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LA STORIA DELL'ESPLORAZIONE DI VENERE

Venere, 50 anni di esplorazioni

Questo mese si festeggia il 50esimo anniversario dalla prima sonda ad essere ‘atterrata’ su Venere, il Venera 3 dei Sovietici. Passato, presente, futuro dell’esplorazione venusiana

Il primo marzo si sono festeggiati i 50 anni dalla prima missione di esplorazione robotica che abbia mai ‘toccato’ il suolo di Venere. Il Venera 3 dell’Unione Sovietica nel lontano 1966 fu il primo lander a visitare il secondo pianeta - schiantandosi sul suolo - dopo numerosi fallimenti precedenti. Purtroppo la fortissima pressione della corrosiva atmosfera del pianeta e il caldo infernale fecero distruggere il lander in tempi record.

 

Nonostante le difficoltà che risiedono nello studio di Venere, uno dei pianeti "gemelli" della Terra, i tentativi di esplorazione non si sono fermati con il Venera 3. Il pianeta è stato osservato con svariati flyby di satelliti, orbiter e lander. Ma ciò che complica maggiormente le cose sono le caratteristiche del pianeta. Temperature che sfiorano i 462°C gradi, una pressione atmosferica 90 volte maggiore di quella terrestre, una compatta coltre di nube che oscura l’intero pianeta composta da gas serra e acido solforico rendendo impossibile l’osservazione ottica dallo spazio del terreno, giusto per dirne alcune.

 

I primissimi tentativi – falliti – di esplorazione venusiana risalgono al 1961, con lo Sputnik 7 sempre dell’Unione Sovietica. Ci sono volute 12 missioni successive per riuscire a fare “atterrare”, con uno schianto, il Venera 3. A seguire vi sono state altre missioni sovietiche. Come il Venera 4, che fu la prima sonda a trasmettere con successo informazioni dal terreno del pianeta, arrivando fino al Venera 16 del 1983. Gli sforzi americani invece si sono incentrati nel programma Mariner, una serie di flyby per l’osservazione dell’atmosfera di Venere (ad altri pianeti), come ad esempio il Mariner 2 che fu il primo satellite artificiale a fare un flyby presso un altro pianeta.

 

In tempi più ‘recenti’ l’orbiter Magellan della NASA, lanciato nel 1989, fornì le prime osservazioni radar ad alta frequenza di Venere. Usando la tecnologia radar, che è in grado di attraversare le fitte nubi venusiane, si ottenne la prima mappa dettagliata del terreno del pianeta.  

 

Gli europei si unirono al club con il Venus Express. La sonda ESA lanciata nel 2005, che rimase in orbita fino al 2014, fece uno studio a lungo termine dell’atmosfera e una mappatura delle temperature globali del pianeta.

 

Al momento, gli unici ad essere presenti intorno a Venere sono i giapponesi. Il Venus Climate Orbiter della JAXA, chiamato Akatsuki, fallì l’inserimento in orbita del pianeta nel 2010, ma grazie al lavoro dei tecnici, la sonda ha raggiunto Venere il 7 dicembre 2015. L’obiettivo della missione è di studiare a fondo i fenomeni atmosferici e climatici che lo caratterizzano, investigando anche la presenza di potenziali vulcani.

 

Per il futuro non ci sono missioni programmate, ma solamente proposte o idee. La NASA sta valutando due possibili missioni su Venere, per il programma Discovery, la missione VERITAS e DAVINCI, sempre per studiare la topografia e l'atmosfera del pianeta che dovrebbero essere lanciate per la fine del 2021. Entrambe semifinaliste del programma, si saprà se saranno finaliste a Settembre 2016. L’ISRO (Indian Space Research Organization), invece, sta pensando di lanciare la Venus Orbiter Mission per il 2019.