Si sono concluse le due giornate del workshop 40 ANNI DI TELERILEVAMENTO IN ITALIA: giugno dalle -prime immagini satellitari alle nuove frontiere della GeoAI - Dati, Prodotti, Servizi EO organizzato da ENEA Bologna e AIT (Associazione Italiana di Telerilevamento) il 17 e 18 giugno presso l'Oratorio San Filippo Neri di Bologna.

Il workshop ha tracciato l'evoluzione dell'Osservazione della Terra nel Paese, evidenziando il passaggio dalla gestione dei primi dati satellitari alle moderne applicazioni di GeoAI e intelligenza artificiale. L’evento è stato una celebrazione dei quattro decenni di evoluzione delle tecnologie per l'Osservazione della Terra nel nostro Paese, sottolineando il ruolo cruciale del telerilevamento in ambito ambientale, geologico e agricolo, sottolineando la sinergia tra ricerca pubblica e industria aerospaziale e riunendo la comunità scientifica, le istituzioni e le aziende del settore spaziale e tra i partecipanti non poteva mancare l’Agenzia Spaziale Italiana.
Il coinvolgimento dell'Agenzia Spaziale Italiana si è articolato attraverso sessioni focalizzate sull'innovazione tecnologica e sull'evoluzione delle competenze nel settore aerospaziale. L'Agenzia Spaziale Italiana ha partecipato attivamente al Workshop Tematico ENEA-AIT 2026 di Bologna, offrendo contributi sia a livello istituzionale che scientifico. Maria Virelli, COSMO-SkyMed Mission Manager ha illustrato l’evoluzione della Costellazione COSMO-SkyMed presentando gli aggiornamenti operativi della costellazione dopo il successo del recente lancio (avvenuto a inizio anno, il 3 gennaio 2026) del terzo satellite di Seconda Generazione, il COSMO-SkyMed CSG-FM3. L’ASI ha contribuito con un ulteriore intervento presentato da Maria Libera Battagliere all'interno della sessione "WIA-E Rome Regional Network: Diversità e Innovazione, una leva strategica per il settore spaziale", promossa dal network Women in Aerospace Europe (WIA-E) Rome.
La presenza dell'ASI a Bologna sottolinea l'importanza della cooperazione tra gli enti di ricerca nazionali e le università per trasformare il dato acquisito dai satelliti in servizi di utilità pubblica e commerciale.




