Galileo è il sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) dell’Unione europea progettato per inviare segnali radio per il posizionamento, la navigazione e la misurazione del tempo. La sua entrata in servizio, inizialmente prevista per la fine del 2019, è stata anticipata al 15 dicembre 2016.

Galileo, interamente concepito per usi civili, è in grado di offrire un’accuratezza inferiore ai 10 centimetri nel posizionamento: una precisione mai raggiunta prima. Inoltre il sistema non è soggetto alle limitazioni o alle interruzioni tipiche di altri sistemi pensati per scopi militari, a cominciare dal GPS americano.

Progettato dall’Unione europea e dall’ESA con un importante contributo dell’ASI, Galileo ha enormi potenzialità di impiego nei più diversi settori, dall’energia ai trasporti, dall’agricoltura alla finanza. A regime, Galileo consisterà di 30 satelliti (27 operativi e tre di riserva) orbitanti su 3 piani inclinati sull'equatore (MEO, Medium Earth Orbit circolare) a 23.222 km quota.

Il programma di lancio, con razzi Soyuz e Ariane, è iniziato il 21 ottobre 2011 con la partenza dei primi due satelliti dalla base di Kourou nella Guyana Francese ed è proseguito con il lancio della seconda coppia, IOV3 e IOV4, a ottobre 2012. La messa in orbita dei primi quattro satelliti costituiva la configurazione minima necessaria per poter validare il segnale, cominciare a fornire i primi servizi di navigazione e procedere a testare la piena funzionalità dei segmenti spaziali e di terra.

Ad agosto 2013 è iniziata la fase di sperimentazione del PRS (Public Regulated Service), un servizio di alta precisione pensato per fornire dati di posizionamento per lo sviluppo di applicazioni sensibili, destinato ad utenti espressamente autorizzati dai governi nazionali. Belgio, Francia, Italia e Regno Unito hanno eseguito i test di acquisizione indipendente. L’Italia è l’unico paese ad aver sviluppato un proprio ricevitore, che ha confermato durante i test la fruibilità del segnale sulla base delle specifiche fornite dall’ESA.

In generale, il nostro paese ha un ruolo di primo piano fin dall’inizio del programma Galileo. Prima di tutto attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, in secondo luogo tramite il coinvolgimento dell’industria nazionale e in particolare del gruppo Finmeccanica, attraverso Telespazio, Thales Alenia Space e la Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica, che dal 1° gennaio 2016 ha assorbito parte delle attività di Selex ES a seguito di un processo di divisionalizzazione delle società del gruppo Finmeccanica.

Telespazio ha realizzato presso il Centro Spaziale del Fucino uno dei due centri di controllo (Gcc) che gestiscono la costellazione e la missione Galileo. Attraverso Spaceopal (50% Telespazio, 50% DLR) è responsabile delle operazioni e della logistica integrata dell’intero sistema garantendo la gestione e il coordinamento dei servizi.

Thales Alenia Space è responsabile delle attività di supporto industriale relative a progettazione, prestazione, integrazione e validazione del sistema.

La Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica (ex Selex ES), infine, sviluppa e produce il sensore all'infrarosso Ires-N2 per il controllo dell’assetto dei satelliti e l'orologio atomico all'idrogeno PHM, che garantisce una precisione nel rilevamento della posizione mai ottenuta prima.

Se tutto procede secondo i piani, il sistema Galileo diventerà interamente operativo entro il 2020.

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