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Ultima chiamata per Philae

Al lander di Rosetta è stato inviato il comando di attivazione della flywheel, per tentare di rimuovere la polvere depositata sui pannelli solari. L'ultimo contatto risale al 9 luglio scorso

Ore decisive per il destino di Philae. Dopo l’ultimo, breve contatto di 12 minuti risalente al 9 luglio scorso  - che ha permesso l’invio di un ricchissimo pacchetto di dati riguardanti l’esperimento CONSERT – il sistema di comunicazione del lander non ha mai più risposto ai richiami della sonda.

 

Intanto Rosetta, lander e cometa continuano ad allontanarsi dal Sole e le probabilità che 'qualcosa' succeda continuano insesorabilmente a diminuire: si stanno raggiungendo le condizioni teoriche per cui nel luogo in cui Philae giace dal 12 novembre 2014 l’illuminazione sui pannelli solari non sia più in grado di fornire la potenza minima necessaria all’accensione del computer di bordo, mettendo la parola fine sulla missione del modulo di atterraggio.

 

Proprio ieri c'è stato un tentativo, inedito. Il team della DLR di Colonia - responsabile delle attività di Philae - ha inviato il comando di attivazione della flywheel (nell'immagine in basso a destra è rappresentato il contenitore che la ospita): si tratta di una sorta di volano, inizialmente  pensato per stabilizzare l’assetto del lander durante la discesa sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko.

 

Ancora nessuna risposta, ma gli esperti spiegano che non c’è da preoccuparsi. “Per poter ricevere il segnale – tranquillizza il coordinatore scientifico dell’ASI, Enrico Flamini -  dobbiamo aspettare che la sonda passi di nuovo sullo stesso punto. Ci dovremo preoccupare se non riceveremo nulla a distanza di 2-3 giorni''.


“"l team responsabile per la pianificazione delle operazioni scientifiche ha proposto di tentare di muovere il lander", spiega Mario Salatti, co-program manager del lander Philae  per l’Agenzia Spaziale Italiana.  "L’intento è quello di 'smuovere' una situazione per certi versi incompresa, nella speranza di migliorare le condizioni di comunicazione tra Philae e Rosetta. Il management ha acconsentito che venisse impartito il comando di mettere in rotazione la ruota d’inerzia presente a bordo".

 

Questo dispositivo è stato fondamentale per garantire che Philae toccasse la superficie della cometa nell’assetto opportuno, ovvero con le 3 “zampe” parallele al terreno fornendo un momento angolare attorno all’asse verticale del modulo durante la fare di discesa.


"Mettere in rotazione nuovamente questo dispositivo - spiega ancora Salatti - avrà degli effetti non prevedibili con esattezza: secondo il principio di 'azione e reazione', il corpo di Philae riceverà una coppia di rotazione nella direzione opposta che potrebbe sollevarlo ponendolo in una diversa posizione che ne potrebbe migliorare l’esposizione alla radiazione solare, oppure, se sufficiente a scuoterlo, tale movimento potrebbe rimuovere l’eventuale polvere depositata sui pannelli solari rendendo più efficiente la produzione di potenza elettrica".  

 

"Ovviamente, esiste la possibilità che gli effetti di tale manovra siano controproducenti; inoltre non si ha certezza del fatto che tale comando venga ricevuto e dunque eseguito, stante il dubbio stato di efficienza del sistema di comunicazione di bordo, ma i responsabili della missione ritengono che una manovra del genere vada comunque tentata".