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Buon compleanno, Mars Express

Compie 10 anni la sonda europea che ha dato un fondamentale contributo agli studi sul Pianeta Rosso. Di grande rilievo la partecipazione italiana

Mars Express taglia il brillante traguardo del decimo anno di attività e la comunità scientifica internazionale celebra l’anniversario con un meeting di due giorni (3 e 4 giugno 2013) presso l’ESA-ESOC di Darmstadt (Germania). Ad aprire i festeggiamenti, il 3 giugno, è stata una conferenza stampa in cui è stata presentata la più recente e completa mappa mineralogica di Marte che sintetizza le ultime scoperte sulla storia dell’acqua su Marte e che sarà utilizzata come strumento di supporto per individuare i luoghi di atterraggio della futura missione Exomars. Il 4 giugno invece si terrà un incontro del team scientifico di Mars Express.

"Mars Express ha cambiato la nostra conoscenza dell’evoluzione di Marte nel corso delle ere - racconta Roberto Orosei, INAF-IAPS, Deputy Principal Investigator del radar MARSIS - Questa missione ha fornito la prima evidenza incontrovertibile dell’esistenza di minerali che si formano solo in presenza di acqua liquida e ha rivelato per la prima volta un gas, il metano, che sulla Terra è prodotto soprattutto dall’attività biologica".

"Abbiamo scrutato nel sottosuolo - prosegue Orosei - misurando la quantità di ghiaccio presente nelle calotte polari, ed osservato l’erosione dell’atmosfera da parte del vento solare, un processo che ha contribuito a trasformare il pianeta da un luogo dove esistevano laghi e fiumi all’arido e gelido deserto di oggi".

"Misurata in termini di articoli pubblicati ogni anno - conclude l’esperto dell'INAF-IAPS – la produttività scientifica della missione non accenna a diminuire. Ci auguriamo quindi che Mars Express possa continuare ancora a lungo a darci nuovi dati e farci meravigliare di nuove scoperte.”

'Flexible mission' del programma New Horizon dell’ESA, Mars Express è stata lanciata il 2 giugno del 2003 dal cosmodromo di Baikonur e, dopo circa sei mesi di viaggio, ha raggiunto il Pianeta Rosso il 25 dicembre.

Numerosi sono stati gli obiettivi della missione perseguiti in dieci anni di attività, quali ad esempio la caratterizzazione mineralogica della superficie, lo studio dell’atmosfera e delle sue interazioni con il vento solare, la mappatura fotografica ad alta risoluzione del pianeta e infine lo studio della composizione della superficie e dello strato sottostante per la ricerca di acqua o ghiaccio.

"La missione Mars Express - ricorda Enrico Flamini, Chief Scientist dell'ASI e membro dell'IMEWG - fu proposta nell’ambito di una riunione dell’International Mars Exploration Working Group (IMEWG) nel 1996 come missione flessibile ESA che avrebbe recuperato la possibilità di far operare alcuni degli strumenti europei che erano andati persi con il fallimento della missione russa Mars ’96 e dare la possibilità di imbarcare degli strumenti innovativi come il radar sounder MARSIS".

"Ricordo che noi italiani, tra i padri fondatori dell’IMEWG, approvammo immediatamente quest’idea. Poi fu inserita nel programma Horizon 2000. E’ stata realizzata e lanciata in soli sei anni e con un successo totale degli esperimenti, - continua Flamini - a parte il fallimento della sonda Beagle, una fine purtroppo prevedibile per come era stata condotta la realizzazione. Credo che come ASI dobbiamo essere molto soddisfatti di aver contribuito in modo sostanziale alla nascita, realizzazione e ai risultati scientifici di una missione che è già una pietra miliare dell’esplorazione presente e futura di Marte".

E' di grande rilievo il contributo tricolore alla missione. L’Italia, tramite l’Agenzia Spaziale Italiana, ha fornito due strumenti a Principal Investigator (PI) nazionale: lo spettrometro di Fourier PFS per lo studio dell’atmosfera (PI Prof. Vittorio Formisano, INAF) e il radar subsuperficiale MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), realizzato con il contributo della NASA/JPL (PI Prof. Giovanni Picardi, Università “La Sapienza”).

Il contributo italiano alla missione include anche lo spettrometro ad immagini VNIR per lo strumento OMEGA; il sensore di atomi neutri per l’esperimento ASPERA, e la partecipazione all’analisi scientifica dei dati della telecamera stereo HRSC.