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Rosetta, rendez-vous con la Storia

Per la prima volta un veicolo spaziale incontra una cometa: la sonda ESA dal 'cuore italiano' entra nell'orbita di 67P Churyumov-Gerasimenko e apre un nuovo capitolo nell'esplorazione del sistema solare

La conferma è arrivata intorno alle 11:30, ora italiana: dopo 10 anni di viaggio nel profondo del Sistema Solare - passati per quasi un terzo in 'ibernazione' - e a sette mesi dal suo risveglioRosetta è finalmente "entrata nell'orbita" della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko. 'Centrando' un minuscolo corpo di roccia e ghiaccio (appena 4 km il nucleo) dopo aver 'macinato' miliardi di km all'interno del sistema solare.

Nessun oggetto spaziale costruito dall'uomo era mai riuscito ad 'agganciare' una cometa: nel 1986 la sonda Giotto era arrivata a 560 km di distanza dalla cometa di Halley, questa volta Rosetta è quasi sei volte più vicina (100 km) e, soprattutto, è lì per restarci.

Adesso la piccola-grande sonda ESA dal cuore italiano e la sua cometa si trovano a circa 405 milioni di km dal pianeta Terra, più o meno a metà strada tra le orbite di Giove e di Marte, e hanno incominciato la loro corsa insieme verso il Sole, lanciate alla velocità di 55mila km orari.   

Lo straordinario avvenimento è stato seguito in diretta dal centro ESA-ESOC di Darmstadt, con un evento e la trasmissione live del 'rendez-vous, alla presenza dei massimi vertici di tutte le organizzazioni coinvolte. Tra gli altri, il Direttore generale di ESA Jean-Jacques Dordain, il presidente del Cda dell'Agenzia spaziale tedesca (DLR) Johann-Dietrich Worner, il presidente dell'Agenzia spaziale francese (CNES) Jean-Yves Le Gall e il presidente dell'Agenzia spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston.

"Dopo dieci anni, cinque mesi e quattro giorni - ha commentato a caldo Dordain - possiamo finalmente dire: ci siamo! Adesso può cominciare l'esplorazione delle nostre origini".

"E' stato come provare a lanciare un grano di sabbia da Darsmtad fino a Roma, colpendo un atomo" ha detto Battiston durante il suo intervento. "E questo è stato possibile  - ha aggiunto - grazie allo sforzo congiunto dell’Europa e all’appoggio dell’Italia, che ha fortemente contribuito alla missione e alla sua parte scientifica. Voglio ringraziare l’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, il Politecnico di Milano, l'Università di Padova e la Parthenope di Napoli  ma anche Thales Alenia Space che ha contribuito per la parte industriale".

Il presidente dell'ASI ha poi rivolto un ricordo particolarmente sentito, ed applaudito dalla platea, alla professoressa Angioletta Coradini, scomparsa quesi tre anni fa,  "cui la comunità della planetologia deve molto" e che ha dato un contributo fondamentale a Rosetta progettando e sviluppando lo strumento Virtis

Quella di oggi è solo l'ultima di una serie di dieci manovre cominciate a maggio per regolare la velocità e la traiettoria di Rosetta adattandosi gradualmente a quelle della cometa (manovre di ‘aggiustamento’ che continueranno per mantenersi nell’orbita ‘artificiale’ di 67P Churyumov-Gerasimenko): se solo una di queste non fosse riuscita perfettamente, l’intera missione sarebbe fallita.

"Abbiamo fatto una strada straordinariamente lunga da quando l’idea di questa missione è stata discussa alla fine degli anni Settanta e poi approvata nel 1993 - spiega Alvaro Giménez, Direttore dell’esplorazione Robotica di ESA - e ora siamo pronti a riscrivere quel che sappiamo delle comete per i decenni a venire".

Nelle prossime settimane Rosetta si avvicinerà sempre di più alla sua cometa (qui a destra ritratta in uno degli ultimi ‘scatti’ di Osiris) fino a dimezzare l’attuale distanza e comincerà a disegnarne una mappa dettagliata, indispensabile per decidere su quale punto della superficie della cometa avverrà il prossimo grande evento della missione: il rilascio e l’atterraggio del lander Philae, in calendario per l’11 novembre prossimo.

"A fine agosto – spiega Enrico Flamini, Chief Scientist di ASI, direttamente coinvolta nella selezione dei potenziali ‘siti di sbarco’ – ci sarà un primo meeting per l’individuazione di una rosa di cinque possibili siti, tra i quali a metà settembre ne saranno comunque scelti due, e non uno solo, per avere a disposizione un’alternativa d’emergenza”.

Lanciata il 2 marzo 2004 da Kourou, nella Gujana Francese, Rosetta ha percorso finora più di 6.000 milioni di kilometri. Nel suo percorso si contano diversi “incontri”: la sonda ha sfruttato l’effetto “fionda gravitazionale” una volta attorno a Marte e tre volte attorno alla Terra e ha effettuato due fly-by con gli asteroidi Steins e Lutetia rispettivamente nel 2008 e nel 2010

Rosetta è stata posta poi in stato di 'ibernazione' per ben 31 mesi: per la parte più lontana dal Sole, quando ha viaggiato verso l’orbita di Giove dove i suoi pannelli solari non potevano garantire sufficiente energia per gli strumenti ed apparati di bordo. Si è poi svegliata automaticamente, comandata da un suo orologio interno e senza segnali provenienti dalla Terra, il 20 gennaio scorso. 

Dopo il risveglio, Rosetta ha proseguito l’avventura alla volta della tappa finale e principale del suo epico viaggio: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che ha raggiunto oggi - 'enterando' nella sua orbita - e che scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015, con l’obiettivo di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle sue caratteristiche. Per farlo azzarderà una impresa mai tentata prima: il rilascio di un lander. Philae che, lo ripetiamo, atterrerà sulla superficie della cometa il prossimo novembre.

Rosetta è una missione dell’ESA con contributi dei suoi stati membri e della NASA. Il lander Philae è stato sviluppato da un consorzio internazionale a guida di DLRMPSCNES e ASI. La partecipazione italiana alla missione consiste in tre strumenti scientifici a bordo dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) sotto la responsabilità scientifica dell’IAPS (INAF Roma), GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) sotto la responsabilità scientifica dell’Università Parthenope di Napoli, e la WAC (Wide Angle Camera) di OSIRIS (Optical Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System) sotto la responsabilità scientifica dell'Università di Padova. A bordo del lander, è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni SD2 (Sampler Drill & Distribution), sotto la responsabilità scientifica del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari.

                    credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

                     credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team  MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)