Il rover si chiamerà ETNA (Exploration Technology for Navigation & Autonomy)

13 Luglio 2026

Il programma “Universal Locomotion System” (ULS), interamente finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e condotto da Thales Alenia Space con il contributo di Leonardo, IIT, ALTEC, Aiko, Politecnico di Torino e Volta Structural Energy, sta ampliando i confini dell’esplorazione robotica lunare. Unendo mobilità d’avanguardia, navigazione autonoma e una piattaforma aperta e modulare per i payload, ULS non è solo un rover: è un laboratorio italiano dedicato allo sviluppo e alla validazione delle tecnologie abilitanti per la mobilità e l’esplorazione lunare.

Il rover si chiamerà ETNA (Exploration Technology for Navigation & Autonomy) il nome è stato scelto attraverso un sondaggio su Instagram, che ha visto una partecipazione molto ampia.

Dopo il successo della prima fase di validazione nelle strutture di ALTEC a Torino, sono state confermate le capacità del rover in scenari controllati. Sono stati verificati l’interazione con terreni analoghi a quelli lunari e marziani, con test di trazione e stabilità, l’efficacia delle diverse modalità di guida, dalla navigazione autonoma alla teleoperazione manuale per le manovre logistiche e l’affidabilità degli algoritmi di localizzazione, mappatura, pianificazione e selezione autonoma delle manovre. Sono state inoltre validate le performance del sottosistema elettrico di potenza e distribuzione, insieme all’interfaccia operativa per il controllo e il monitoraggio in tempo reale.

Nel corso del mese di luglio il rover si trasferirà sul Monte Etna, dove il paesaggio vulcanico, le pendenze ripide, il substrato granulare e l’assenza di vegetazione replicano fedelmente le condizioni ambientali e le sfide operative che un veicolo autonomo dovrà affrontare sulla superficie lunare. Oltre al consolidamento delle prestazioni di mobilità e al test di riconfigurazione in caso di guasti simulati, come il malfunzionamento software di ruote o sterzi, la campagna dedicherà ampio spazio alla dimostrazione operativa dei payload a bordo. Tra le attività previste, la raccolta di regolite simulerà il ciclo completo di prelievo, controllo e rilascio del suolo, a supporto delle future operazioni di In-Situ Resource Utilization. Un drone autonomo con intelligenza artificiale a bordo verrà rilasciato per la sorveglianza del terreno e la classificazione automatica di rocce, crateri e percorsi sicuri, trasmettendo i dati al centro di controllo. Verranno testati anche il docking e la ricarica automatica, tramite allineamento e collegamento autonomo a una stazione di alimentazione fissa, una  tecnologia fondamentale per missioni prolungate senza interventi umani e il dispiegamento di infrastrutture, con la posa di cavi per reti di comunicazione sul suolo e il rilascio a intervalli regolari di payload standardizzati, per simulare la creazione di basi scientifiche o punti di riferimento.

I dati raccolti alimenteranno direttamente lo sviluppo di rover di prossima generazione, con un focus particolare su sospensioni attive e trazione adattiva per terreni instabili e pendenze critiche, batterie strutturali ad alta densità che integrano supporto meccanico e accumulo energetico, architetture software modulari e sicure per aggiornamenti in volo e gestione isolata dei payload, sistemi di guida autonoma ibrida ottimizzati per la gestione delle latenze di comunicazione Terra-Luna, ed elaborazione Edge AI a bordo per ridurre il carico telemetrico e garantire tempi di reazione in tempo reale.

L’obiettivo è integrare esperimenti e prototipi esterni per testare tecnologie innovative in ambiente estremo, aprendo la ricerca a nuovi partner e accelerando il trasferimento tecnologico verso la prossima era dell’esplorazione lunare.

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