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Rosetta ci regala il risveglio della sua cometa

Ufficialmente terminata la fase di 'commissioning', tutti gli strumenti del lander e della sonda sono adesso pienamente operativi. E la camera OSIRIS festeggia con una straordinaria sequenza di 67P/Churyumov-Gerasimenko

Raccolti gli ultimi ‘go’ definitivi, il team di missione ha finalmente dato la mattina del 14 maggio l’annuncio ufficiale che tutti attendevano: ogni sottosistema e ciascun strumento scientifico della ‘cacciatrice di comete’ Rosetta - da quelli dell’orbiter a quelli del lander Philae - ha superato indenne il lungo periodo di ibernazione ed è pienamente operativo e pronto ad entrare nel ‘vivo’ dei propri compiti.

Lo switch-on completo era in realtà stato ultimato con successo già alla fine di aprile, ma mancava la completa analisi dei dati e non era quindi possibile dichiarare ufficialmente ultimata la fase di 'commissioning'.

“Un paio di strumenti sembravano all’inizio leggermente ‘assonnati’ – ha dichiarato il mission manager Fred Jansen -  ma siamo molto soddisfatti, e anche sollevati,  nel prendere atto che ora sono tutti in buone condizioni e perfettamente funzionanti, pronti ad analizzare la cometa e il suo ambiente”.

Intanto  OSIRIS festeggia a modo suo la fine del commissioning. Grazie al suo vigilissimo occhio, la camera costruita da un consorzio europeo finanziato da Germania (DLR), Francia (CNES), Italia (ASI), Spagna (MEC) e Svezia (SNSB), di cui fanno parte il tedesco Max Planck Institute e per l’Italia la CISAS, Universita’ di Padova, la sonda ROSETTA ha potuto infatti osservare il momento esatto in cui nasce una cometa. Regalandoci una straordinaria sequenza di immagini, allegate in calce a questo articolo (qui a destra un esempio in bassa risoluzione). 

La sequenza è stata realizzata tra il 24 marzo e il 4 maggio, quando la sonda stava riducendo la distanza dalla cometa da 5 a 2 millioni di km. Mostra chiaramente come la "chioma" (o, meglio, l'alone luminsecente) che circonda 67P/Churyumov-Gerasimenko sembri nascere dal nulla. Negli ultimi fotogrammi si estende per oltre 1300 Km, circondando in modo evidente il nucleo solido, che è largo appena 4km.Così, ad un milione e mezzo di km di distanza dalla sua ‘meta’, Rosetta entra nella sua piena operatività. “Volendo passare per un’analogia sportiva” – commenta Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'ASI – finita la preparazione atletica e completato il riscaldamento dopo l’ibernazione, siamo pronti per scendere in campo ed iniziare la partita: grazie a queste immagini è quel campo di gioco che stiamo incominciando a conoscere”.

"La soddisfazione è grande, soprattutto nella comunità scientifica in cui crescono le aspettative - commenta  Mario Salatti, co-project manager del lander Philae - ma occorre ricordare che altri decisivi passi devono ancora essere fatti perché la missione abbia successo. E’ iniziata, infatti, la delicatissima  “fase di incontro”, costellata da 10 manovre per un deltaV totale di 775 m/s, necessarie perché la sonda si affianchi alla cometa e da lì la accompagni nel suo viaggio di avvicinamento al sole".