L'audizione  del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla politica spaziale e aerospaziale On. Bruno Tabacci alla Commissione attività produttive della Camera dei Deputati

21 Aprile 2021

Si riporta il testo integrale dell’intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla politica spaziale e aerospaziale On. Bruno Tabacci, presentato in data odierna durante l’audizione alla X Commissione attività produttive.

Introduzione

Grazie Presidente,

Onorevoli colleghi,

Vi ringrazio per l’occasione che mi concedete di tornare in questa importante sede parlamentare.

Ho avuto l’onore di presiedere la X Commissione nel corso della Quattordicesima legislatura.

Sono certo, dunque, che potete comprendere i miei sentimenti nel trovarmi qui davanti a voi oggi.

Premessa generale

Cercherò di descrivere sinteticamente gli elementi peculiari del settore spaziale nazionale ed internazionale, anche al fine di inquadrare correttamente i suoi punti di forza e debolezza ed esercitare al meglio, nell’interlocuzione istituzionale con il Parlamento che prende il via formalmente con questa audizione, la delega che mi è stata assegnata. Lo Spazio è un dominio al centro della competizione globale. Lo è a livello geopolitico, essendo ormai uno degli ambiti di confronto più rilevanti a cominciare dalle due superpotenze Usa e Cina. Ma lo è anche a livello economico, al punto che secondo le previsioni più avanzate la “nuova economia dello spazio” potrebbe raggiungere un giro d’affari complessivo di mille miliardi di dollari nel 2040, dopo aver toccato nel 2019 i 360 miliardi di dollari, pari a 325 miliardi di euro. Anche se va detto che i ricavi globali comprendono componenti che riguardano industrie non specificatamente spaziali che si avvalgono di servizi offerti dal settore, come nel caso delle tv via satellite e degli apparati per comunicazioni o navigazione. Il segmento più propriamente legato allo spazio e all’aerospazio produce attualmente ricavi per circa 100 miliardi di euro, il 70% dei quali derivanti dal mercato istituzionale, il 30% dalla componente privata. E’ dunque inevitabilmente un settore strategico per l’Italia, attualmente l’ottava potenza mondiale in questo campo preceduta da Germania e India, sia nell’ambito delle relazioni internazionali, sia per la sua crescente rilevanza per il sistema scientifico e produttivo del Paese. Anche in tale ottica allo spazio è dedicata una quota delle risorse del PNRR ed un apposito capitolo.

La legge del 2018 e i problemi attuali

Per inquadrare al meglio i temi di questa mia relazione credo sia utile partire dal quadro normativo attuale, delineato dalla legge 11 gennaio 2018, n. 7 che conferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri l’alta direzione, la responsabilità politica generale ed il coordinamento delle politiche sui programmi spaziali e aerospaziali, ed ha istituito il “Comitato Interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio”, il Comint. A supporto del tavolo politico del Comint è stata istituita tramite Dpcm una “Struttura di coordinamento per le politiche relative allo spazio, all’aerospazio e ai correlati servizi applicativi”, con vari tavoli e gruppi di lavoro che hanno generato una proliferazione inutile di spazi decisionali. Tale proliferazione è fonte di alcune criticità. In primo luogo di uno scarso coordinamento con l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Asi, cui compete definire e implementare, in linea con gli indirizzi governativi, la politica spaziale nazionale, nel settore della ricerca e nel settore industriale. In secondo luogo la moltiplicazione degli spazi decisionali ha reso meno comprensibili le politiche del settore nazionale agli occhi dei nostri principali partner europei, a cominciare da Francia e Germania, fino alla Commissione Europea stessa.

