Per la prima volta un consorzio tutto italiano realizzerà un rivelatore per studiare le onde gravitazionali direttamente dalla Luna. Si chiamerà Lunar Gravitational-Wave Antenna (LGWA) lo strumento il cui sviluppo è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e che sarà realizzato grazie a un accordo di collaborazione scientifica siglato lo scorso 21 gennaio tra il Gran Sasso Science Institute (GSSI), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Università di Camerino.
L’accordo, che segue quello già sottoscritto tra ASI e GSSI lo scorso ottobre, segna un fondamentale passo avanti per il progetto LGWA che era stato selezionato nel 2023 dall’ESA nel Reserve Pool of Science Activities for the Moon, ricevendo la valutazione più alta tra tutti i progetti proposti. A seguito di questo successo, l’ASI ha scelto di finanziare gli studi preparatori per i progetti selezionati dall’ESA con leadership italiana, quale appunto LGWA.
La Luna è sempre più presente nei programmi dell’Agenzia, sia nei progetti nazionali sia nelle in collaborazioni internazionali, come principalmente nel programma Artemis della NASA, che ha come obiettivo il ritorno dell’uomo sul nostro satellite.
“L’ASI ha elaborato una roadmap lunare – commenta Mario Cosmo direttore Scienza e Innovazione - che va dal modulo abitativo MPH allo sfruttamento delle risorse lunari, fino a considerare il nostro satellite naturale quale punto di osservazione privilegiato per l’osservazione della Terra e dell’Universo. In particolare, la Luna è un’ottima piattaforma per esperimenti di fisica fondamentale grazie alla mancanza di atmosfera e alla bassa attività sismica. I progetti “Earth-Moon-Mars” e “Lunar Gravitational-Wave Antenna” sono appunto due esempi del nostro impegno in questo settore. In particolare, quest’ultimo discende dalle attività partite decenni fa in via Panisperna grazie al professor Edoardo Amaldi, che è stato uno dei fondatori dell’ente che oggi conosciamo come Agenzia Spaziale Europea ovvero ESA”.
Oltre 50 anni fa un rilevatore gravitazionale chiamato Lunar Surface Gravimeter fu istallato sulla Luna nel corso della missione Apollo 17 della NASA nel dicembre del 1972. Un errore di progettazione del misuratore però non portò alcun risultato. Si conta oggi che LGWA potrà contribuire a dare risposte captando segnali in arrivo dalla disgregazione mareale di nane bianche, sistemi binari di buchi neri in lontane galassie e anche di raccogliere dati sulla struttura interna della Luna facendo luce sui meccanismi dei suoi terremoti.
Le attività finanziate dall’ASI si concentreranno sullo sviluppo tecnologico dello strumento lunare, al quale partecipano GSSI, Università di Camerino e INFN, sugli studi di caratterizzazione del suolo lunare con la produzione di un modello sintetico di propagazione delle onde sismiche, sul quale lavorerà l’INGV, mentre l’INAF si occuperà della scienza che si potrà fare grazie a LGWA con le onde gravitazionali. Il finanziamento attuale servirà per sostenere i primi due anni di studi preparatori, con la possibilità di estendere le attività oltre il 2027.





