Il 2 giugno 1946 donne e uomini dell’Italia del dopoguerra furono chiamati al voto per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente. Fu l’affermazione di un nuovo patto civile ispirato ai principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e pari opportunità, conquistato grazie al voto di circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini che determinarono la nascita della Repubblica Italiana.
La scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dei padri costituenti avviò un processo di cambiamento profondo e irreversibile della società italiana e il 1° gennaio 1948 entrò in vigore la Carta costituzionale, che ancora oggi sigilla quel nuovo patto civile.
La lucida volontà d’impedire nuove derive autoritarie e una nuova visione di stato civile e democratico, spinsero i padri costituenti a riporre nei 139 articoli che compongono la Carta costituzionale, alcune fondamentali norme prescrittive sui diritti e doveri dei cittadini, sulla libertà di pensiero e d’insegnamento, le tutele a protezione della popolazione più debole e, tra gli altri, il principio delle pari opportunità per tutte le persone.
Festeggiare la Repubblica italiana oggi, a ottanta anni dal voto referendario, significa riconoscere in quel voto i primi passi del percorso vissuto dall’Italia repubblicana e democratica: un Paese che è cresciuto e si è affermato come una delle grandi potenze economiche, grazie anche alla voglia di riscatto per dimostrare le capacità e l’ingegno tutti italiani; un contesto dove la partecipazione democratica di donne e uomini al processo di sviluppo e progresso hanno permesso il raggiungimento di traguardi ambiziosi.
L’Italia dello spazio è un esempio tra gli altri: anche in questo ambito, il Paese ha saputo conquistare mete nemmeno immaginabili nel 1946. Oggi, l’Italia è tra i primi tre paesi contributori dell’Agenzia Spaziale Europea e viene riconosciuta come partner affidabile in prestigiose collaborazioni internazionali, garantendo alla filiera nazionale delle industrie e della ricerca le condizioni per consolidare e migliorare le posizioni finora conquistate, all’ombra delle garanzie di quel patto civile sancito con il voto referendario del 2 giugno del 1946 e al servizio della collettività, della crescita del Paese e delle future generazioni.
Immagine in apertura: Fiore Quatrini




