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Un riconoscimento per l’oceano nascosto di Titano

La scoperta effettuata dalla sonda Cassini tra le più importanti del 2012 secondo la rivista "Discover"

12 Feb 2013

Sei flyby della sonda Cassini presso Titano, la luna più grande di Saturno, hanno portato ad una scoperta di particolare rilievo: la presenza di acqua sotto la superfice ghiacciata del satellite.

Sono molte le peculiarità che caratterizzano Titano, quali ad esempio le dimensioni (è più grande del pianeta Mercurio), la fitta atmosfera, laghi di gas naturale e, da giugno 2012, un oceano nascosto.

Secondo "Discover", rivista americana di divulgazione scientifica, si è trattato di una delle scoperte più importanti del 2012 nell’ambito delle scienze planetarie.

Giungere a questo risultato è stato possibile osservando le deformazioni cui è sottoposto Titano lungo la sua orbita intorno a Saturno. Se la struttura interna del satellite fosse del tutto rigida, l’attrazione gravitazionale esercitata da Saturno causerebbe dei rigonfiamenti non superiori ad un metro di altezza. I dati raccolti dalla sonda Cassini mostrano invece che queste deformazioni raggiungono un’altezza di 10 metri, evidenziando quindi che Titano non è completamente costituito da materiale solido come ghiaccio e rocce.

Gli esperti ritengono che anche le lune di Giove, Europa e Ganimede, debbano avere oceani nascosti ma Titano risulta di straordinario interesse in quanto sulla sua superficie sono presenti molecole organiche, che, unitamente all’acqua, sono elementi fondamentali per lo sviluppo della vita.

La scoperta dell’oceano nascosto parla anche italiano: infatti, è stata condotta da un gruppo di ricercatori italiani e americani guidato da Luciano Iess del Dipartimento di Ingegneria Meccanica ed Aerospaziale dell’Università “La Sapienza” di Roma. E il sistema radio, che ha consentito di raggiungere questo risultato, è stato realizzato in buona parte in Italia.