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Un “Crazy Diamond” nel cielo gamma

Il quasar 3C454.3, distante miliardi di anni luce, è iperattivo. E conquista lo scettro di sorgente più energetica del cosmo

09 Dic 2009

Una galassia lontanissima, a sette miliardi e duecento milioni di anni luce, sta attirando l’attenzione degli astronomi di tutto il mondo. È iperattiva. Come impazzita. I satelliti per lo studio dei raggi gamma AGILE (dell’ASI, con INAF  e INFN) e FERMI (della NASA, con l’importante partecipazione italiana) stanno registrando un’eccezionale produzione di emissioni gamma proveniente dalla galassia soprannominata “Crazy Diamond”, nella costellazione Pegaso. Al punto che 3C 454.3, questo il nome in sigla del nucleo galattico attivo, ha rubato lo scettro alla “reginetta” del cielo gamma, la pulsar Vela, distante appena mille anni luce. Pur essendo milioni di volte più lontana, 3C 454.3 con i suoi getti di lampi gamma brilla due volte più di Vela, la sorgente persistente più luminosa. Questo incredibile rilascio di energia dipende dal buco nero supermassivo nel centro del quasar 3C454.3.

 

Come molte galassie attive, Crazy Diamond emette opposti getti di particelle a velocità prossime alla luce quando la materia viene risucchiata dal buco nero. Il livello di emissione gamma di sorgenti di questo tipo dipende dalla quantità di materia fagocitata. In altre parole, dipende dal regime alimentare del buco nero. Quando il buco nero è a dieta, l’emissione è stazionaria. Invece, quando il buco nero si ingozza di materia, l’emissione aumenta e diventa variabilissima. In questi giorni 3C454.3 deve avere fatto indigestione. L’evento, raro e probabilmente passeggero, sta mobilitando la comunità astronomica mondiale.

 

Alla fine di novembre, AGILE si è accorto che c’era qualcosa di strano e ha dato l’allerta che è stata immediatamente confermata da Fermi.  Si pensava a un periodo di attività come se ne erano visti altri ma la sorgente ha polverizzato tutti i suoi record precedenti, sorpassando Vela. In queste occasioni è molto importante studiare il comportamento della sorgente a tutte le lunghezze d’onda. Per questo vengono attivate campagne osservative in onde radio, ottico e raggi X. Un consorzio internazionale di telescopi ottici coordinato dall’Osservatorio di Torino segue il comportamento della sorgente, mentre tutti gli osservatori X hanno già cominciato le osservazioni.

 

Per Paolo Giommi dell’ASDC dell’ASI: “3C454.3 non solo è un buco nero vorace, ma anche un faro che punta la sua luce potente verso di noi. Già nel 2005 questa sorgente di radiazione radio, ottica, X e gamma aveva raggiunto livelli record, ma allora nessun satellite gamma era in orbita. Ora sia Agile che Fermi stanno monitorando quella che si è dimostrata essere la sorgente più brillante del cielo in raggi gamma”.

 

“È come se la macchina acceleratrice di questo buco nero si sia attivata superando se stessa in modo del tutto inaspettato”, dice Stefano Vercellone dell’INAF-IASF di Palermo e coordinatore di molte ricerche recenti su 3C 454 con i dati di Agile e altri osservatori.

 

“Adesso sembra che il flusso gamma stia lentamente scendendo, ma con i buchi neri non si sa mai, magari non è ancora sazio e ricomincerà a stupirci” dice Patrizia Caraveo dell’INAF che coordina il team italiano per Fermi. “Penso che il bello debba ancora venire, sono convinta che capiremo quello che è successo alla sorgente solo quando potremo combinare i dati gamma con quelli ottici, X e radio”.

 

“Continua la serie delle straordinarie osservazioni di Fermi e Agile, eseguite mediante strumenti in gran parte concepiti e realizzati dalla comunità scientifica del nostro Paese”, sottolinea Benedetto D’Ettorre Piazzoli, membro della giunta esecutiva dell’INFN. “Lo studio della fenomenologia di questi voraci buchi neri – aggiunge D’Ettorre Piazzoli – riveste interesse anche perché tra essi potrebbero nascondersi le misteriose sorgenti dei raggi cosmici di altissime energie, quelle energie che noi non possiamo raggiungere nei nostri laboratori, nemmeno nel superacceleratore Lhc”.