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JUNOCAM

Un mondo "spigoloso" nel Sistema Solare

La camera di bordo di Juno ha catturato una nuova immagine mentre effettuava il quinto sorvolo ravvicinato del gigante gassoso. Lo scatto, rielaborato da un aspirante scienziato, rivela un mondo a scatti

Giove, “scattoso” come non l’avete mai visto. La missione NASA Juno, al lavoro da meno di un anno intorno al gigante gassoso, ha realizzato una nuova sequenza di immagini nel corso del suo quinto flyby in carriera, mettendo in mostra un soggetto dal profilo insolito: il 27 marzo scorso la camera di bordo ha operato da un’altezza di 20.000 chilometri, rivelando un aspetto inedito del quinto inquilino del Sistema Solare.

Ciò di cui parla l’immagine, rivisitata in falsi colori, è un mondo ... spigoloso. Tutto frutto di un effetto ottico: la navicella spaziale infatti al momento del “click” era così vicina al suo obiettivo da non riuscire a riprendere l’intera area illuminata in una sola foto. E il collage, composto dallo scienziato in erba Bjorn Jonsson, dona a Giove questo caratteristico effetto spigoloso.

Ma c’è di più: i dati raccolti attraverso gli "occhi" di Juno mostrano la straordinaria texture dell’atmosfera, simile a delicate pennellate perlescenti, frutto dello scontro di diversi eventi burrascosi in atto sul pianeta e tre specifiche strutture.

 

Tra tutte, facilmente riconoscibile, in basso, il celebre “filo di perle”, otto strutture chiare e di forma ovale che rivelano spaventose tempeste che si abbattono nell’emisfero meridionale ruotando in senso antiorario. La straordinaria cartolina è stata realizzata attraverso la camera operante nella luce visibile JunoCam, progettata per guardare i poli di Giove e le nubi che li avvolgono. Nonostante il suo lavoro contribuisca a fornire indizi agli scienziati del team di Juno, la camera non è considerata uno strumento scientifico e il suo obiettivo è di proporre spettacolari cartoline con scopi divulgativi.

La missione Juno – lanciata nel 2011 e giunta intorno al pianeta di destinazione il 4 luglio 2016, il 5 in Italia - ha lo scopo di analizzare le caratteristiche di Giove come rappresentante dei Pianeti Giganti. Gli obiettivi scientifici di Juno consistono prevalentemente nel comprendere l’origine e l’evoluzione del pianeta, determinarne la struttura interna, esplorare la magnetosfera polare e ricercare l’origine del campo magnetico, misurare l’abbondanza dell’acqua, caratterizzare i venti nella bassa atmosfera e le abbondanze relative di ossigeno e azoto e le variazioni dovute a fenomeni atmosferici. Inoltre, Juno osserverà le aurore boreali di Giove al fine di studiare il campo magnetico del pianeta e la sua interazione con l’atmosfera.

La partecipazione italiana alla missione si basa sull’esperienza ormai consolidata nel campo degli spettrometri, camere ottiche e radio scienza. In particolare l’Italia ha fornito due strumenti: lo spettrometro ad immagine infrarosso JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper, PI Alberto Adriani INAF-IAPS, realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo-Finmeccanica) e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator, PI Luciano Iess dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, realizzato da Thales Alenia Space-I) che rappresenta la porzione nella banda Ka dell’esperimento di gravità. Ambedue questi strumenti sfruttano importanti sinergie con gli analoghi strumenti in sviluppo per la missione BepiColombo, ottimizzando i costi ed incrementando il ruolo sia scientifico che tecnologico italiano.