Cura reciproca e cammino comune è la strada segnata da ESA per costruire il futuro spaziale europeo

16 Giugno 2021

“To take care where we go togheter”. Cura reciproca e cammino comune sono le indicazioni lungo la strada che porterà ESA e i suoi Paesi membri verso il prossimo Consiglio ministeriale 2022, per proiettarsi con l’agenda 2025 verso il futuro spaziale europeo.

In occasione di un incontro online con la stampa, ESA ha illustrato gli elementi più importati in termini di evoluzione e sfida che l’Agenzia sta vivendo a livello istituzionale, oltre che nei rapporti tra Paesi membri, internazionali e diplomatici. L’approccio con il quale ESA sta programmando il Consiglio ministeriale 2022 è strettamente legato alla visione progettuale per il futuro spaziale europeo: per mantenere, anzi, amplificare il ruolo di leadership nello Spazio globale, l’Europa deve definire una visione condivisa e una direzione concordata su cui muovere i futuri passi, superando ogni diversità nazionale. “Siamo tutti vicini, piccoli e grandi Paesi”, così ha affermato il Direttore Generale dell'ESA, Josef Aschbacher.

Oggi partner riconosciuto e affidabile in tutti i principali sforzi internazionali, l’Europa per far questo necessita di un percorso di confronto politico attraverso la Ministeriale 2022 con l’obiettivo di coltivare innovazione e tecnologia attraverso i pilastri della sua cultura: progresso, condivisione e apertura.

Il primo cardine culturale, il progresso, è l'obiettivo della Ministeriale 2022 che dovrà porre le basi non di una visione, ma di programmi concreti futuri. Come condiviso da Josef Aschbacher, da qui nasce la volontà dell’Agenzia a discutere al massimo livello di sviluppo spaziale con i vertici politici: con la Ministeriale 2022 si dovrà puntare a indirizzare le ambizioni ma soprattutto i piani di governo della ricerca.

Con questo obiettivo è stato istituito un gruppo di esperti ESA, il cui primo incontro è previsto per metà luglio 2021, la cui funzione sarà quella di dar consiglio ai Paesi membri su due binari:
1) gli argomenti strategici su cui l'UE deve impegnarsi per i prossimi sviluppi;
2) cosa è possibile realizzare a livello istituzionale e programmatico.
Il lavoro del gruppo non sarà in nessuna maniera indipendente, ma in continua e stretta comunicazione con i vertici ESA, dunque con tutti i Paesi membri.

Uno spirito di condivisione e apertura, gli altri due pilastri culturali, che assume grande rilevanza per l’Agenzia nei rapporti interni con tutti i suoi Paesi membri: “Ci teniamo a far sì che i Paesi membri siano tutti importanti” ha affermato Josef Aschbacher.

La diversità delle condizioni nazionali e delle agenzie risultano dunque il terreno su cui costruire una condivisione programmatica senza discriminazioni: il Direttore Generale dell'ESA ha confermato, in tal senso, che non vi sono assolutamente problemi nella collaborazione con il Regno Unito a seguito del processo della Brexit, sottolineando contemporaneamente il valore del continuo coordinamento con la commissione UE, altro binario fondamentale per lo sviluppo dei futuri programmi.

Un’apertura dimostrata anche dal percorso continuo di ampliamento dei Paesi membri: ultima entrata, la Lituania è stata definita una pedina importante per un allargamento dell’Agenzia ad altri paesi baltici. La formalizzazione dell’accesso della Bulgaria, invece, è stata comunicata per febbraio 2022.

Il caso spagnolo, infine, ossia il recente annuncio di avvio del percorso di creazione di una Agenzia spaziale nazionale per la Spagna, è stato commentato da Josef Aschbacher come “una buona iniziativa”, cogliendo l’occasione per sottolineare il ruolo che dovrebbe assumere ogni agenzia nazionale: “sviluppare programmi nazionali sulla strada dei programmi europei”.

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