Le missioni selezionate nel bando 'Future missioni CubeSat' hanno raggiunto importanti traguardi

12 Gennaio 2023

Molteplici missioni del programma ALCOR, selezionate nel bando “Future missioni CubeSat”, hanno di recente raggiunto importanti traguardi, proiettandosi a passo veloce verso i successivi sviluppi che porteranno alcune di esse a raggiungere nei prossimi anni lo spazio.

Stiamo parlando delle missioni CUSP, PiCo-IoT, FUTURE e TASTE, sviluppate in ambito nazionale e delle missioni VULCAIN e HENON, supportate dall’Agenzia nell’ambito del segmento Fly del programma ESA GSTP.

La missione CUSP - CUbesat Solar Polarimeter - ha raggiunto un primo importante traguardo con il superamento della Preliminary Requirements Review concludendo così con successo la fase A del progetto, relativa allo studio di fattibilità. Il meeting di questa review si è tenuto poco prima di Natale ed ha visto la partecipazione dei team dell’ASI e dell’INAF, oltre ai vari rappresentanti delle aziende e degli enti partner del progetto - IMT, Università di Bologna CIRI-Aero, Università della Tuscia e SCAI Connect.

Il superamento della Preliminary Requirements Review pone le fondamenta per la realizzazione di una missione che misurerà la polarizzazione lineare nei raggi X dei brillamenti solari per mezzo di un polarimetro a diffusione Compton, fornendoci così importanti informazioni sui brillamenti solari, potenziale serio rischio per il funzionamento dei dispositivi elettronici ed elettrici al suolo e in orbita attorno alla Terra. La missione CUSP contribuirà quindi, oltre che allo studio dell’eliofisica, anche a complementare le reti di Space Weather per la previsione di questi violenti fenomeni solari.

Come CUSP, anche la missione FUTURE - Fully aUtonomous feaTUre Recognition planetary Explorer - ha recentemente concluso con successo la fase A.

FUTURE, che vede Tyvak International come azienda mandataria, in collaborazione con AIKO, ALTEC ed il Politecnico di Milano, mira a far volare un set di sensori su un singolo satellite 6U in Low Earth Orbit ed utilizzare i dati generati per alimentare diversi algoritmi di intelligenza artificiale al fine di identificare caratteristiche sulla superficie terrestre utili ad incrementare l’autonomia dei veicoli spaziali nel fornire la conoscenza della propria posizione e la determinazione dell'orbita, riducendo la dipendenza dagli operatori, dai servizi e dalle strutture di supporto a terra. Il progetto è pensato

per orbite LEO, ma in futuro i risultati potranno essere utilizzati anche per applicazioni oltre le orbite terrestri, come nelle missioni su pianeti e lune.

La missione PiCo-IoT - Picosatellite Constellation for Internet of Things Data Retrieval - che vede una flotta di tre piccolissimi satelliti (pico-satelliti), è realizzata da un raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Apogeo Space, nel ruolo di capofila, Aviosonic, NPC Spacemind e Cover Sistemi.

PiCo-IoT ha superato con successo la Baseline Design Review, prima tappa fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo finale che consiste nel dimostrare in orbita un concetto di costellazione per il recupero di pacchetti compatti di dati IoT trasmessi attraverso una rete distribuita di stazioni terrestri. La costellazione è concepita in modo da essere dispiegata in maniera rapida, efficace, ma al tempo stesso aderente alle normative sulla non proliferazione dei detriti spaziali.

Anche HENON - HEliospheric pioNeer for sOlar and interplanetary threats defeNce – guidata da Argotec con il contributo di SpaceDyS, INAF, UNICAL e UNIFI, ha di recente passato la Preliminary Requirement Review confermando la fattibilità di questa missione che sperimenterà per la prima volta in assoluto l’utilizzo di un’orbita retrograda distante (DRO) nel sistema Terra-Sole, per finalità applicative e scientifiche nell’ambito dello Space Weather grazie ad un Cubesat 12U equipaggiato con una suite di sensori ad hoc. La missione HENON mira ad una significativa diminuzione del tempo di predizione di fenomeni legati allo Space Weather e alla comprensione dei processi fondamentali del plasma e dei meccanismi fisici della meteorologia spaziale. Altri obiettivi della missione sono la dimostrazione delle tecnologie CubeSat nello spazio profondo e del monitoraggio in situ dell'ambiente spaziale, quasi in tempo reale, per strumenti e servizi di previsione meteorologica spaziale.

Altre due missioni VULCAIN e TASTE - Terrain Analyzer and Sample Tester Explorer – hanno iniziato il loro percorso all’interno del programma ALCOR superando con successo il Kick-Off Meeting, rispettivamente nel mese di Dicembre 2022 e Gennaio 2023.

VULCAIN, guidata dal Politecnico di Milano e con la partecipazione di LEONARDO, INGV, LEAFSPACE, T4I e FLYSIGHT, è un’interessantissima missione di osservazione della Terra basata sull’utilizzo di due CubeSat 12U che volano in formazione per ottenere una linea di base per l'imaging stereoscopico della Terra con particolare rilevanza sui vulcani e aree costiere. VULCAIN costituisce un dimostratore tecnologico per la navigazione e guida relativa a bassa quota mediante l’impiego di uno strumento ottico

nell’infrarosso termico e nel visibile, della propulsione a bassa spinta e del “ranging” mediante inter-satellite link RF.

Il kick-off di TASTE ha invece avviato questa innovativa missione basata sul rivoluzionario concetto di “Cubesat in Cubesat” (un orbiter 9U in grado di rilasciare un lander 3U) lungo il complesso cammino dell’esplorazione di Deimos, una delle lune di Marte.

Lo studio delle lune di Marte è uno degli obiettivi principali per comprendere in particolare l'origine e l'evoluzione del pianeta rosso e più in generale dei pianeti terrestri del Sistema Solare poiché ad oggi non è ancora chiaro come si siano formate le due lune. Per comprendere l'origine e l'evoluzione di Deimos la missione TASTE, proposta da INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri con la collaborazione del Politecnico di Milano e dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, ha l'obiettivo principale di studiare la luna marziana, combinando sia osservazioni globali ottenute da un'orbita ravvicinata che analisi dirette della superficie realizzate tramite un lander.

Piccoli satelliti e grandi progressi in questi ultimi mesi per i progetti del programma ALCOR.

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