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CONVEGNO

LISA Pathfinder, un bilancio

A Trento in questi giorni il ritrovo degli scienziati che hanno partecipato alla missione spaziale apripista a caccia delle onde gravitazionali. Un evento per ripercorrere un decennio di esplorazione scientifica nell’universo, aspettando la costruzione dell’osservatorio spaziale LISA

Gli scienziati della collaborazione internazionale Lisa Pathfinder si sono dati appuntamento in questi giorni a Trento per festeggiare il successo della missione che ha mandato in orbita il primo osservatorio spaziale per onde gravitazionali. 

Promosso congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Europea, dall’Agenzia Spaziale Italiana, dall’ l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dall’Università di Trento e dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento, è stato anche per riflettere sui risultati scientifici raggiunti in questi anni.

 

La missione LISA Pathfinder dell’Agenzia spaziale europea (ESA), lanciata a dicembre 2015 e conclusasi a giugno dello scorso anno, ha permesso di aprire una nuova strada all’esplorazione dell’universo. Ha messo alla prova il concetto di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio, dimostrando che è possibile controllare e misurare con una precisione altissima il movimento di due masse di prova (in lega d’oro e platino) in una caduta libera gravitazionale quasi perfetta.

LISA Pathfinder ha così preparato il terreno per la costruzione del vero e proprio osservatorio spaziale LISA (Laser Interferometer Space Antenna), il cui lancio in orbita è previsto nel 2034. Un nuovo ambizioso obiettivo che l’ESA ha previsto fra le tre missioni di più vasta scala nel suo programma di sviluppo (Cosmic Vision) del prossimo ventennio.

 

Una missione corale: LISA Pathfinder si è sviluppata infatti grazie alla collaborazione tra le agenzie spaziali di Italia, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito, con la Nasa e il coordinamento dell’ESA. La fase finale di operazioni per LISA Pathfinder si concluderà ufficialmente a fine 2018 ma i preziosi dati scientifici che ha prodotto saranno analizzati e sfruttati per molto tempo ancora.

Scienziati, ingegneri e studenti da istituzioni e centri di ricerca da tutto il mondo, che hanno preso parte al progetto, sono riuniti da ieri e fino a domani al Museo di Scienze per rivedere insieme i dati e il loro impatto sulla prossima missione LISA. Per questo incontro è stata scelta la città di Trento, e non a caso, dato il ruolo di primo piano che l’Ateneo trentino – in stretta sinergia con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Agenzia Spaziale Italiana – ha avuto nella missione con il lavoro svolto dal principal investigator Stefano Vitale e dal Gruppo di Gravitazione sperimentale che ha realizzato i sensori inerziali.