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Verso l’era “post-Shuttle”

Importanti passi avanti alla NASA per il nuovo programma Constellation

25 Mar 2009

Il momento della pensione è sempre più vicino per lo Space Shuttle: l’ultima missione è prevista per l’autunno del prossimo anno. Intanto alla Nasa guardano avanti e prosegue a pieno ritmo il lavoro al nuovo Programma “Constellation”, imperniato sullo sviluppo del lanciatore Ares e della navicella Orion. L’obbiettivo principale resta, come è noto, riportare equipaggi umani a lavorare sulla Luna. E l’ultima notizia arriva proprio da Cape Canaveral: il 19 marzo, al “John F. Kennedy Space Center”, sono arrivati i primi segmenti del propulsore del nuovo lanciatore, le cui restanti parti sono già in avanzata fase di assemblaggio.

 

E’ sempre più vicino, così, il momento del lancio per Ares I-X, razzo dimostratore del vettore Ares. In attesa che l’altro volo di prova (l’Ares I-Y) porti in orbita nel 2012 la navicella Orion e verso i primi voli con equipaggio previsti per il 2015.

 

Ma non c’è solo il lanciatore. L’altra notizia importante che arriva da Oltreoceano è il completamento del sito di test per la navicella Orion, precedentemente nota come Cev (Crew exploration vehicle). Misura 92 acri, quasi 37 ettari, e si trova nel poligono dell’esercito Usa di “White Sands”, nel New Mexico. Permetterà alla Nasa di testare tutte le situazioni di “abort flight” (fallimento della missione) in modo da mettere in sicurezza l’equipaggio in caso di emergenza nella piattaforma di lancio o durante i primi minuti di volo. “Ho piena fiducia che questo sia un grande progetto – ha voluto sottolineare John Colwart, vicedirettore della missione Ares I-X  – lo Shuttle è stato fantastico ed è riuscito a fare cose incredibili, ma è ora di guardare avanti”.

L’agenda dello Shuttle

 

La Nasa ha in programma ancora nove missioni, per lo Space Shuttle, prima della definitiva – e meritata – pensione. Sono convenzionalmente indicate con la sigla STS (Shuttle Transportation System) seguita da un numero.


Ecco l’elenco, con il numero di serie, la data del lancio e le caratteristiche del trasporto previsto.

 

STS-125: 12 mag 2009 - 7 astronauti al telescopio Hubble per riparazioni
STS-127: 15 mag 2009 - laboratorio giapponese Kibo sulla ISS
STS-128: 06 ago 2009 -  modulo per esperimenti MPLM sulla ISS
STS-129: 12 nov 2009 – componenti di ricambio per la ISS
STS-130: 10 dic 2009 – nodo di connessione Node3 e stazione robotica Cupola sulla ISS
STS-131: 11 feb 2010 - modulo per esperimenti MPLM sulla ISS
STS-132:  08 apr 2010 – componenti di ricambio per l’ISS e modulo di ricerca per lo Zarya
STS-133: 31 mag 2010 – componenti di ricambio per l’ISS
STS-134: 16 set 2010 – modulo Ams (“cacciatore di antimateria”) sulla ISS

In attesa di Orion e Ares

 

Nel periodo di “vuoto” tra la fine dell’ultima missione dello Shuttle e l’avvio effettivo del programma Constellation, l’unico “ascensore” umano tra la Terra e l’ISS resterà la vecchia navicella ex sovietica Soyuz, in grado di portare in orbita fino a tre astronauti per volta, tramite l'omonimo lanciatore. Nel frattempo l’ESA lavora all'ipotesi dell'evoluzione di ATV (Automated Transfer Vehicle), il “cargo” europeo per la Stazione Spaziale Internazionale che si appoggia al lanciatore Ariane. Se dovesse essere approvato questo tipo di sviluppo, ogni ATV “modificato” (che prenderebbe il nome di ARV, Advanced Reentry Vehicle) potrebbe portare sull’ISS tre astronauti per volta ma in uno spazio molto più ampio della Soyuz. 

 

Le caratteristiche di Orion

 

La storia del nuovo veicolo spaziale NASA destinato a rilevare lo Space Shuttle risale al 9 dicembre 2004, data del primo documento preliminare in cui si parlava esplicitamente del progetto di un CEV (Crew exploration vehicle) con l’ambizioso obbiettivo di portare l’uomo sulla ISS, sulla Luna, ma anche su Marte e altre destinazioni. Per lo sviluppo di Orion furono scelte, nel 2005, le società Lockheed Martin, Northrop Grumman e Boeing, a capo di cordate tra cui si trovavano anche i nomi di Alenia Space e Eads Space Transportation.

 

Orion è composto di due parti, con uno schema che richiama il vecchio progetto Apollo: il modulo per l’equipaggio e quello di servizio. Il primo, a forma di cono, può trasportare fino a sei astronauti avrà una vita media di circa 10 missioni e sarà in grado di auto agganciarsi in modo automatico alla ISS, esattamente come le navette russe. Il secondo modulo contiene, tra le altre cose, il sistema di propulsione principale, un motore Aerojet AJ-10 alimentato da propellente iperbolico contenuto in serbatoi sferici in titanio.

 

Il modulo di servizio comprenderà anche dei radiatori per disperdere il calore in eccesso e i pannelli solari. Nell'ultima revisione del progetto, chiamata configurazione "606", il modulo dovrebbe contenere dei pannelli esterni che saranno espulsi poco dopo l'accensione del propulsore del secondo stadio dell'Ares I. I paracadute di recupero, anch'essi riutilizzabili, saranno basati su quelli usati sia nella capsula Apollo che nei Solid Rocket Booster.

 

Molte le innovazioni nella protezione termica: a differenza del sistema dello Shuttle, che doveva contrastare temperature di punta di circa 1.260 gradi centigradi, Orion dovrà essere in grado di sostenere temperature più alte di oltre il doppio, fino a 2.760 gradi. Queste performance possono essere raggiunte con i materiali ablativi, che si consumano durante il rientro, a differenza delle mattonelle usate per lo Shuttle, che invece sono riutilizzabili.

 

Sia il modulo dell'equipaggio che il modulo di servizio saranno di una lega in Alluminio e Litio resistente come l'alluminio aeronautico dell'Orbiter ma più leggero. Il primo sarà inoltre ricoperto con un rivestimento protettivo in nomex, usato anche sullo Shuttle. Il modulo per l’equipaggio, sarà dotato di un sistema di controllo digitale derivato da quello del Boeing 787 e avrà al suo interno un'atmosfera mista azoto-ossigeno (N2/O2) con pressione a livello del mare (101,3 kPa, 14,7 psi) o leggermente ridotta (da 55,2 kPa a 70,3 kPa, 8,0 psi - 10,2 psi).