 

Gli obiettivi della politica spaziale

Il governo sarà impegnato a risolvere tali criticità e a rendere sempre più efficiente il sistema istituzionale dello spazio per supportare i programmi scientifici in corso ed i programmi e progetti che si riterrà opportuno avviare nei prossimi mesi. Obiettivo primario delle politiche del governo sarà il consolidamento ed il rafforzamento delle capacità e della competitività dell’intera filiera spaziale italiana, attraverso un adeguato e continuativo investimento per lo spazio, con la finalità di contribuire:

· al progresso scientifico-tecnologico,

· alla produttività del comparto industriale,

· alla associata crescita dell’economia nazionale,

· ma anche allo Sviluppo Sostenibile, che ritengo debba essere una delle nostre principali priorità.

IL PNRR

Ai temi centrali della crescita e dello sviluppo sostenibile è legato naturalmente anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Lo spazio è un elemento strategico di sviluppo economico, grazie alla spinta che fornisce al progresso tecnologico e industriale e per i servizi che permette di realizzare, con impatti positivi e ricadute sull’intero sistema Paese. Il governo intende puntare sul settore spaziale come uno strumento efficace per la ripresa economica e per lo sviluppo sostenibile. I progetti da realizzare in ambito PNRR, costituiranno quindi un importante motore di ripresa che andrà ad aggiungersi a quelli forniti dagli altri capitoli chiave del Piano. Pertanto, il settore spaziale si candida a rappresentare uno dei volani di maggiore potenziale ed impatto per la ripresa e crescita del nostro Paese nel breve e medio periodo. Su questa base abbiamo proposto di inserire nel Pnrr attività relative alle telecomunicazioni satellitari, all’osservazione della terra, alla navigazione satellitare, alla cosiddetta Space Factory 4.0, all’Accesso allo spazio, alla In-Orbit Economy e Downstream applicativo e dei servizi.

Caratteristiche della filiera spaziale italiana

L’Italia ha costruito nel tempo con successo una filiera spaziale completa, che include una rete articolata di università e poli di ricerca ed un tessuto di imprese, grandi, medie e piccole di notevole vitalità.

Entrando più nel dettaglio la filiera spaziale italiana comprende:

· un insieme di circa 200 imprese (17% grandi imprese; 75% PMI e 8% startup);

· 3 Associazioni Industriali Nazionali: AIAD, AIPAS e ASAS, che includono anche le PMI

· 12 Distretti Tecnologici localizzati nelle regioni italiane;

· università ed enti di ricerca, con un vasto e articolato sistema della Ricerca, rappresentato da circa 60 nodi, tra Università/Dipartimenti e Centri di Ricerca con riconosciute punte di eccellenza.

· circa 7000 addetti (+15 % negli ultimi 5 anni)

· circa 2 miliardi di euro di giro d’affari annuo

· ottima distribuzione delle competenze nel territorio nazionale (in crescita al sud)

· da sottolineare come 1 euro investito nello spazio generi da 3 a 7 euro di ritorno

Grazie agli investimenti nel settore, l’industria nazionale ha acquisito un importante posizionamento competitivo su scala internazionale, ed è in grado di realizzare con diversi gradi di autonomia:

· satelliti strategici (come quelli di osservazione della terra ad uso duale della serie Cosmo SkyMed ed il satellite iperspettrale Prisma),

· infrastrutture orbitanti (ad esempio gli elementi abitati della Stazione Spaziale Internazionale – ISS, di cui l’Italia ha realizzato più del 50%, ma anche i primi moduli della missione Artemis),

· missioni interplanetarie (ad esempio, la missione su Marte denominata Exomars che sarà lanciata nel 2022),

· vettori di lancio per la messa in orbita di piccoli satelliti (il lanciatore Vega)

· tecnologie critiche ed abilitanti per le future missioni spaziali,

· servizi ed applicazioni che utilizzano i dati dei satelliti nazionali,

· attività di ricerca spaziale fondamentali per il progresso scientifico, che consentirà all’Italia di rimanere nel novero dei paesi più sviluppati.

