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LA FOTO NEL 2018

Event Horizon, buco nero a 360°

Il telescopio ALMA si è unito ufficialmente alla complessa rete di antenne sparse su tutto il globo che costituiranno il visionario progetto Event Horizons, nato con l’obiettivo di realizzare il primo ritratto di un buco nero

Secondo gli astronomi sarà la foto del secolo. Il ‘modello’ appartiene a una categoria di oggetti che non sono mai stati immortalati neppure dal più potente degli strumenti oggi disponibili: i buchi neri.

 

Per quanto siano tra gli inquilini più studiati del cosmo, gli enigmatici black holes infatti non sono mai stati osservati in maniera diretta. Ma entro un anno avremo il primo ritratto di un buco nero, grazie a un progetto internazionale che sta lavorando per unire una rete di radiotelescopi sparsi su tutto il globo.

 

Stiamo parlando di Event Horizon, impresa titanica nata con l’obiettivo di mettere a punto un algoritmo per aiutare gli astronomi a produrre la prima immagine di un buco nero.

 

E non uno qualunque: a finire sotto le multi-lenti di Event Horizon sarà il supermassiccio Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra dimora galattica.

 

La rete di telescopi prenderà vita nei prossimi mesi, con decine di radio-antenne che saranno attivate sull’intero pianeta e, come un’orchestra affiatata, vibreranno in simultanea per raccogliere enormi quantità di dati direttamente dal cuore della Via Lattea. E realizzare lo scatto più atteso dagli astronomi, previsto per il 2018.

 

Il progetto, coordinato dal Massachusetts Institute of Technology, ha raggiunto questa settimana un traguardo fondamentale con l’ingresso nella squadra del telescopio ALMA in Cile, che contribuirà a realizzare immagini del cosmo a una risoluzione mai vista prima.

 

Una sinergia internazionale che utilizzerà i dati in alta frequenza per ‘bucare’ la spessa cortina spaziale di gas e polveri e riuscire finalmente a sbirciare nel centro della nostra galassia.

 

“L’ingresso di ALMA – commenta Lynn Matthews, tra i responsabili del progetto – ci ha aperto intere nuove possibilità per le osservazioni ad altissima risoluzione, che ci permetteranno di andare molto lontano nello studio dei buchi neri”.

 

Ma l’ambizione di Event Horizon si spingerà anche oltre. “Ad esempio – dice il ricercatore – ci aspettiamo di riuscire a realizzare video dei movimenti dei gas attorno alle stelle che sono ancora nel pieno del loro processo di formazione, o mappare i flussi sprigionati dalle stelle alla fine della loro vita.”