Il satellite del programma europeo Copernicus è stato portato nello spazio dal lanciatore Vega, che conclude con successo la sua carriera ultradecennale

05 Settembre 2024

Cresce la squadra delle ‘sentinelle’ che vegliano sulla salute del nostro pianeta: è partito Sentinel-2C, nuovo componente della costellazione Sentinel-2 che fa parte di Copernicus, programma europeo di Osservazione della Terra.

Il satellite, dopo il rinvio di un giorno rispetto alla data prevista, è stato lanciato dallo spazioporto di Kourou in Guyana francese il 5 settembre 2024 alle 3:50 italiane (le ore 22:50 locali del 4 settembre) e si è separato dal lanciatore verso le 4:48 italiane. Alle 5:02 l'ESA ha ricevuto il segnale tanto atteso: Sentinel-2C era in orbita, in sicurezza.

La nuova 'sentinella' ha viaggiato a bordo del lanciatore Vega, alla sua ultima performance dopo oltre 12 anni di attività. Sentinel-2C sostituirà il ‘collega’ 2A della costellazione e, successivamente, l’esemplare 2D rimpiazzerà il predecessore 2B. In questo modo, la costellazione Sentinel-2 sarà rinnovata garantendo la continuità delle operazioni di osservazione. La missione, infatti, prevede che due satelliti identici volino sulla stessa orbita, ma separati da 180° in modo da coprire tutte le terre emerse e le acque costiere ogni cinque giorni.

I Sentinel-2, i cui primi componenti sono stati lanciati nel 2015 e nel 2017, sono collocati a un’altitudine di 786 chilometri e sono dotati di strumenti ad alta risoluzione in grado di coprire 13 bande spettrali. Questi satelliti, progettati inizialmente per osservare il territorio, sono utilizzati per un’ampia gamma di applicazioni che riguardano, tra l’altro, il controllo delle coste e della qualità delle acque e il monitoraggio dei disastri naturali, della deforestazione e delle emissioni di metano.

“A dodici anni di distanza, oggi il razzo Vega ci saluta e lascia il campo alle future versioni già pronte che molto presto saliranno sulla rampa di lancio - ha dichiaro Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana - Il piccolo lanciatore è diventato un sistema di lancio maturo e ciò ha aperto la strada al posizionamento di nuove classi di satelliti in orbita bassa. Grazie al contributo dell’Italia, Avio in particolare, abbiamo dato all’Europa una capacità che nel 2012 sembrava una sfida ardua. Ora il mercato dei medi e piccoli satelliti è una realtà avvolgente e in forte espansione. Il lancio odierno si corona con la messa in orbita di Sentinel-2C del programma europeo Copernicus, cui l’Italia contribuisce in modo sostanziale. Un arrivo che segna un passo nella capacità di osservare la Terra con la fornitura di informazioni vitali per il monitoraggio di molte risorse del nostro pianeta. La nuova Sentinella rafforzerà le attività dei due gemelli già in orbita. Le immagini multispettrali che riceveremo ci permetteranno di avere dati essenziali per monitorare parti anche remote della Terra, supportare una agricoltura di precisione e molto altro ancora. L’Europa oggi è sempre più protagonista, anche grazie all’integrazione con i sistemi satellitari italiani, nella fornitura di dati straordinari per la gestione della sostenibilità e delle risorse dell’intero globo”.

Sentinel-2C, giunto a Kourou lo scorso 18 luglio, è stato sottoposto a una serie di test e poi collocato all’interno di Vega. Con questo lancio, denominato Vv24, Vega ha concluso la sua carriera che aveva preso il via il 13 febbraio 2012: dal volo inaugurale in poi, il vettore ha condotto nello spazio oltre 100 missioni, sia guidate da istituzioni europee che di carattere commerciale.

Vega, ideato per portare satelliti di piccole e medie dimensioni in orbita bassa, è costituito da quattro stadi: i primi tre con propulsione solida, mentre il quarto utilizza quella liquida. Il lanciatore, gestito dall’Esa, è stato progettato dall’italiana Avio, che ne è il prime contractor, ed è operato da Arianespace. Il testimone di Vega passerà poi alla sua nuova versione, Vega-C.

 

In alto: elaborazione artistica del lancio del satellite Sentinel-2C (Crediti: Esa - J. Huart) 

In basso: la partenza del Vega (Crediti: ESA-CNES-ARIANESPACE/Optique vidéo du CSG–S. Martin) 

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