 

Principali ambiti di sviluppo dei programmi spaziali

L’Italia oggi dispone di una filiera completa di conoscenze, di tecnologie, di prodotti e di sistemi nel settore spaziale che si contraddistingue, anche, per un’ampia gamma di applicazioni in ambito civile e militare, un forte posizionamento tecnico scientifico internazionale, una proficua interazione tra ricerca di base, ricerca applicata e imprese. È mia intenzione consolidare e rafforzare tali competenze e capacità, anche per aumentare l’influenza nazionale nello scenario internazionale. Pertanto, tramite l’attività del COMINT, intendo perseguire una politica spaziale nazionale che consenta un’ulteriore valorizzazione degli investimenti. In tale quadro ritengo importante analizzare con cura ed aggiornare dinanzi al Parlamento gli indirizzi strategici del Governo, per renderli più rispondenti alle necessità odierne ed al mutato quadro di riferimento. In particolare, vorrei evidenziare le seguenti principali aree prioritarie:

Osservazione della Terra: si tratta di un ambito fondamentale per incrementare la realizzazione di servizi ed applicazioni a beneficio delle istituzioni e dei cittadini, anche attraverso lo sviluppo delle necessarie tecnologie e sistemi satellitari abilitanti.

Esplorazione spaziale: in questo campo occorre proseguire e rafforzare la proficua collaborazione con gli Stati Uniti nel programma Artemis, anche al fine di valutare con attenzione ed eventualmente sfruttare tutte le opportunità di reale crescita di una economia spaziale legata alla Luna;

Accesso allo spazio: per il quale l’obiettivo è la valorizzazione del posizionamento strategico dell’Italia attraverso un’ulteriore riduzione dei costi dei servizi di lancio.

Ricerca: per ultima ma non da ultima, va necessariamente menzionata la ricerca spaziale e l’indispensabile collaterale attività di formazione, anche accademica.

Contestualmente, oltre al supporto alle altre consuete aree del settore spazio, sarà necessario supportare attività di carattere trasversale quali la ricerca, le tecnologie, le PMI e le Start-up, il trasferimento tecnologico, incluso la spazializzazione di tecnologie sviluppate in altri settori, lo sviluppo di mini e micro satelliti e la capacità di monitoraggio ed intervento su infrastrutture in orbita.

 

Il posizionamento italiano in ambito internazionale

La nostra comunità spaziale partecipa attivamente sia ai progetti dell’Agenzia Spaziale Europea, l’ESA, che ai programmi dell’Unione Europea, rivestendo per molti di questi un ruolo di leadership. Inoltre, realizza, tramite numerose iniziative promosse dall’ASI, programmi in collaborazione con partners internazionali di prestigio, quali USA, Giappone, Russia, Israele e paesi emergenti (Argentina) e in via di sviluppo (Kenya). Per quanto riguarda il contesto europeo, ho già avuto modo di incontrare il nuovo Direttore Generale dell’ESA, che ha iniziato il suo mandato proponendo un documento di visione pluriennale “ESA Agenda 2025” che individua cinque priorità:

1. rafforzare le Relazioni tra ESA e Unione Europea

2. favorire la commercializzazione Verde e Digitale

3. sviluppare lo spazio per la Sicurezza

4. promuovere le sfide associate ai programmi spaziali

5. completare la trasformazione di ESA

E’ evidente che l’Italia sarà chiamata, attraverso la rappresentanza nazionale svolta da ASI in ESA, a contribuire con autorevolezza alle discussioni ed alle conseguenti decisioni relative alla necessaria evoluzione dei rapporti tra ESA e UE, che considero un punto nodale per il futuro dello spazio per il nostro Paese in Europa.

