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GOCE è in orbita

Perfettamente riuscito il lancio del satellite ESA. I commenti del Ministro Gelmini e del Commissario Saggese

E' partito alle 15 e 21 (ora italiana)  GOCE (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer) il primo della serie di satelliti dell'Agenzia spaziale europea dedicati all’esplorazione della Terra, Earth Explorer. La partenza della sonda, a bordo del lanciatore Rockot, è avvenuta dallo spazioporto di Plesetsk, a circa 800 chilometri a nord di Mosca. Un pieno successo, quindi dopo che ieri un primo tentativo di lancio si era fermato a 7 secondi dal liftoff di una anomalia alla torre di lancio.  Il satellite ha raggiunto regolarmente la sua orbita, e il suo segnale è stato acquisito dalla stazione di terra poco prima delle 17.

 

“A nome dell’ASI, esprimo la mia grande soddisfazione per il successo del lancio di GOCE, un satellite altamente innovativo dal punto di vista tecnologico che conferma ancora una volta il livello di assoluta eccellenza del settore aerospaziale italiano, che nella sua realizzazione ha avuto il ruolo di prime contractor” è il commento del Commissario Straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana Enrico Saggese. “L’osservazione della Terra è ormai una delle applicazioni spaziali più rilevanti, un settore peraltro in cui l’Italia è presente e all’avanguardia con sistemi come COSMO-SkyMed”.

 

Soddisfazione è stata espressa anche da parte del Ministro per l'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, in un messaggio video inviato agli ospiti del centro ESA/ESRIN di Frascati, dove il lancio è stato seguito in diretta. “Come Ministro italiano della ricerca sono felice che il lancio di questo satellite avvenga grazie all’impegno di una azienda italiana, Thales Alenia Space. Al tempo stesso, come Presidente di turno della Ministeriale dell’ESA mi complimento per l’impegno di tutti i Paesi membri per questa missione, così come per la missione GMES, un altro fondamentale progetto per l’osservazione della Terra. Ora attendiamo il summit del G8 di giugno che sarà un’ulteriore occasione per parlare delle attività spaziali e del loro contributo allo studio e alla protezione dell’ambiente”. 

 

Il saluto del Ministro Mariastella Gelmini

GOCE in dettaglio

Per rendere possibile questa missione, l'ESA insieme a un consorzio di 45 aziende europee guidate da Thales Alenia Space, ha duvuto affrontare una serie di impressionanti sfide tecnologiche. Il satellite, di colore rosso e per questo soprannominato la “Ferrari” dello spazio, a differenza dei precedenti satellite climatici ESA come Envisat è un satellite compatto e rappresenta la nuova politica ESA, che preferisce puntare su satelliti di piccole dimensioni e specializzati su compiti specifici.

 

Lungo cinque metri, pesante una tonnellata e costato complessivamente 340 milioni di euro, GOCE osserverà la Terra volando a una quota insolitamente bassa, appena 250 chilometri dal suolo. Una caratteristica che lo rende il più basso di tutti i satelliti mai lanciati dall’ESA: in questo modo, sarà in grado di misurare le variazioni della forza di gravità della Terra, una tra le principali forze della natura, con una precisione senza precedenti. L’obiettivo della missione è realizzare, nei suoi 20 mesi di missione previsti, la prima mappa ad altissima risoluzione del campo gravitazionale terrestre. O più correttamente, dei campi gravitazionali, al plurale. Sì, perché la forza di gravità generata dal campo gravitazionale terrestre non è la stessa in tutti i punti della superficie del nostro pianeta

 

Se la Terra fosse una sfera perfetta, costituita da una stratificazione di gusci omogenei, il peso di un corpo sarebbe lo stesso in qualsiasi punto della superficie terrestre. In realtà non è così: spostandosi lungo un parallelo, il nostro peso ha piccole variazioni, in dipendenza dalla quota sul livello del mare, dalla presenza o meno di caverne sotto i nostri piedi, di bacini idrici sommersi, dal fatto che ci troviamo sulla terraferma o sugli oceani e così via.

 

Una misura accurata del campo gravitazionale terrestre, come quella che fornirà GOCE, servirà a capire meglio la circolazione oceanica, un fattore determinante per il clima terrestre. Non solo. Le analisi di GOCE permetteranno anche di seguire gli spostamenti delle calotte polari e aiuteranno a capire come e perché si muovono le placche tettoniche, movimenti che sono all’origine di alcuni tipi di terremoti.. Numerose le applicazioni per la geodesia. Sarà infatti possibile stabilire con maggiore precisione l'altezza delle montagne e la conformazione delle terre emerse, elementi preziosi anche in ingegneria civile, per esempio, per la costruzione di opere come ponti, tunnel o strade.
Per assolvere a questi compiti, GOCE è stato attrezzato con strumenti di altissima sensibilità. A bordo del satellite trova posto un gradiometro estremamente preciso, l'Electrostatic Gravity Gradiometer, uno strumento sensibile a variazioni di lunghezza di circa l'un per cento di un Angstrom (circa il diametro di un atomo). Dovrà sentire il campo gravitazione della Terra attraverso un insieme di “masse campione”, che determineranno le variazioni di valore, direzione e verso della accelerazione di gravità. È la prima volta che la tecnologia del gradiometro trova impiego nello spazio.

 


GOCE è un’evoluzione di un altro satellite che con i suoi risultati ha migliorato le nostre conoscenze sulla teoria di gravitazione universale e che a tutt’oggi permette misurazioni precise dello stato del nostro pianeta: l’italiano LAGEOS lanciato dall’ASI in collaborazione con la NASA nel 1991. E il prossimo anno, in occasione del primo lancio di qualifica del vettore VEGA, sarà messo in orbita il piccolo satellite LARES che di LAGEOS è l’erede.