

16 Ott 2010
In un certo senso, è stato una sorta di "debutto" per due. Per l'onlus Susan Komen, la più importante organizzazione non profit d'oltreoceano nella lotta al tumore al seno, attiva in Italia da oltre 10 anni ma al primo evento "Race for the cure" a Napoli. E per TELESAL (Telecomunicazioni per la Salute), l'ambizioso programma di assistenza medica a distanza basato sulle tecnologie satellitari voluto dall'Agenzia Spaziale Italiana (che ne è anche il principale finanziatore, seguita nell'ordine da Ministero della Salute, regione Toscana, Università Federico II di Napoli, Istituto Clinico Humanitas e regione Campania).
"Questo evento è la prima prova generale e segna per il progetto TELESAL l'avvio della fase dimostrativa, con un particolare valore strategico dovuto al fatto che nel caso specifico ci si è occupati di prevenzione dei tumori" sottolinea il professor Mariano Bizzarri, membro del Consiglio tecnico-scientifico ASI con una specifica delega per la Telemedicina, oltre che presidente del Comitato scientifico di TELESAL. "Una volta effettuate con successo le ultime verifiche - assicura Bizzarri - è possibile prevedere che il programma entri in fase di piena operatività per il prossimo mese di gennaio".

La 'mission' di TELESAL, sviluppato congiuntamente da ASI, Ministero della Salute e un team di Aziende italiane, Università, Istituti di Ricerca ed Enti pubblici, consiste nell'impiegare tecnologie di telecomunicazioni satellitari per migliorare o rendere possibili applicazioni e servizi di tele-medicina. "L'obbiettivo - spiega Alberto Canciani, program manager ASI del progetto - è fornire alla Pubblica Amministrazione un modello di servizi sanitari gestibili da remoto e abilitati da tecnologie satellitari". Si tratta dunque di videoassitenza medica, telediagnostica, screening e teleconsulti, applicabili dale situazioni "critiche" tipiche ad esempio del 118 fino ai modelli di assistenza domiciliare per pazienti lontani da strutture adeguatamente attrezzate. Ma non solo. "Arriveremo nel futuro - aggiunge Canciani - all'adozione di una sorta di terminal domestico, peraltro già sviluppato, con accesso satellitare a basso costo in grado di trasmettere in banda larga tutti i dati rilevati dai vari sensori diagnostici forniti dalla Pubblica Amministrazione presso il domicilio del paziente".
La tre giorni di sensibilizzazione e fund raising organizzata dalla onlus Susan Komen a Napoli nel secondo finesettimana di ottobre, culminata nella minimaratona tutta al femminile "Race for the cure", è stata una prima ribalta di indubbio successo per TELESAL. Ad avvalorare ulteriormente il significato dell'evento, il messaggio di fondo legato alla diagnostica e alla prevenzione: dal tumore al seno si può guarire, purché la malattia sia diagnosticata e curata in tempo.
Durante la manifestazione, sessanta donne hanno potuto accedere allo screening mammografico messo a disposizione da TELESAL, con un apposito mezzo mobile presentato per l'occasione, e tutte si sono dichiarate soddisfatte. L'esame diagnostico rilevato in loco è stato inviato via satellite alla stazione di refertazione (in questo caso il "Nuovo Policlinico" di Napoli) dove un medico radiologo ha di volta in volta formulato la relativa relazione clinica, rinviata in tempo reale al mezzo mobile dove si trovava la paziente. Il tutto senza code, attese e spostamenti in strutture sanitarie.
"In un contesto complessivo caratterizzato dai costi ingravescenti del settore sanitario - sottolina ancora il Professor Bizzarri - questo esperimento mostra come sia possibile fornire servizi di qualità risparmiando. Adesso ci attendiamo che il mondo politico, in particolare gli amministratori regionali, sappia cogliere l'occasione".