 

Il quadro europeo

L’Unione Europea, peraltro, ha maturato nuove ambizioni per il settore, scegliendo di dotarsi di una sua agenzia, l’Agenzia spaziale dell’UE (EUSPA), con l’obiettivo di affidare all’ESA il ruolo di attuazione ed esecuzione dei programmi, mantenendo in capo al decisore politico comunitario la scelta degli indirizzi politici e strategici. Sempre in ambito europeo il Commissario al Mercato Interno Thierry Breton ha avviato un intenso lavoro riguardo al settore spaziale proponendo la creazione di una costellazione di satelliti per comunicazioni che garantisca l’autonomia europea in questo campo, ed una sorta di alleanza europea per l’accesso allo spazio che potrebbe comportare un significativo cambiamento dell’attuale scenario dell’industria spaziale europea. E’ chiaro che questa auspicabile evoluzione di dimensione continentale costringerà il comparto nazionale ad un’ulteriore evoluzione, affinché ridefinisca secondo le nuove necessità il proprio ruolo anche al fine di mantenere l’attuale livello di competitività.

 

Lo stato dei rapporti dell’Italia con Ue, Germania e Francia

Il governo italiano attualmente è, dopo Germania e Francia, il terzo investitore europeo nel settore attraverso la partecipazione in Esa. Dopo l’ultimo Consiglio ministeriale di Siviglia del 2019, la Germania destina all’Esa un budget da 3,3 miliardi l’anno, la Francia da 2,7 miliardi, l’Italia da 2,3 miliardi l’anno. Nell’ottica di un consolidamento del ruolo italiano in Europa è mia intenzione non solo instaurare un dialogo più strutturato ed efficace con la Commissione Europea, ma anche avviare un’interlocuzione trilaterale con Parigi e Berlino, che restituisca all’Italia un ruolo paritario nel rapporto con Francia e Germania, nella convinzione che sia anche interesse dei nostri partner poter contare sul coinvolgimento dell’Italia per la realizzazione di progetti in grado di competere nel mondo. Mi è capitato in questi giorni di ricorrere all’immagine del tavolo: un tavolo a due gambe non rimane in equilibrio. A tre è solido e stabile.

 

Relazioni internazionali extra Ue

L’Italia e l’ASI hanno stabilito da tempo rapporti ed accordi di cooperazione internazionale bi e multi laterali con un grande numero di paesi. Lo Spazio, infatti, è considerato un eccellente strumento di diplomazia internazionale che consente di facilitare relazioni tra Paesi e regioni del mondo. Per quanto riguarda gli Stati Uniti ed il programma Artemis, in particolare (ritorno dell’uomo sulla Luna in modalità più stabile), la nostra industria ha oggi la possibilità di cooperare con società statunitensi per fornire sistemi chiave per la riuscita di questo progetto. Ritengo la cooperazione con gli USA un elemento chiave della nostra politica spaziale nazionale ed intendo rafforzare questa relazione con il partner storico del nostro paese, con il quale negli anni Sessanta è iniziata la prima cooperazione spaziale. Va detto peraltro che sono in corso progetti anche con molti altri Paesi extra Unione Europea, nei cinque continenti. Ritengo altresì indispensabile rafforzare la cooperazione internazionale e il presidio nazionale ai più alti livelli istituzionali di tutte le organizzazioni internazionali di settore, allo scopo di assicurare una presenza costante ed influente dell’Italia. Con tale prospettiva, dunque, continuerà la presenza di ASI in ambito Nazioni Unite (COPUOS), G20 (Space Economy Leaders), G7 Scienza, International Astronautical Federation e numerosi altri organismi internazionali tematici.

Lo spazio per il nostro pianeta

Come comprovato dai maggiori indicatori di sviluppo a livello mondiale, le attività spaziali, per loro intrinseca natura, contribuiscono al progresso ed al miglioramento della nostra vita e sono diventate sempre più importanti nell'agenda globale della sostenibilità e dello sviluppo. Il raggiungimento di questo obiettivo può essere favorito dai dati, dalle informazioni e dai servizi che lo spazio fornisce per la salvaguardia del nostro pianeta, attraverso i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, per l’applicazione degli accordi di Parigi e per lo sviluppo del Green Deal della UE.

