

28 Ott 2011
Le rilevazioni di VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), effettuate il 10 luglio 2010 e riguardanti l'asteroide 21 Lutetia, uno dei corpi celesti più antichi del nostro Sistema Solare, vengono portati alla ribalta dalla rivista scientifica americana Science.
Lo spettrometro, ideato dall'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana, viaggia a bordo della sonda ESA ROSETTA, partita nel 2004 dalla base di Kourou per andare a "caccia di comete".
Nel doppio pannello (nell'immagine sopra) si vede l'immagine dell'asteroide ripresa dagli occhi dello spettrometro. Nel pannello di sinistra è mostrata la superficie di Lutetia al massimo avvicinamento come la vedremmo se i nostri occhi fossero sensibili alla radiazione infrarossa. La croce rossa rappresenta la posizione del polo nord. Nel pannello di destra, dalla misura della radiazione emessa dall'asteroide è stata ricavata la mappa di temperatura sulla superficie dell'asteroide, che raggiunge un massimo di circa 245 gradi Kelvin, ovvero -28 gradi centigradi.
L'avvicinamento a Lutetia ha permesso l'analisi delle sue caratteristiche fisiche e della sua composizione chimica. Dal punto di vista geologico, l'asteroide risulta essere un corpo celeste complesso ed estremamente antico. L’analisi delle misure raccolte dalla camera Osiris, il cui co-principal investigator è Cesare Barbieri, dell’Università di Padova e associato INAF, indica infatti che alcune regioni della sua superficie sono databili a circa 3,6 miliardi di anni, un’età che lo pone tra i primi corpi che hanno popolato il nostro Sistema Solare. Per altre zone invece si ricavano età di 'solo' 50-80 milioni di anni.
"La sonda ROSETTA ha superato brillantemente le prove generali di missione con l’osservazione dell’asteroide Lutetia e, in particolare, lo strumento a responsabilità tutta italiana VIRTIS ha raccolto dati di grande interesse scientifico", ha dichiarato Barbara Negri, responsabile ASI dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo. "L’Italia ha un ruolo di primo piano nella missione ROSETTA, perché oltre allo strumento VIRTIS per la spettrometria nelle bande VIS-NIR, ha realizzato altri due strumenti sull’Orbiter, l’analizzatore di polveri GIADA e l’imaging camera OSIRIS-WAC, oltre al sistema SD2 del Lander", ha aggiunto l'esperta.
Altra caratteristica importante di Lutetia è la sua elevata densità, pari a 3,4 grammi per centimetro cubo. Il dato è stato ottenuto combinando le misure di massa ottenute dall’esperimento di Radio Scienza, e di volume, determinato grazie alle osservazioni della camera Osiris. Un valore così elevato potrebbe far supporre che Lutetia nel corso della sua evoluzione abbia subìto un processo di fusione interna, dovuta al riscaldamento generato dal decadimento di materiali radioattivi presenti nella sua struttura. Questo fenomeno avrebbe prodotto la separazione di un nucleo ferroso, un mantello e una crosta formata da silicati leggeri.
ROSETTA è la missione Cornerstone dell'Agenzia Spaziale Europea, facente parte del programma Horizon 2000 dedicata all’esplorazione dei corpi minori del Sistema Solare. È stata lanciata il 2 marzo 2004 L'obiettivo principale della missione ESA è quello di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle caratteristiche della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che avvicinerà nel 2014 e scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015. Durante il suo viaggio, la sonda ESA è riuscita a osservare Lutetia, tramite lo spettrometro italiano, effettuando un fly-by dell’asteroide nel 2010, passando alla distanza ravvicinata di 3.170 km dall'oggetto celeste.