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Un oceano liquido e salato su Encelado

Nature pubblica uno studio basato sulle analisi degli ultimi dati inviati dalla sonda Cassini, dalla sesta luna di Saturno

24 Giu 2009

 

La scoperta sembrerebbe confermare quanto lo studio di Encelado, grande satellite naturale di Saturno, sia rilevante per l’Astrobiologia. Certo, "con tutte le cautele del caso", avverte Enrico Flamini, responsabile dell'Unità di Osservazione dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana, "perché non basta trovare acqua e sale per parlare di vita". Ad ogni modo, non c'è dubbio che i risultati ottenuti da due distinti gruppi di ricerca internazionali, entrambi pubblicati sull'ultimo numero di Nature, faranno discutere. Soprattutto quello che ha lavorato sui dati della sonda Cassini (frutto della missione Cassini-Huygens di Nasa, Esa e Asi), guidato dal tedesco Frank Postberg dell'Istituto Max-Planck per la fisica nucleare, a Heidelberg. Che ha individuato enormi getti di vapore acqueo espulsi dai geyser del Polo Sud di Encelado (nell’anello E). E, all'interno di questi, gas, vapori, ghiaccio e minuscoli granelli di sodio. I quali proverebbero che sul “sesto gigante” che ruota attorno a Saturno esiste un grande oceano di acqua, liquida e salata. Conclusioni su cui un po' frena invece il gruppo di ricerca coordinato dall'americano Nicholas Schneider dell'Università del Colorado, che ha lavorato sulle osservazioni eseguite con il telescopio Keck-1, basato a terra a Boulder, negli Stati Uniti.

 

"Encelado - dice la professoressa Angioletta Corradini, responsabile italiano del team dello strumento Vims, su Cassini - ha cominciato a farci vedere strane cose già due anni fa, quando sia le camere di bordo che Vims hanno mostrato l'esistenza di geiser in atto". Come sottolinea Flamini, "c'è un grande fermento scientifico attorno a Encelado, e la ricerca pubblicata da Nature, ovvero il fatto che l'acqua contiene sali disciolti, può forse contribuire a spiegare perché c'è dell'acqua allo stato liquido nelle profondità di un corpo che dovrebbe essere completamente ghiacciato".

 

Le immagini inviate da Cassini hanno come già detto svelato l'esistenza di geyser al Polo Sud di Encelado che emettono pennacchi di vapore acqueo e di particelle di ghiaccio alti centinaia di chilometri. I quali, a loro volta, alimentano l'anello E, il più esterno e anche il più esteso di Saturno. Proprio il vapore acqueo aveva già a suo tempo fatto ipotizzare che sotto la superficie del satellite ci fosse acqua: restava in dubbio se allo stato liquido o ghiacciato. Adesso questo studio pubblicato da Nature dimostrerebbe che si tratta proprio di un oceano liquido. E, stando alle alte percentuali di sali individuate tra i pennacchi, prova di alte percentuali di sodio nelle viscere del satellite, sembrerebbe certo che si tratti di acqua salata, proprio come quella dei nostri mari terrestri. "Ora - sottolinea Flamini - si aspettano i prossimi fly-by ravvicinati e l'elaborazione dei dati che saranno ottenuti dai vari strumenti, tra cui, oltre Vims, anche il radar e la radio scienza, tutti per metà italiani".