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New Horizons, segnale ricevuto

Il contatto alle 2.53 (ora italiana) da una distanza di quasi 5 miliardi di km. Il 14 luglio lo storico rendez-vous della sonda con Plutone

E’ arrivato puntualmente all’antenna del Deep Space Network della NASA, situata vicino a Madrid, e ha confermato al suo team di scienziati di essere in ottima forma. Stiamo parlando del segnale che, dopo quasi 22 ore di attesa, la sonda New Horizons ha inviato dai confini del Sitema Solare alla stazione di terra alle 2.53 (ora italiana) del 15 luglio

New Horizons, che vanta il record di essere la prima sonda ad aver raggiunto Plutone ad una distanza così ravvicinata, ha rotto il silenzio la notte scorsa dopo una lunga pausa dovuta al compito da svolgere, ovvero la raccolta di dati scientifici e immagini di Plutone e delle sue cinque lune. 

L’attesa del segnale ha tenuto il team di New Horizons con il fiato sospeso in quanto la sonda, nonostante fosse dotata di protezioni, aveva attraversato ad una velocità molto elevata una zona dove sono presenti numerosi corpi celesti di natura rocciosa. 

Le prime immagini ravvicinate di Plutone e delle sue lune sono attese nella giornata di oggi. "Plutone - ha commentato il presidente dell'ASI Roberto Battiston - ha avuto una vita travagliata dalla sua scoperta perché prima fu classificato pianeta, poi pianeta nano perché troppo piccolo e, solo in seguito, fu scoperta la sua luna più grande, Caronte. Questa missione - conclude Battiston - potrebbe aprire nuovi scenari. Dopo Plutone ci sono solo due fasce di asteroidi, di cui una molto lontana dal Sole. Ora siamo in attesa di capire cosa ci racconterà". 



New Horizons, partita il 19 gennaio 2006 da Cape Canaveral, ha raggiunto il pianeta nano dopo un viaggio di 4,9 miliardi di km durato oltre 9 anni. Lo storico flyby con Plutone, ad una distanza di soli 12.500 km,  è avvenuto il 14 luglio alle 13.49 (ora italiana), segnando un nuovo traguardo nell’esplorazione planetaria.  

Durante il rendez-vous la sonda è stata impegnata con i suoi sette strumenti scientifici per scattare fotografie al pianeta nano e alle sue lune, mapparne la superficie e analizzarne la composizione chimica.

Plutone presenta infatti sulla sua superficie alcune particolari strutture, una a forma di cuore e quattro grandi macchie scure ubicate alla stessa distanza fra loro, che hanno destato notevole curiosità. 

Inoltre, il pianeta nano si trova in una zona di "confine" del Sistema Solare ritenuta di particolare interesse, la "fascia di Kuiper", gremita da corpi ghiacciati di svariate dimensioni. Un altro elemento di grande rilievo di Plutone è rappresentato dal fatto che con la sua luna Caronte costituisce un sistema binario in quanto i due corpi, benché posti ad una distanza di 19.636 km, girano intorno ad un punto di gravità comune.

Il grande entusiasmo destato dalla missione New Horizons ha riacceso l’interesse del grande pubblico per il pianeta nano che, in base agli ultimi dati della sonda, risulta essere un po’ più grande di quello che si riteneva: il diametro infatti è stato ricalcolato in circa 2.370 km, rendendolo quindi il corpo celeste più grande nella “fascia di Kuiper”. E alla luce di queste misurazioni c’è anche chi sui social network sta chiedendo di restituire a Plutone lo status di nono pianeta del Sistema Solare.