L’Italia al centro del dibattito internazionale sull’uso dello Spazio a supporto della sostenibilità: firmati accordo e contratto per ospitare nel capoluogo lombardo la 75esima edizione dell’International Astronautica Congress  (IAC) del 2024

15 Luglio 2022

Una vista mozzafiato dal 39esimo piano di Palazzo Lombardia è stato lo sfondo per la firma delle intese per ospitare a Milano lo IAC24. La cerimonia ha visto una duplice firma: il contratto tra la Federazione Astronautica Internazionale (IAF) e l’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica (AIDAA), incaricata di organizzare l’evento a Milano dall’ 11 al 18 ottobre 2024 e la lettera di intenti che impegna l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Leonardo a supportare AIDAA nell’organizzazione dell’evento.

Gli accordi sono stati firmati dalla presidentessa di IAF, Pascale Ehrenfreund e dal presidente di AIDAA, Erasmo Carrera, mentre la lettera di intenti è stata sottoscritta dal presidente Giorgio Saccoccia per ASI e dall’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo.

Il 75° Congresso Astronautico Internazionale (IAC), la più importante manifestazione mondiale nel settore dello Spazio, è in programma tra due anni e porterà a Milano oltre 8000 esperti del mondo dell’industria, della ricerca e delle istituzioni.

La candidatura di Milano, dichiarata vincitrice a ottobre 2021, è stata promossa da AIDAA, ASI e Leonardo, in rappresentanza rispettivamente del mondo accademico, delle istituzioni e dell’industria spaziale italiane, e supportata in modo determinante dal Governo italiano e dalle istituzioni locali, in particolare dal Presidente della Regione Lombardia e dal Sindaco di Milano.

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e la Presidentessa del Consiglio Comunale di Milano, Elena Buscemi, che hanno sottolineato l’importanza del settore nell’economia lombarda e assicurato l’appoggio delle due istituzioni per il successo dell’evento.

Con il motto “Responsible space for sustainability”, IAC 2024 vuole sottolineare l’importanza dello Spazio come “ambiente” da mantenere sicuro, aperto all'esplorazione, all'uso pacifico e alla cooperazione internazionale da parte delle generazioni attuali e future, nell'interesse del Pianeta e di tutti i Paesi, indipendentemente dal loro grado di sviluppo e senza discriminazioni di alcun genere. Con questo auspicio si incontreranno presso il Milano Congress Center (Allianz MiCo), il più grande Centro Congressi d'Europa, agenzie spaziali, aziende, centri di ricerca e associazioni di tutto il mondo, riuniti allo IAC 2024 organizzato con il contributo di AIM Group International.

Oggi in orbita ci sono circa 5000 satelliti operativi, un numero destinato a crescere significativamente nei prossimi anni. Sono sempre più i Paesi e gli attori pubblici e privati protagonisti della Space Economy. L’orbita terrestre è però una risorsa limitata e il suo sovraffollamento porta rischi in termini di sicurezza, di inquinamento luminoso e di disponibilità dei dati e dei servizi messi a disposizione dalle tecnologie spaziali. Economia, industria, agricoltura, trasporti, energia, finanza, sviluppo urbano, comunicazioni, monitoraggio ambientale, sicurezza: i sistemi spaziali costituiscono uno strumento fondamentale per un futuro più digitale, verde e sostenibile, e sono vitali per il funzionamento della società, per l'economia e il commercio globali.

La sfida dell’uso responsabile dello Spazio per la sostenibilità vede in prima fila l’Italia, tra i pochi Paesi al mondo a disporre di una filiera completa nella Space economy: dalla manifattura, passando per lo sviluppo di nuove applicazioni e la gestione dei servizi satellitari fino ai sistemi di propulsione e lancio.

Competenze espresse dal mondo della ricerca e da aziende di ogni dimensione, dalle start-up e le PMI fino alla grande industria, che hanno supportato le istituzioni nell’impegno  verso la candidatura di Milano che si prepara da oggi alle successive azioni organizzative.

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Avanzano le attività del Task 1100.2, dedicate all’avanzamento del Technology Readiness Level dei “core payload” ‣

ASI - Agenzia Spaziale Italiana

Il WP-1100 di EMM è dedicato al management scientifico del progetto. Nell’ambito del Task 1100.2, di propria competenza, ASI ha predisposto e avviato attività finalizzate all’innalzamento del Technology Readiness Level (TRL) dei “core payload” (P/Ls) dell’infrastruttura lunare LAORIE, sviluppata nel WP-1330 di EMM.

Il 16 marzo si è conclusa con successo la prima review del contratto “Innalzamento del Livello Tecnologico degli Strumenti Scientifici del progetto Earth-Moon-Mars (EMM) – Lotto 3: Payload LETO” (CUP C53C22000870006; CIG A020D9BF1B), stipulato tra ASI e Thales Alenia Space Italia S.p.a. Il contratto riguarda la progettazione e realizzazione di dimostratori relativi ad alcune delle principali tecnologie critiche dello strumento Lunar Earth Temperature Observatory (LETO). LETO, ideato da CNR-INO — che ne ha realizzato un modello di banco ottico nell’ambito del WP-1420 — è uno spettro-radiometro infrarosso destinato al monitoraggio continuo della temperatura terrestre osservata dalla Luna. La conclusione positiva della prima review segna il completamento della fase progettuale finanziata con fondi PNRR di EMM, dedicata allo sviluppo dei dimostratori. Il contratto proseguirà ora con una seconda fase, finalizzata alla loro realizzazione, finanziata da ASI mediante una diversa fonte, garantendo così la continuità e la sostenibilità dell’investimento avviato con EMM.

Parallelamente, il 13 marzo è stato sottoscritto il contratto tra ASI e il RTI composto da Thales Alenia Space Italia S.p.a., Microchannel Devices S.r.l. e Kirana S.r.l. per l’attività “Innalzamento del livello tecnologico degli strumenti scientifici del progetto Earth-Moon-Mars (EMM): Payload Lunar Electromagnetic Monitor in X-rays (LEM-X)” (CUP C53C22000870006; CIG B7BC56C4CC). L’attività, avviata anticipatamente il 19 dicembre u.s. ai sensi dell’art. 17, commi 8 e 9 del d.lgs. n. 36/2023, è finalizzata alla progettazione e realizzazione di dimostratori per LEM-X. LEM-X è un all-sky monitor modulare per raggi X, basato sulla tecnica della maschera codificata, ideato da INAF-IAPS, che ne ha sviluppato il detector nell’ambito del WP-1410 di EMM. Le attività contrattuali sono concentrate sull’ottimizzazione dei processi di realizzazione della maschera codificata in tungsteno e sulla progettazione e sviluppo di modelli ingegneristici della maschera stessa, della struttura meccanica dello strumento, dello schermo protettivo contro i micrometeoriti e dell’elettronica di back-end. Anche questo contratto è articolato in due fasi: una prima fase, finanziata con fondi PNRR di EMM, con conclusione prevista entro aprile 2025; una seconda fase, che si estenderà fino ad agosto 2027, finanziata tramite ulteriori risorse messe a disposizione da ASI.

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