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Torna a casa con successo SURECA BIT 10

Il pallone lanciato dalla base norvegese termina la sua missione in corrispondenza delle Isole Ellesmere

22 Giu 2010

 

E' tornato a Terra, dopo un volo di 72 ore e 33 minuti, il pallone lanciato dalla Base Nobile-Amundsen nelle isole Svalbard, alle 22:30 del 17 giugno scorso.

Ha portato  con se a 39.400 metri il payload SURECA-BIT-10, contenente alcuni esperimenti sviluppati in Italia.

Il pallone lanciato da Longyearbyen è stato separato dal payload alle ore 20.15 del 20 giugno 2010 ed è atterrato   in corrsipondenza delle Isole Ellesmere, in territorio canadese.

 

La ‘mission’ scientifica di SURECA era duplice e mirava a condurre test su strumenti denominati BIT e CZT, che coinvolgono l’INAF IASF di Bologna e l’IMEM (Istituto materiali per elettronica e magnetismo) del CNR di Parma.

 

Il modulo BIT (Bi-directional Iridium Telemetry) è stato sviluppato da LEN srl in collaborazione con INAF-IASF Bologna e rappresenta certamente il miglior sistema di telemetria per palloni di lunga durata oggi disponibile. BIT assicura il completo controllo di payload su pallone stratosferico in (e da) qualunque posizione geografica. Non necessita di alcuna infrastruttura di terra, a parte la sua ground station, che consiste unicamente in  un PC portatile e in un modem Iridium. Il software di ground station fornito col modulo BIT permette all’operatore di svolgere tutte le funzioni necessarie attraverso l’invio di telecomandi e di ricevere in tempo reale i dati del payload.

 

nell'immagine a destra, il team della missione attorno allo strumento

 

 

Veniamo a CZT. Il piccolo strumento scientifico è composto da un rivelatore di radiazione di alta energia basato su un sensore di costruito dall’IMEM/CNR di Parma (nella foto qui a destra) e da un modulo di interfaccia che produce un flusso di dati RS232 che può essere collegato direttamente ad una delle porte seriali di BIT. Il sensore, con mono-elettrodi planari, utilizza un cristallo di CZT di 1.5×1.5×0.2 cm cubi  implementato in una scatola metallica di schermatura elettrica e luminosa.

 

Questo dispositivo ha due scopi principali. In primo luogo studiare il fondo X/gamma e di particelle cariche in funzione della latitudine e longitudine e in funzione della quota (per questo motivo potrebbe essere utile avere anche la possibilità di modificare la quota di galleggiamento del pallone durante il volo). In secondo luogo, permette una verifica diretta delle prestazioni e della robustezza di un sensore di CZT sviluppato interamente con tecnologia italiana in ambiente pseudo spaziale e valutare la loro idoneità per costruire monitor di radiazione compatti per uso spaziale.