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Il Bel Paese “beautiful mind” dell’Astrofisica

Quattro gli italiani premiati in questo particolare campo secondo l'ulltimo report stilato dall’Istituto Thomson-Reuters. Tra questi, Paolo Giommi dell’ASI Science Data Center

"Fra le migliori e più brillanti menti scientifiche del nostro tempo" si contano quelle di 55 ricercatori italiani, tra cui 5 donne; inoltre nello specifico campo dell'Astrofisica il Bel Paese può vantare ben 4 nomi: è quanto si legge sull'ultimo report  dell'istituto di ricerca Thomson-Reuters, che periodicamente stila e diffonde la classifica delle 'beautiful minds' di tutto il mondo.

"La scienza e l'innovazione - ha dichiarato in occasione della presentazione della ricerca il presidente di 'Thomson-Reuters IP & Science' Basil Moftah - sono i driver del nostro domani e queste persone stanno facendo prendere vita al futuro".

I quattro gli italiani al vertice della ricerca astrofisica mondiale sono: Paolo Giommi, responsabile dell’ASI Science Data Center (ASDC) dell’Agenzia Spaziale Italiana, Patrizia Caraveo, direttore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano dell'INAF, Andrea Cimatti, Professore Ordinario dell'Università di Bologna e associato INAF, Alvio Renzini dell'Osservatorio Astronomico di Padova dell’INAF, adesso in pensione (l’unico presente nella classifica precedente, pubblicata nel 2001).

“Questo risultato -  ha sottolineato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston -  conferma quanto l'astrofisica italiana sia un'eccellenza scientifica a livello mondiale. Ed è anche un importante riconoscimento del ruolo svolto dall’ASI Science Data Center (ASDC), per il quale lavorano circa 40 ricercatori di INAF e INFN, dedicato alla fornitura di prodotti e servizi per la comunità scientifica, che riguardano in particolare l’archiviazione e l’elaborazione dei dati relativi alle missioni spaziali di Osservazione dell'Universo”.

Per compilare la prestigiosa classifica, quest’anno Thomson-Reuters ha voluto modificare le modalità di analisi in modo da non penalizzare i ricercatori più giovani. L’istituto si è basato su due parametri, pubblicazioni scientifiche e citazioni, in modo da attestare non solo il numero di articoli pubblicati, ma anche l’importanza per le ricerche del settore. Seguendo questa procedura, Thomson-Reuters ha selezionato circa 3200 scienziati divisi in 21 campi di ricerca. Tra gli Highly Cited Researchers, 55 hanno una affiliazione italiana, si tratta di meno del 2% del totale, ma la percentuale non è uguale in tutti i campi: nella Space Science, per esempio, si arriva a circa il 4%. La rosa dei quattro astrofisici top del nostro Paese  compaiono proprio nella sezione Space Science del report.