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CITIZEN SCIENCE

Un filo di perle sul volto di Giove

La sonda Juno della Nasa ha effettuato il suo nono flyby su Giove, catturando così nuove immagini del gigante gassoso grazie alla camera JunoCam che promuove la scienza fatta dai cittadini

Un ‘filo di perle’ cinge il gigante gassoso nell’ultima immagine scattata da JunoCam - la camera ad alta risoluzione posizionata a bordo della sonda Juno della NASA. 

 

Si tratta di spaventose tempeste che si abbattono sull’emisfero meridionale del gigante gassoso, ruotando in senso antiorario - osservate a partire dalla fine degli anni ’80 ma immortalate da vicino per la prima volta proprio da JunoCam nel 2016.

 

L’immagine (disponibile ad alta risoluzione qui) è stata scattata il 24 ottobre 2017 durante il nono sorvolo della sonda intorno a Giove. In quel momento Juno si trovava a 33.115 chilometri di distanza dalle nubi vorticose di Giove. La risoluzione del nuovo scatto è di 22,3 chilometri per pixel.


 

 

Come previsto dal team Juno, e dal suo proficuo progetto di citizen science le immagini grezze del flyby sono state rielaborate dai cittadini-scienziati - appassionati volontari sparsi su tutto il globo. La partecipazione del pubblico nella ricerca scientifica ha già permesso di realizzare spettacolari ritratti ad alta definizione del gigante gassoso.  Il nuovo scatto d’autore è stato rielaborato dagli scienziati cittadini Gerald Eichstädt e Seán Doran.


 

A bordo della sonda otto strumenti, tra cui i due esperimenti italiani realizzati con il supporto e il coordinamento dell’Asi. Si tratta della camera a infrarossi con lo spettrometro Jiram  (Jovian InfraRed Auroral Mapper), uno strumento chiave di Juno, realizzata da Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e dell’esperimento di radioscienza KaT (Ka-band Translator/Transponder), realizzato da Thales Alenia Space, sotto la responsabilità scientifica della Sapienza Università di Roma.

 

Il primo studierà la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso, il secondo invece analizzerà la struttura interna del pianeta, con l’obiettivo di mappare il campo di gravità di Giove. 

 

Lanciata il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral e giunta nell’orbita di Giove il 4 luglio dello scorso anno (in Italia era il 5) – Juno ha il compito di studiare l’origine, l’evoluzione e la struttura interna del pianeta, la magnetosfera polare, l’origine del campo magnetico, l’abbondanza di acqua, la caratterizzazione dei venti nella bassa atmosfera e le quantità di ossigeno e azoto.