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STAMPA 3D

Tessuti multiuso

Un team del Jet Propulsion Laboratory della NASA sta progettando un tessuto metallico realizzato con la stampa 3D attraverso il processo di manifattura additiva

Un tessuto metallico multiuso utilizzabile in ambito spaziale. Il progetto, sviluppato da un team del Jet Propulsion Laboratory della NASA prevede l’impiego di materiali metallici per la costruzione di antenne , dispositivi, tute di astronauti o come isolante per veicoli spaziali.


I prototipi sono stati realizzati con stampa 3D grazie a un processo denominato manifattura additiva che consente la produzione di oggetti attraverso la deposizione di strati successivi di materiale. Questa tecnica, permette l’abbattimento dei costi e aumenta le possibilità di creare oggetti dalle caratteristiche uniche.


“Abbiamo chiamato questa tecnica stampa in 4D – ha spiegato Raul Polit-Casillas, responsabile del progetto –  perché siamo in grado di stampare sia la geometria che la funzione di questi materiali. Se la produzione del XX secolo è stata definita di massa, allora quella del futuro potrà definirsi produzione di massa e di funzioni”.


I tessuti spaziali in questione, rispondono a quattro funzioni essenziali: capacità riflettiva, gestione del calore passivo, pieghevolezza e resistenza alla trazione. Mentre un lato del tessuto riflette la luce, l’altro la assorbe agendo come mezzo di controllo termico. Il risultato è un materiale estremamente duttile che si adatta a diverse forme pur essendo in grado di sostenere la forza di trazione su di esso.


Se la sperimentazione procede come previsto, sarà possibile realizzare questi tessuti direttamente nello spazio, magari mescolando metalli e polimeri diversi, ampliando la varietà d’impiego. “Gli astronauti impegnati nei lunghi viaggi interplanetari dovranno essere in grado di riciclare materiali usati –continua Polit Casillas – sarà di fondamentale importanza per la sopravvivenza in spazi chiusi dalla risorse estremamente limitate”.


In futuro sarà possibile stampare, testare e distruggere il materiale all’infinito rivoluzionando anche il modo in cui vengono progettati i veicoli spaziali. Le centinaia di parti necessarie alla costruzione di una sonda ad esempio, potrebbero essere sostituite da un veicolo creato da zero con la manifattura additiva.