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Caccia alla fonte dell’onda gravitazionale di LIGO/Virgo, ASI in prima fila

Si apre un nuovo capitolo nell'astrofisica. Il commmento di Roberto Battiston

11 Febbraio 2016

Con l’annuncio della prima rivelazione diretta di un’onda gravitazionale da parte dell’interferometro LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), frutto della collaborazione LIGO/Virgo (quest’ultimo una collaborazione INFN e CNRS), si apre una grande prospettiva per la ricerca spaziale e per l’ASI nello studio di un universo finora sconosciuto, accessibile solo tramite la rivelazione delle onde gravitazionali.

Oltre alla partecipazione in INTEGRAL, FERMI e SWIFT, l'ASI opera con il satellite italiano, AGILE, che grazie ad un grande campo di vista pari ¼ del cielo parteciperà alla caccia e alla comprensione delle sorgenti di onde gravitazionali provenienti da interazioni che coinvolgono buchi neri e stelle di neutroni. Queste ricerche sono difficili da terra, non essendoci molti telescopi a grande campo. Gli scienziati italiani e la comunità spaziale nazionale saranno quindi in una posizione privilegiata per scandagliare l'Universo e i suoi fenomeni più energetici sfruttando la scoperta della radiazione gravitazionale.  

“Dopo più di cinquant’anni di ricerca commenta Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, la rivelazione diretta di onde gravitazionali ci permetterà di aprire un nuovo capitolo dell’astrofisica, basato su una nuova tecnica osservativa mai sfruttata in precedenza. In questo ambito gli esperimenti spaziali giocheranno un ruolo decisivo sia contribuendo ad localizzare le sorgenti gravitazionali per mezzo di segnali luminosi (raggi X e raggi gamma) sia realizzando interferometri come quelli realizzati a terra ma milioni di volte più grandi e sensibili, posti nello spazio, strumenti di cui l’esperimento Lisa Pathfinder recentemente messo in orbita con l’ultimo lancio del Vega è il precursore”.   

Tra i ricercatori coinvolti nella ricerca di sorgenti di onde gravitazionali con missioni spaziali, c’è anche il team di INTEGRAL, satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con forte partecipazione italiana, per l’astrofisica nei raggi X e gamma. 

"INTEGRAL viene costantemente allertato in tempo reale dai colleghi di LIGO quando rivelano l'arrivo sulla terra di segnali gravitazionali, come nel caso dell'evento del settembre scorso» dice Pietro Ubertini, direttore dell’INAF-IAPS e responsabile del gruppo italiano per la ricerca delle sorgenti di onde gravitazionali con INTEGRAL. «L'esperimento LIGO ha rivelato un segnale gravitazionale di notevole intensità ma non è stato in grado di decifrare la direzione di arrivo. Quindi nulla sappiamo sulla sorgente cosmica che ha causato questa collisione tra buchi neri, né dove sia esattamente nel cielo: una galassia gigante? due buchi neri isolati che viaggiano nello spazio? E’ quanto cerchiamo di scoprire anche con INTEGRAL, grazie al suo grande campo di vista".​