua attività vulcanica e tettonica ai grandi impatti che ne hanno segnato la superficie, fino alla natura dei materiali presenti sul terreno e alle interazioni tra la superficie e l’ambiente che circonda il pianeta.

Lanciata nell’ottobre 2018, BepiColombo si appresta a entrare nella fase finale del suo viaggio. L’inserimento in orbita attorno a Mercurio inizierà il 21 novembre 2026. La prima luce di SIMBIO-SYS rappresenta così un passaggio fondamentale verso la fase scientifica della missione, quando le immagini e i dati raccolti potranno contribuire a raccontare, con un livello di dettaglio senza precedenti, la storia di Mercurio.

Un altro importante traguardo sarà la separazione del Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA e del Mercury Magnetospheric Orbiter (Mio) della JAXA, prevista per il 9-10 dicembre 2026. A partire da questa separazione, BepiColombo sarà la prima missione a operare con due sonde in orbita attorno a Mercurio.

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