Le principali urgenze

A tal fine è necessario in primo luogo monitorare tutte le risorse contenute nel Capitolo 915 della Presidenza del Consiglio al fine di un loro rapido stanziamento secondo le alte priorità strategiche da parte delle strutture competenti. Nell’ambito della realizzazione del PNRR occorrerà inoltre evitare sovrapposizioni con le attività già in essere nelle politiche di economia spaziale nazionale per posizionare al meglio il Paese invece nei grandi processi, da Galileo a Copernicus, alla realizzazione di un nuovo sistema continentale di telecomunicazioni satellitari, un nuovo hub di servizi europei, fino agli investimenti spaziali sul venture capital. Di massima rilevanza poi sarà anche la nuova conferenza ministeriale europea in programma a fine 2022 in cui si decideranno i prossimi investimenti sui programmi europei. Contemporaneamente occorrerà lavorare per garantire un ruolo di rilievo dell’Italia anche nella realizzazione di iniziative nazionali ed internazionali trasversali dedicate a ricerca e innovazione digitale, difesa, aerospazio e diplomazia spaziale. In quest’ottica l’Italia dovrà offrire un contributo decisivo anche nella realizzazione dell’Agenda 2025 dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea.

Conclusioni

Lo spazio è un sogno. Ma è un sogno che l’Italia ha reso concreto, grazie a contributi di primissimo piano. Mi piace ricordare qui in particolare due persone: Luigi Broglio, padre dello straordinario sforzo che ha portato l’Italia a essere il terzo paese al mondo, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica, ad avere un proprio satellite in orbita, nel 1964; e uno scienziato come Edoardo Amaldi, uno dei più grandi attori europei della diplomazia scientifica, che ha studiato con Enrico Fermi e ha impresso la sua impronta in progetti straordinari come il CERN e la stessa Agenzia Spaziale Europea. A volte i giganti della scienza vengono dimenticati o non ricevono attenzione sufficiente, ma è grazie a queste persone, al loro coraggio e alla loro determinazione, che siamo in grado di avanzare culturalmente e di affrontare sfide inedite. Quest’eredità del passato è ancor più valida oggi. Credo che sia importante considerare una prospettiva di fondo, in cui lo spazio si inserisce pienamente: la scienza è uno dei pilastri del nostro interesse nazionale. Soprattutto oggi, la costruzione di una democrazia della competenza e dell’inclusione deve porre al centro delle priorità istituzionali la scienza, la tecnologia, la diffusione dell’innovazione. Dobbiamo investire in ricerca, rafforzare il trasferimento tecnologico, e parlare sempre più ai giovani, ai ricercatori e ai progettisti di domani. È una responsabilità nazionale, da perseguire con sempre maggiore determinazione, quella di accrescere il ruolo della scienza nel nostro dibattito pubblico, anche attraverso gli straordinari “ambasciatori scientifici” che sono i nostri astronauti. Nella primavera del 2022, Samantha Cristoforetti tornerà sulla Stazione Spaziale Internazionale. Non dobbiamo dimenticare che un evento di questo genere non ha solo un ruolo geopolitico, ma anche di promozione della scienza e della tecnologia. In particolare per le competenze femminili, che abbiamo sempre più l’esigenza di portare verso le materie cosiddette STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics – scienza, tecnologia, ingegneria, matematica). Non saranno quindi solo gli esperimenti che Samantha Cristoforetti svolgerà sulla Stazione Spaziale Internazionale a sottolineare l’importanza del suo viaggio, ma anche quell’impatto che avrà nell’ispirare moltissime giovani a intraprendere studi sull’aerospazio e su altre materie scientifiche. O di tentare proprio l’avventura dello spazio. Questo esempio è ancora più importante in questo momento visto che, per la prima volta in oltre un decennio, l’ESA sta cercando nuove astronaute e nuovi astronauti europei, attraverso una nuova selezione che si concluderà nel mese di maggio.

 

 

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